The X-Files: 11.04 The Lost Art of Forehead Sweat

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Con il quarto episodio dell’undicesima stagione di The X-Files finalmente vediamo il ritorno di Darin Morgan con un episodio divertente, intelligente e – in alcuni punti anche fin troppo – irriverente, in linea con il tema di questa stagione. Vuole essere un episodio che strizza l’occhio ai fan della serie e proprio come fu Mulder and Scully Meet the Were-Monster, ci propone la realtà da un punto di vista differente: e se tutto fosse falso?

“The Lost Art of Forehead Sweat” gira intorno alle lacune nella memoria collettiva, un fenomeno noto come “effetto Mandela” – e non “effetto Mengele” come cerca di farci credere Reggie Something, protagonista dell’episodio. Questo effetto si verifica quando si verificano quelli che sono essenzialmente errori condivisi nella memoria, per cui ci viene il dubbio che i nostri ricordi siano falsi. Mulder e Scully si trovano quindi di fronte a un bivio: credere a quest’individuo che vaneggia proponendo teorie complottiste fin troppo estreme anche per Mulder o dargli – senza pensarci troppo – del pazzo. Assistiamo quindi alla classica dinamica credente-scettico a cui The X-Files ci ha abituato: Mulder a poco a poco si convince che quest’uomo ha ragione – per poi ovviamente ricredersi – mentre Scully fa la Scully della situazione. Giustamente.

Nel giro dei 43 minuti di episodio vediamo Mulder ridicolizzato come è solito fare Morgan e abbiamo anche parecchi spunti nostalgici con accenni a battute del passato. Non ha disatteso le aspettative, perché è un episodio “diverso” ma – grazie a Dio – non ai livelli di Babylon. Rimane fuori dagli schemi, e autoreferenziale quanto basta. Ci scende anche un po’ la lacrimuccia pensando al fatto che questa – forse – sarà l’ultima stagione di sempre dii The X-Files in relazione al tema dell’episodio e a quanto ripetuto da Reggie:

“We’ll always have the memories of our time spent together, and noboby can take those away”.

Finirà come finirà, ma Mulder e Scully avranno per sempre il tempo che hanno passato insieme impresso nei loro ricordi… e noi con loro. Avremo sempre il tempo che abbiamo passato a guardare ogni episodio e il tempo che abbiamo trascorso insieme parlandone, commentandolo e anche solo pensando al mondo creato da Carter. E in questo modo vivrà per sempre.

P.s Nota di merito a Duchovny e Anderson che sono sempre più in sintonia tra loro e rispetto ai Mulder e Scully del passato, rispetto alla decima stagione. Oltre che essere irrimediabilmente fregni.

Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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