War and Peace, il trionfo del period drama

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Tempo di lettura previsto: 5 minuti

Esistono dei libri che, per quanto famosi e pur essendo dei capolavori rinomati, quasi nessuno ha letto. Per esempio, una ricerca inglese ha scoperto che, dei grandi classici della letteratura, 1984 di Orwell è il libro che, più degli altri, tutti fingono di avere letto. Voglio dire, se le persone non leggono 1984 che è 400 pagine scarse, mi sento un po’ giustificata nel mio terrore per i “mattoni” come Guerra e Pace.

Ecco, appunto, Guerra e Pace. Questo libro fa proprio parte di quelli di cui conosco a grandi linee la storia ma che, pur essendo una lettrice accanita, non mi è mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello di leggere. Lo so, colpa mia, ma come mi permetto, ecc…, ma questa è la verità e se, dopo questa confessione, mi volete dare della cafona ignorante cercherò di non prendermela. In ogni caso, la recensione della serie tv War and Peace la faccio lo stesso.

Sono essenzialmente due i motivi che mi hanno spinta a iniziare questa miniserie in 6 parti:

  • Il fatto che sia un period drama della BBC, cosa che praticamente fa rima con “garanzia” e “qualità”;
  • L’enorme disagio ed entusiasmo – con il senno di poi, completamente giustificati – che per settimane ha inondato la mia timeline su twitter (alcune prove qui sotto).

Ho vinto quindi le mie reticenze e mi sono imbarcata in questo viaggio che inizia nei primi anni dell’800, in Russia, e che ci porta fino alla fine delle campagne napoleoniche, fra le pesantissime sconfitte subite dai russi stessi e quella ultima, letale, subita dai francesi, caduti vittime del freddo più che dell’esercito nemico (no, questi non sono spoiler, è Storia).

Non vi nascondo che il primo impatto è stato davvero pesante: il pilot della durata di un’ora ha veramente messo alla prova la mia resistenza, soprattutto a causa della moltitudine di personaggi introdotti e che si fa parecchio fatica a collocare, che rendono quindi l’episodio iniziale alquanto didascalico, anche nel narrare le prime vicende. Nonostante questo, ringrazio il cielo di non essermi fermata, perché il viaggio che lo spettatore intraprende va ben oltre la macro narrazione degli eventi storici: essi infatti si intrecciano con le storie più piccole dei personaggi fittizi, che ci danno un ritratto di un’umanità infinita, persa e alla ricerca di spiritualità e felicità. Delle persone immerse nelle tradizioni e nelle contraddizioni del periodo storico in cui vivono ma, al tempo stesso, incredibilmente attuali e comprensibili, soprattutto quando le vediamo relazionarsi con le complicazioni dell’animo. Perché sì, quelle ce le abbiamo tutti e le possiamo capire bene, indipendentemente da quando siamo nati.

Certo, voi che sapete a memoria il libro starete leggendo le mie riflessioni con sufficienza, perché probabilmente non vi sto dicendo niente di nuovo. D’altra parte, avete ragione: se la storia è bella, il merito è più di Tolstoj che della BBC. Ma quello che voglio fare capire è come la BBC abbia fatto bene il suo lavoro: una persona che si è sempre ben guardata dall’idea di leggere “quel mattone di Guerra e Pace” oggi, grazie alla visione di una serie tv in sei parti, sta pensando di chiederlo in prestito alla biblioteca. E secondo me questo è davvero il segno che l’emittente britannica, ancora una volta, ha fatto centro in pieno.

War and Peace è una miniserie validissima, che emerge per la cura e il rispetto che solo la BBC riesce a dedicare alla trasposizione di questi grandi classici, con i quali spesso e volentieri è difficile misurarsi. La veridicità e la crudezza delle battaglie, come ad esempio la ricostruzione della Battaglia di Borodino, gli attori incredibili (Paul Dano, dove sei stato tutta la mia vita?), la fotografia dei paesaggi della Russia e soprattutto le musiche spettacolari sono solo alcuni degli elementi che fanno dimenticare la realtà intorno gli spettatori, per trasportarli in un mondo e in una storia dura, commovente e bellissima.

Un viaggio che fa rimanere con gli occhi lucidi a sorridere di quella profonda verità che viene mostrata in ogni fotogramma, tutte le volte che le vicende nella storia sembrano volgere al peggio: che è solo facendo esperienza dei momenti di disperazione più bui che si può trovare la vera pace e felicità. Una cosa che, nella vita, è sempre bene ricordare.

We must live. You know, we must love. And we must believe that there’s more to it all than our lives on this scrap of earth. There’s something else out there it is true, Andrej. You must believe it.

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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