Tradita da Lena Dunham di Girls

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblr

Ho iniziato a guardare Girls di Lena Dunham su consiglio di un collega. Ero un po’ restia, ma visto che tutti non facevano  che tesserne le doti, mi sono lasciata convincere. Ora sono alla terza stagione.

Sorvoliamo sulla confusione iniziale che mi provocano le serie come questa, quelle che non capisci mai se sono comedy o drama, se fanno ridere o fanno piangere o ridere e piangere insieme. Anche se poi, se vogliamo dirla tutta, alla fine della fiera le serie migliori sono proprio queste,  quelle che non riesci mai ad inquadrare del tutto.

Girls2

Dopo i primi cinque minuti del primo episodio, l’identificazione con il personaggio di Lena Dunham è stata totale. Entrambe ventiquattrenni, entrambe laureate in lettere sì e no da un mese. Ci siamo dovute sorbire genitori che, in un modo o nell’altro, hanno tentato di farci capire che era giunto il momento di smetterla di inseguire le nostre svariate velleità creative, che era tempo di darsi da fare, di cercare un lavoro o uno stage che fosse almeno retribuito, di abbandonare tutte quelle proposte che “non hanno budget, ma offrono grande visibilità“.

Mi sono sentita appagata, finalmente una serie tivvù incentrata sulla mia situazione, sul mio ben poco gratificante periodo post laurea. Qualche scena  dopo, Lena Dunham si ritrova a bussare alla porta del ragazzo per il quale ha una cotta stratosferica, ovviamente non ricambiata. La classica storia, quella più vecchia del mondo: a lei piace lui, mentre a lui lei fa comodo e basta. – Siamo proprio simili io e questo personaggio della Lena Dunham

Nel giro di qualche episodio Hannah (Lena Dunham, per l’appunto) perde il lavoro, non riesce a trovare uno straccio di editore disposto a pubblicare il libro che sta scrivendo, i colloqui a cui partecipa sono uno più fallimentare dell’altro e, come se non bastasse, becca Adam (il ragazzo per cui stravede) mentre si diverte con altre ragazze. Ah, dimenticavo, scopre anche che il suo ex ragazzo ora sta con un uomo. Per la serie: mai una gioia.

Guardare la Lena Dunham mi dava conforto. Qual è la frase che tutti ripetono quando non c’è niente che va per il verso giusto? “Pensa a chi sta peggio, c’è sempre chi sta peggio di te“. Non mi è mai piaciuta come frase, ad essere sinceri, non ho mai nemmeno capito cosa voglia dire: è un invito a gioire delle disgrazie altrui? Dovrei trovare conforto nel vedere che c’è qualcuno messo peggio di me? Non lo so, sta di fatto che vedere Lena Dunham alle prese con quelli che erano più o meno i miei stessi problemi, i miei stessi squilibri emotivi, mi faceva sentire un po’ meno sola.

Se non fosse che il periodo nero per Hannah finisce quasi subito, mentre il mio è tuttora in corso.

Adam capisce di provare qualcosa per lei e i due iniziano una relazione normale (se così la possiamo definire).

Lei però è instabile, e di punto in bianco decide di lasciarlo perché stanca della sua presenza. Brava Lena Dunham, lo sapevo che avresti continuato a rappresentarmi. Se non fosse che nelle puntate successive trova N ragazzi che non aspettano altro che darsi da fare con lei (compreso un affascinante dottore di mezza età, neo divorziato e rimorchiato con la scusa dell’immondizia nel cassonetto sbagliato) e un editore che le propone di pubblicare un e-book. Il tutto mentre Adam si dispera per lei e non riesce ad accettare che lei l’abbia lasciato. Capito? Lui, che prima non la calcolava nemmeno, adesso soffre per lei. Sembra quasi che Lena Dunham voglia raccontarci la favola del mondo buono con chiunque, non importa se fisicamente non sei poi così ben messa, l’estetica non conta, le persone buone sono dappertutto, e sapranno sempre andare oltre il tuo aspetto fisico. Davvero Lena Dunham?ANew York funziona davvero così? Sono pronta a trasferirmici subito.

Il tutto prosegue con alti e bassi, fino a quando Hannah ha un vero e proprio crollo e cade vittima dei disturbi ossessivo compulsivi che l’avevano perseguitata durante il liceo. A questo punto cosa succede? In preda al panico, il personaggio della nostra Lena Dunham chiama lui, Adam, il ragazzo che aveva brutalmente lasciato senza un apparente valido motivo. E lui è lì, pronto ad aiutarla; non solo risponde alla sua chiamata senza sfancularla, ma corre, letteralmente, corre da lei, a petto nudo, attraversa non so quanti isolati per andare da lei e abbracciarla. La terza stagione inizia con loro due insieme, felici.

no-way-gif-gifs

 

Lena Dunham, ma stai scherzando? Dov’è finita la trasposizione televisiva della mia vita? Mancano ancora due stagioni, mi auguro di poter ritrovare quel conforto che solo tu, con le prime puntate, eri stata in grado di darmi. Non voglio un lieto fine, non cerco un lieto fine. Io voglio condividere le mie disgrazie con te, non mi deludere.

Flaviarda
Vado a caccia di refusi contro cui scagliarmi. Nel tempo che mi rimane, scrivo invettive contro le serietivù che mi fanno salire il crimine.

Potrebbero interessarti anche...

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su accetta, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi