Wonderfalls: alle origini di Bryan Fuller (e di Lee Pace)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblr

Tempo di lettura previsto: 3 minuti

C’è stato un tempo in cui il sempre sorridente Bryan Fuller, noto showrunner mainagioia di Pushing DaisiesHannibal, era uno sceneggiatore pieno di speranze che, frutto della sua esperienza in Star Trek: Voyager, si illuse a tal punto da voler creare una serie tutta sua, che potesse svilupparsi in un minimo di tre stagioni. Era il lontano 2004 e fu così che venne inaugurato Wonderfalls, show talmente sfigato che la FOX smise di trasmetterlo dopo il quarto episodio: le altre nove puntate, che ormai erano già state girate, vennero incluse nel DVD con un ordine diverso da quello previsto inizialmente. Insomma: non ricordo, al momento, una serie più sfigata di questa.

  
My name is Bryan Fuller and I’m hopelessly adorable

Wonderfalls detiene il primato di “serie più breve di Fuller”, ma ha anche altre caratteristiche attribuibili al Fuller-style (che, no, non include coroncine di fiori. In teoria): prima tra tutte, la scelta di inserire come protagonista dello show una ragazza super-imbruttita, asociale e senza prospettive nella vita. Il personaggio in questione si chiama Jaye Tyler, ha una laurea in filosofia, vive in una roulotte e lavora in un negozio di souvenir: tuttavia, la descrizione del suo carattere corrisponde perfettamente a quello di George Lass, protagonista di Dead Like Me.

jaye tyler

george lass

Ad accomunare Jaye e George, però, non è solo il loro “grande entusiasmo” nei confronti della vita. Da grandi menefreghiste quali sono, si ritrovano loro malgrado ad affrontare situazioni decisamente surreali e, peggio ancora, ad aiutare il prossimo.

 

 

La svolta (indesiderata) di Jaye avviene in una giornata come tante, mentre la ragazza continua a fingere di lavorare presso il negozietto di souvenir a tema Cascate del Niagara. Dopo aver lanciato una monetina in una fontana, però, improvvisamente alcuni oggetti (la riproduzione difettata di un leone, uno stormo di fenicotteri da giardino, un soprammobile a forma di scimmia, ecc…) iniziano a parlare a Jaye e ad ordinarle di fare determinate azioni: questo per aiutare persone che, in certi casi, sono ancora più disagiate di lei. Per la ragazza è solo l’inizio di una lunga serie di azioni da buona samaritana: essere gentile diventa un must, altrimenti ogni oggetto dotato di faccia non smetterà mai più di parlarle.


Insomma, pare che l’unico aspetto positivo della vita di Jaye sia avere un fratello interpretato da un venticinquenne Lee Pace… Anzi, no, non è positivo per niente: deve essere terribilmente frustrante essere sorella di Lee Pace, vederlo tutti i giorni e non poterci combinare nulla (a meno che il vostro cognome non sia “Lannister”).

 

La nuova vita di Jaye si muove quindi tra famiglia complicata (ma, ripeto: c’è Lee Pace, quindi si sopporta tutto volentieri), lavoro poco gratificante, (pochi) amici, psicologo e richieste d’aiuto improbabili che ricordano molte paradossali puntate di Pushing Daisies. Gli episodi sono essenzialmente autoconclusivi: la trama orizzontale è data dalla storia tra Jaye e il nuovo barista del “pub di fiducia”, Eric (che, ovviamente, è invischiato pure lui in complicatezze varie: tipo che è leggermente sposato).

Insomma, sono tante le ragioni per continuare a voler bene a Wonderfalls: e non solo perché è stato il trampolino del buon Bryan, o perché Lee Pace renderebbe più che guardabile anche la pubblicità di un detersivo, ma soprattutto perché il mondo avrà sempre bisogno di protagoniste asociali e disagiate come Jaye. Almeno, io ne ho sicuramente bisogno.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

Potrebbero interessarti anche...

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su accetta, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi