Versailles e il trionfo delle parrucche

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Tempo di lettura: 3 minuti 

“Perché mai dovrei guardarmi una serie tv in francese?”
Questa è una domanda che potrebbe sorgere spontanea, scorrendo le serie tv del giorno e trovando Versailles tra le papabili da iniziare. Certo, magari vi piace il francese, o forse vi affascina il periodo storico in cui è ambientato lo show, o ancora siete super-fan di Luigi XIV (ognuno può fangirlare su chi vuole)… Oppure, più semplicemente, vi siete innamorati di George Blagden in Vikings e non potete più fare a meno di lui.

In Versailles, infatti, il nostro monaco preferito interpreta nientepopodimeno che Il Re Sole in persona: in effetti già in precedenza aveva dimostrato di essere in grado di illuminare un’intera stanza semplicemente sorridendo, quindi perché non continuare su questa via, indossando una parrucca invidiabile?

“Perché io valgo”.

Giuro che poi ai baffetti ci si abitua #bugia

In Versailles, però, Luigi XIV ha ben poco da ridere. La storia ha inizio nel 1667 e il re non riesce a fidarsi della nobiltà doppiogiochista che lo circonda (e a ragione): mentre la sua ambizione lo spinge ad avviare quell’immenso progetto che poi diventerà la Reggia di Versailles, più di un personaggio trama la sua morte o, comunque, la fine del suo regno. Nel frattempo suo fratello, Philippe d’Orléans (interpretato da Alexander Vlahos, che qualcuno potrebbe riconoscere come il Mordred di Merlin), cerca di capire che caspita fare della sua vita da “eterno secondo”, il tutto mentre fa “cose” con il suo amante (tipo vestirsi da donna).

Sullo sfondo si muovono altri personaggi secondari, dalla donna-medico improbabile al “torturatore di corte”, dal “giardiniere saggio” di Versailles ad Henriette, una delle amanti del re (che teoricamente è la moglie di Philippe, ma #sssshhhh). Insomma, Versailles è una serie franco-canadese che fa un po’ il verso agli show di ambientazione storica alla The Tudors, ricchi di intrighi sia politici che amorosi, nonché di tradimenti più o meno inaspettati. La serie è stata girata in inglese e poi doppiata in francese, nonostante buona parte dei membri del cast sia in grado di parlare in maniera fluente il francese (e Blagden è tra questi): inutile dire che avevo perennemente gli occhi fissi sui sottotitoli, o avrei compreso solo parole come gloire, roi, histoire. Sicuramente non è una di quelle serie che fa morire dalla voglia di binge-watchare, anzi: più volte risulta essere piatta o con ben poco da raccontare. Insomma, pure la parrucca di George Blagden ha più carisma della trama ma, se siete in un periodo in cui volete vedere una serie in costume senza pretese, potrebbe essere l’ideale. Alla fin fine, il tutto potrebbe essere riassunto con questa immagine:

Sarah Winter (Louise), George Blagden (Louis XIV) *** Local Caption *** Jalil Lespert (Episodes 1 et 2)

Scherzi a parte (più o meno), lo show deve avere comunque avuto un discreto successo, tanto da essere stato rinnovato per una seconda stagione. Le riprese inizieranno proprio questo mese e ammetto di avere un po’ di hype non tanto per la serie in sé, quanto per le foto dietro le quinte che presto arriveranno (spero).
E poi: George Blagden. L’ho già detto, no?

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Sento di volere un po’ bene a questo cast.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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