The X-Files: 11.01 My Struggle III

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C’era una volta (e non solo una) l’hype. Era l’ormai lontano 2015 – periodo ricordato dai più come quello in cui Kevin Spacey era ancora idolatrato dalle folle – quando l’annuncio del primo revival di The X-Files smosse gli animi anche dei Phillies più rassegnati. Era il 2015 ed eravamo tutti pronti a qualsiasi cosa per rivedere anche solo un assaggio di “Mulder e Scully”.
Poi arriva il 2016. Vediamo il revival e subiamo il colpo: non siamo noi incontentabili è che Chris Carter fa la cazzata, seguendo il classico “Nel bene o nel male purché se ne parli” affiancato al “Chi più ne ha più ne metta”; Struggle di chiunque, trip allucinogeni, gente che muore a caso e virus alieno non fanno per fanno proprio storcere il sorriso a noi, che abituati ai cliffhanger più estremi, pensavamo di essere pronti anche al nonsense.

In cuor nostro, però, speravamo che non sarebbe proprio finita così. Ed è bastato aspettare poco per venire accontentati. Arriva il 2017 e con esso l’annuncio: The X-Files stagione 11. Tutto sarebbe accaduto di nuovo. Tutti di nuovo in HYPE, tutti di nuovo ad attendere risposte.

Tutti, tranne me, perché l’insoddisfazione era così forte che, sebbene è stata forte l’emozione di rivedere quel mondo, personalmente ogni speranza aveva preso il largo e indipendentemente da quello che avrei visto per me The X-Files era finito in quel motel nel mezzo del deserto (S09E19-20 – ndr) .
  
Per cui ho affrontato così questi mesi in attesa della nuova stagione: senza hype, senza documentarmi sullo status delle riprese, senza aver visto trailer, senza aver cercato foto anche quando era inevitabile trovarle.
E così mi sono approcciata alla visione di My Struggle III.
Fin dagli inizi della puntata si capisce che avremmo avuto la versione della “sofferenza” del super villain della serie che decide di raccontarci la sua verità, mentre la racconta all’agente Monica Reyes, ormai apparentemente dalla sua parte. In men che non si dica capiamo che tutto quello che abbiamo visto durante la decima stagione è stata una cazzata (e che in sostanza nemmeno Chris Carter sapeva come uscirne): sono tutti alla ricerca di William per salvare l’umanità, perché lui è un “super uomo” immune, come la sua mamma, al mega virus alieno. Niente di nuovo insomma, niente di sconcertante. Se non quella rivelazione di CSM “IO SONO IL PADRE DI WILLIAM L’HO INGRAVIDATA CON LA SCIENZA… E SHHHHH NON LO SA NESSUNO!!” che sgretola 20 anni di certezze e indigna Skinner, noi e soprattutto il popolo del web.
A quanto pare Chris Carter non ha un amico di merda che gli faccia notare quanto possa essere impopolare la mossa. A quanto pare nessuno ha alzato la manina e ha detto “MA ANCHE NO DAI” o “MA SEI PROPRIO SICURO SICURO SIA UNA BUONA IDEA?”. Anche un banalissimo “MA PERCHé?” detto a caso da tipo…. chiunque sarebbe stato più che opportuno. Ma invece no, Chris Carter ha deciso di seguire questa storyline riscrivendo l’X-Files che conoscevamo e suscitando una valanga di polemiche.
Ma ora come ne uscirà? Solo William sarà davvero in grado di dare un senso a questo gran casino? Cosa ne sarà di Mulder che a quanto pare conta meno del 2 di picche a scopa? Cosa gli rimane?
Se lo scopo di Chris Carter era quello di farci rimanere incollati allo schermo forse ci è riuscito, però non per vedere come va a finire, quello no ormai ci siamo rassegnati, ma solo ed esclusivamente per annotare tutto e un giorno, chissà, farglielo notare.

 

Ps. Commento tecnico:
– My Struggle III decisamente migliore di My Struggle I e II.
– David Duchovny, Gillian Anderson e un po’ tutti si dimostrano più convinti e convincenti
– L’impressione generale sembra essere meni kitsch della decima stagione… ma su questo punto ne riparliamo tra un paio di puntate.

 

Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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