The X-Files: 10.06 My Struggle II – Season Finale

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Tempo di Lettura previsto: 7 minuti.

Partiamo dal principio e cerchiamo di non incazzarci troppo. The X-Files ci ha abituati a cose peggiori, a dei cliffhanger degni della definizione stessa, e anzi, probabilmente ne ha inventato pure il concetto.

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Spevamo almeno da Agosto che sarebbe finita in questo modo, ma – cosa più importante – sapevamo che non sarebbe finita per sempre: Chris Carter è un grandissimo paraculo. Personalmente partivo molto prevenuta rispetto alla visione della puntata e sostanzialmente facevo bene, ma in fondo pensavo ad una cosa peggiore: My struggle II è un episodio che si lascia guardare, ovviamente azzerando il proprio spirito critico e non considerando tutto quello che è successo ai personaggi fino all’episodio precedente.

È proprio quel tipo di finale che speri fino all’ultimo ti porti a delle risposte, ma che fino alla fine non lo fa e anzi, genera ulteriori quesiti a cui non si troverà mai soluzione – probabilmente perché Chris Carter se ne dimenticherà. È quel genere di finale che dovrebbe incuriosirti positivamente invogliandoti a supporre cosa potrebbe succedere e non dovrebbe, invece, farti incazzare per l’accozzaglia di cose piazzate letteralmente a caso, senza un filo conduttore, che non solo ti rende incerto, ma mette in dubbio persino le tue poche certezze rispetto alle cose che pensavi di sapere. Sono dell’idea che una puntata può essere realizzata in modo impeccabile – recitazione, montaggio e chi più ne ha più ne metta – ma se la storyline stroppia il risultato, come in questo caso ne risente.

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Se My Struggle I inizia con il voicover di Mulder che racconta la sua vita e cerca di ritrovare il suo credo nel corso della puntata, in My Struggle II è la volta di Scully: in 1 minuto ripercorriamo insieme a lei i 23 anni più importanti della sua vita e la sentiamo ammettere a voce alta quello che noi tutti – lei compresa – sappiamo.

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Se il primo episodio è il motore del revival ed è sostanzialmente Mulder ad essere messo alla prova, quest’episodio – di sicuro non conclusivo, ma piuttosto di passaggio per quello che sarà – gira tutto attorno ad una Scully consapevole di quello che è, ma soprattutto, di quello che può fare. La trama della puntata si basa sull’epidemia pandemica che esplode guarda caso 6 settimane dopo che i nostri due agenti dell’FBI preferiti decidono di riaprire gli X-Files. Nel giro di 10 minuti la situazione sfugge a tutti di mano. Non voglio addentrarmi nei dettagli della diffusione virale o di tutte le teorie scientifiche alla base di questo nonsense, solo perché quando ho sentito le parole “scie chimiche” il mio livello di attenzione è drasticamente calato. Ma non temete, l’impavida Scully supportata dall’agente Einstein – che purtroppo come prevedibile viene contagiata – nel giro di 2 ore riescono a produrre un vaccino per salvare tutti, partendo proprio dal DNA alieno di Scully, che ovviamente è immune. Tad O’Malley? Presente, contagiato, sul punto di morte o quasi, ma che imperterrito continua a raccontare al mondo su un canale che a quanto pare solo Scully e Mulder guardano quello che sta succedendo. Miller? Colpito, ma a fortunatamente è l’unico a porsi la domanda “Dov’è Mulder?” – e grazie a Dio lo va anche a recuperare. Skinner? Non pervenuto: è contagiato? Ha il DNA alieno? È salvo? Penso di essere apparsa più io di Mitch Pileggi nel revival, ma ovviamente quello ad avere il nome nell’opening è lui. Sinceramente chissenefrega un po’ del resto del mondo, ma per Dio vogliamo sapere che fine ha fatto Skinner – o almeno io!

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A comunicarci l’importanza e l’unicità dell’agente Scully – come se non ne fossimo a  conoscenza, visto che il fatto che Scully fosse la preferita di Carter non e mai stato un segreto – è proprio l’agente Monica Reyes, che torna in pompa magna raccontandoci attraverso flashback il suo passaggio al lato oscuro – ovvero come collaboratrice di CSM. Annabeth Gish è sempre apprezzata, ma caro Carter avresti dovuto spiegare meglio la cosa: i non detti vanno bene solo se sei in grado di spiegarli in altri modi. La Reyes che conosciamo non sarebbe mai passata a collaborare con il nemico se non per motivazioni concrete: in che modo è stata minacciata? Cosa nasconde? Non puoi abbozzare le cose è tirarti indietro. Soprattutto senza menzionare Doggett. Mi accontentavo anche solo di un accenno, tanto cosa in più, cosa in meno, cosa ti costava? Non lo accetto.

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In tutto ciò, tra “I want to Believe” che come sempre si sprecano, la puntata scorre quindi con i due agenti separati e con l’ansia che non si sarebbero rincontrati prima del finale. Degna di nota infatti – solo perché ha spezzato per un attimo il mio cuoricino – la scena in cui Mulder non risponde alla chiamata di Scully. Proprio a partire da questo momento iniziamo tutti a sperare che i due si ricongiungano prima della fine (sempre sia lodato Miller – ndr)]. Infatti, Mulder – ovviamente morente – riesce a raggiungere CSM, che e non ha mai parlato così veloce in tutta la sua vita, ma che ci da quel senso di mitologia classica. Era insomma un po’ una sorta di spiegone mal riuscito quello che alla fine stavamo aspettando. Non capisco come nessuno abbia trovato assolutamente assurdo il fatto che CSM sia sopravvissuto a un’esplosione della madonna e fosse in grado di articolare discorsi sensati nel pieno della sofferenza per ustioni di un grado così alto da non poter essere classificato durante la sua guarigione. Perché nessuno ha mai provato a piantare una pallottola nella testa di quel fottuto bastardo? Non venitemi a dire che sarebbe moralmente sbagliato.

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Improvvisamente però ci ritroviamo catapultati nei 10 minuti finali dove Scully ha un vaccino in mano e dopo averlo somministrato ad una Einstein morente, raggiunge su un ponte Miller, che ovviamente con Mulder appresso riesce a tornare dal South Carolina a Washington nel pieno del caos totale della città miracolosamente senza beccare i rallentamenti causati dal traffico. Ma fosse finita qua non sarebbe The X-Files. Mulder è ovviamente troppo grave per guarire con il vaccino miracoloso realizzato dalla due agenti, e l’unica cosa che può salvarlo è ovviamente William. Compaiono però delle luci dal cielo che illuminano esattamente la macchina in cui si trovano Mulder, Scully e Miller. Alieni????????

Fade to fucking black, fine della puntata.

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Ora, ho apprezzato i flashback e la modalità in cui l’episodio è stato realizzato. Ho apprezzato la dinamica Scully-Einstein dove la nostra rossa preferita si trasforma in Mulder perché alla fine in 20 anni sai che non puoi accettare solo ciò che la scienza ti ha insegnato e dopo quello che hai vissuto il tuo credo cambia involontariamente. Ma non sono del tutto convinta che il fatto che il fulcro del  tutto sia William mi piaccia. Ok, è stata l’idea costante che ci hanno voluto inconsciamente far passare per tutto il revival, e che servono idee per una storyline orizzontale per il futuro, però è una soluzione che non mi soddisfa. Soprattutto per le vicende aperte nella 10.01: che fine ha fatto Sveta? Ce la siamo subita un episodio intero per vedera esplodere? L’hanno rapita? Era proprio necessario contagiare Mulder? Ed era porprio necessario tirare fuori William e proprio in questo modo? Ricordiamo che anche Mulder è stato rapito, testato e dovrebbe avere qualcosa di “alieno”, ma siccome per tutto il revival è stato sottointeso che questa “nuova cospirazione” sia ad opera di uomini, non può essere immune ad un contagio di tale natura – e la domanda spontanea è “Perché Scully sì?” Perchè l’uomo che fuma l’ha salvata in precedenza?  Credo che neanche Chris Carter sappia come uscirne.

Non voglio dire che questo revival sia stato una cosa negativa, anzi nel complesso mi è piaciuto, ma in diversi punti ho dovuto zittire il mio spirito critico per lasciare spazio alla fangirl che è in me (e spero di essere riuscita a mantenere l’oggettvità commentando i vari episodi – ndr). Questo revival va preso e analizzato: se nel 2016 fa ancora riesce a tenere incollati allo schermo 8mln di spettatori a serata qualcosa vorrà pur dire. Spero che questi 6 episodi siano un trampolino di lancio per un qualcosa di meglio in futuro – e sì con qualcosa di meglio utopicamente mi immagino almeno 12 episodi realizzati soprattutto dai Morgan Brothers, Spotnitz e Gilligan. La cosa importante è che non può finire qui, non può finire così. E non lo farà (perché sappiamo che la FOX non schifa il dio denaro -ndr). Noi non ce lo meritiamo e dopo tutti questi anni abbiamo ancora bisogno di risposte. E soprattutto Mulder non se lo merita. Con questo revival alla fine The X-Files ci ha dimostrato che in potenza può fare ancora grandi cose – basta non lasciare il tutto nelle mani di Carter.

In fondo è sempre la storia del “nel bene o nel male, basta che se ne parli” e nel 2016 dopo 23 anni The X-Files ha ancora cose da dire – credo.

Ma noi, soprattutto, vogliamo ascoltare.

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Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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