The X-Files: 11.03 Plus One

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Continuiamo il filone di ciò che This ha resettato la settimana scorsa: le mie (e sicuramente anche le vostre) aspettative. Anche se non appena leggiamo Chris Carter storciamo il naso, con Plus One, episodio numero 3 di questa undicesima stagione, riesce a dare seguito e credibilità a questo secondo revival.

Ancora una volta non siamo di fronte alla migliore puntata di The X-Files di sempre, non siamo di fronte ad un episodio adrenalico, nè tanto meno ad uno stupefacente, ma siamo davanti a qualcosa di etremamente credibile, per quanto possa essere credibile un x-file.

Ma procediamo seguendo due punti.

1) LA TRAMA

L’episodio è incentrato su due fratelli che, giocando telepaticamente all’impiccato, generano dei doppelgänger che ammazzano gente. Detta così può sembrare qualcosa di scontato, ma è proprio quello che ci tiene davanti allo schermo a seguire la storia fino alla fine. Come si generano questi doppelgänger? Sono davvero dei doppelgänger? Ovviamente i due fratelli (interpretati ENTRAMBI magistralmente da Karin Konoval) non sono delle persone normali: una è rinchiusa in una clinica psichiatrica, l’altro vive in un luogo eremitico – non lontano da come potrebbe essere il futuro Mulder.

Sono due personaggi classici, sono due personaggi che con i loro modi e le loro azioni spingono Mulder e Scully alla riflessione: esiste il male? esistono i fantasmi? cosa ne sarà del nostro futuro?

Chris Carter palesemente sembra dimenticarsi di spiegarci come sia possibile che Mulder e Scully siano di nuovo in ufficio a cercare x-file da risolvere e sembra anche dimenticarsi le basi della natura umana quando Mulder chiede a Scully perché non si applica per mettere al mondo un altro figlio. Ma glielo perdoniamo, prima ancora di vedere il momento shipper che aspettavamo da tempo (segue nel punto 2). Glielo perdoniamo perchè non appena Scully pronuncia la frase “I don’t get it, Mulder” sembra quasi il 1993,  capiamo che Scully è tornata, che è sempre lei e che forse non se ne è mai andata. Anche Chris Carter allora si ricorda come va scritta Scully! E Deep Throat approva.

Anche il finale di questo episodio resta in classico stile The X-Files – nel senso che 3/4 dei vecchi casi non si risolvono o si concludono da soli: i due fratelli muoiono e Mulder e Scully sono salvi dai doppelgänger imminenti.

Nonostante trovi in generale tutti gli episodi di Chris Carter – o forse di tutti questi ultimi episodi di The X-Files? – troppo veloci per cui improvvisamente la soluzione compare o improvvisamente qualcuno alza lo sguardo e tutto si risolve, questo episodio si porta con sé la voglia di essere rivisto e di scoprire cosa succederà nei prossimi.

 

2) MOMENTO SHIPPER

Non che ci sia da aggiungere altro.

La chimica è innegabile. Loro sono bellissimi… Ma, ma c’è un grande MA.

Questo è forse il momento che gli shipper più accaniti aspettavano da anni – ed è lo stesso momento per cui i noromo hanno distrutto con commenti negativi questa puntata. Da anni aspettavamo di vedere Mulder e Scully abbracciati a letto a fare cose, ma… ma Chris Carter ci piazza una conversazione che è ai limiti del surreale peggio della peggior fan fiction che non ho mai letto, trasformando i personaggi in ciò che non sono. Out of character, out of context, out of everything.

Il tutto inizia con Scully che chiede a Mulder di stringerla – e ok va bene – ma poi? Poi gli che chiede se è troppo vecchia, cosa ne sarà di loro quando non lavoreranno più – come se qualcuno ci avesse risposto sul come hanno fatto a rientrare negli x-files – cosa succederà lui dovesse trovare una più giovane (dove ogni riferimento ai Gillovny è puamente causale) e lui ribatte con un plateale “fai un altro figlio”.  Ovviamente lei gli ride in faccia – e noi con lei – e aggiunge che non ha nessuno con cui farlo. Al che fossi stato in Mulder avrei tirato un pippone che sarebbe dovuto iniziare con “SCUSA????? MIPIGLIPERILCULO???” ma no, Mulder mantiene l’aplomb, da una risposta a caso e alla fine ZAM ZAM.

Ok… tutti contenti, felici e per le due ore successive non capiamo più niente. Però fermandosi un attimo, alla fine del tutto realizziamo che ci sentiamo un po’ presi per il culo.

Abbiamo avuto il contentino, da parte di tutti: la gente smetterà di chiedere a Chris Carter lo status della relazione tra Mulder e Scully (anche se lui continua a insistere con la storia del platonic) e Gillian Anderson potrà finalmente vivere serena senza vivere nell’incubo che qualcuno le chieda di baciare Duchovny. Capisco che la romance non sia mai stato il fulcro di The X-Files e capisco che Chris Carter abbia dei traumi legati alla sessualità non indifferenti , però forse ci meritavamo un qualcosa di più che due disadattati emotivi che fanno una conversazione che neanche il peggior teenager pensa di fare.

Sicuramente Chris Carter non lascia nulla al caso, e queste domande, per quanto surreali, fanno capire come in fondo i due protagonisti siano umani e preoccupati per quello che sarà – o almeno spero.

 

Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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