The X-Files: 10.05 Babylon

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Tempo di lettura previsto: 7 minuti.

Pensavo che i temi che fanno paura dell’America potessero essere affrontati solo da serie come Homeland o American Crime. Chris Carter, invece, ha voluto osare, rischiando di attirarsi le ire della critica, di mezzo mondo e di tutti gli X-Philes riuniti nel giro di una sola puntata. Non perchè determinate tematiche non si possano essere affrontate alla luce del giorno, ma perché bisogna sempre dare un senso alle cose e non piazzarle alla buona, di fretta e soprattutto in un circolo di soli 6 episodi. Credo sia essenzialmente questo il motivo per cui i giornalisti, e molti di voi, abbiano inveito contro questo episodio del tutto eccessivo ed inutile nella storia di The X-Files. Ma procediamo con criterio.

Nomen Omen. Babylon, il titolo della 10.05 – nonché penultimo episodio del revival (cosa che forse Carter si è dimenticato di tenere a mente mentre la scriveva – ndr) – passa da politically incorrect al tipico patriottismo americano nel giro di 40 minuti. Infatti, la trama tocca il tema quasi tabù dall’11 settembre 2001 ad oggi: terrorismo. La bomba esplode, la gente muore e ancora prima dell’opening la domanda – che si alterna con “Perché???” costante per tutto l’episodio – è solo una: “Chris Carter sei proprio sicuro?????”.

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La domanda si accentua quando scopriamo che gli agenti assegnati ad indagare sul caso sono due copie sputate dei nostri due “FBI most unwanted” preferiti: l’agente believer-e fregno-di-prima-categoria Miller (Robbie Amell) e la pigna-in-culo-Scully-wannabe Einstein (Lauren Ambrose). Tralasciamo i nomi scelti per i due personaggi. Tralasciamo il fatto che siano delle copie in tutto e per tutto – e forse anche di più – di Mulder e Scully. Tralasciamo il fatto che potrebbero essere stati introdotti solo ed esclusivamente nel caso in cui DD e la Gilliana non dovessero ripresentarsi per ulteriori nuove stagioni. E tralasciamo anche il fatto che siamo a 5 minuti di puntata ed è già tutto eccessivo.

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Ma da un certo punto di vista la cosa migliora. Nel senso, Carter decide di bilanciare la situazione dividendo entrambe le coppie da un lato, a mio avviso, per cercare di smorzare l’essere dei nuovi personaggi, dall’altro perché una puntata intera con i nuovi che fanno il verso agli storici sarebbe stata ancora più imbarazzante (e forse anche per provare le dinamiche del tutto in caso qualcuno non firmi – ndr). Abbiamo quindi Scully e Miller – che sembrano madre e figlio – che cercano una via “scientifica” per interrogare il terrorista in punto di morte; dall’altra invece Mulder cerca di convincere Einstein che un trip a base di funghi allucinogeni sia l’idea migliore per raggiungere il mondo del “non reale” dove il terrorista è bloccato, e a quel punto interrogarlo. Inspiegabilemente, questo giro, l’idea di Mulder funziona e riesce a portare alla risoluzione del caso. E qui sta tutto il patriottismo americano: l’FBI riesce a bloccare ulteriori attacchi terroristici nel giro di due giorni e evitando ulteriori spargimenti di sangue. WTF, Chris sei proprio sicuro che funzioni così?

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Ma fermiamoci un attimo ad analizzare i dettagli. E sì, con dettagli intendo il presunto trip di Mulder. Probabilmente se avessimo voluto vedere Mulder sotto effetto di allucinogeni potevamo farlo senza avere terroristi e quant’altro di mezzo. Ma forse sarebbe stato troppo Californication (non che ci avrebbe fatto schifo la cosa/Hank Moody I still love you – ndr). E forse è proprio questo che rende Babylon la puntata meno X-Files di sempre – e sì, sto considerando anche l’8 e la 9 stagione. Anzi probabilmente questa è la classica puntata della 9 stagione, se solo nella 9 stagione avessimo avuto Mulder. Il trip inizia in ospedale e si prova del sincero imbarazzo fino alla fine – o almeno quello che provo io è pari solo a quello che mi colpisce ogni volta che vedo il concerto alla Cutting Room del DD – tanto che da una parte si vuole spegnere senza neanche sapere come finirà.

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Ma poi Mulder indossa un cappello da cowboy, balla ed inevitabilmente perdi il tuo spirito critico, almeno finché Chris Carter non pensa che far fare un salto mortale a Mulder sia una buona idea. E soprattutto sia un’idea migliore del non far apparire Scully in questo nonsense generale. A me piace il trash, ma se una cosa la fai, la fai fino in fondo e la fai bene. E soprattutto non cerchi di dare un senso a tutte le religioni di questa terra tentando di spiegarle in un trip in cui immagini classiche si alternano a cose semi-profane.

Detto ciò, DD in camicia, mezzo nudo in scene a metà tra musical e parodia sono comunque da apprezzare. Bisogna solo un attimo decontestualizzarle, cioè pensare che non stiamo guardando X-FIles.

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Il fatto che il caso a sfondo “terrorismo” sia l’unico che Mulder e Scully riescano a risolvere potrebbe non essere una una coincidenza. Sebbene la puntata sia quasi fuori luogo nei toni, Carter poteva trattare benissimo l’argomento senza la necessità di buttarci dentro le brutte-copie di Mulder e Scully, i Lone Gunmen a caso (che solo a vedere i nomi nei titoli di coda è stato un colpo al cuore e non per il puro fangirlismo sfrenato su Byers – ndr) e, appunto, il trip da fungo allucinoceno. Ma senza trip non sarebbe stato The X-Files, cioè ci voleva un modo del tutto surreale per provare a risolvere un caso che effettivamente è reale.

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Lo ammetto: ero partita prevenuta. La critica mi aveva messo timore ancora prima della visione. Ma posso dire che a me la puntata è piaciuta, checché se ne dica perché mi basta vedere David Duchovny che fa cose mezzo nudo, mi piace il trash e ha un inizio, un durante e una fine: va giù bene. Va presa così senza pensarci troppo, anche se Carter ci ha piazzato ragionamenti su Dio e sui massimi sistemi, che si racchiudono tutti nella scena finale. E che signora scena finale!

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Sebbene Chris Carter faccia un uso smoderato della parola “BELIEVE” e non conosca altri sinonimi, Babylon si gioca tutta su tre piani: religione, alieni e futuro. La puntata si apre con Mulder che cerca di spiegare a Scully il fenomeno dei “trumpets noises” (rumori di trombe che si sentono nel cielo – ndr) direttamente collegati in senso Biblico all’Apocalisse e alla Rivelazione. Il parallelismo con l’invasione aliena è sottointeso e Carter vuole farci guardare proprio lì: la storia biblica della Torre di Babele (in Babilonia aka Babylonndr).

In passato abbiamo visto come la mitologia di X-Files sembrerebbe andare a braccetto con la religione, sottointendendo proprio il fatto che possano avere le stesse origini. E il messaggio della mitologia più volte ci ha lasciato intendere che forse non sono gli alieni a rapire gli umani e sperimentare su di loro, ma sono gli umani stessi con tecnologia aliena a farlo, per avere maggiore potere e controllo.

Cosa succede se in qualche modo gli alieni volessero punire gli uomini per questo loro atto di superbia proprio come Dio ha gia fatto con gli uomini con la Torre di Babele? Cosa succede se allo stesso tempo volessero concedere agli uomini l’ultima possibilità di salvezza mandando qualcuno a salvarli? E se questo qualcuno fosse William? Il volo è pindarico, ma di fatto, ci hanno lasciato intendere più volte che il pargolo forse è un ibrido.

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Non per essere blasfemi – che comunque non fa mai male – ma l’idea che Chris Carter sia un fan dei Lumineers quanto me, non è una coincidenza. Sebbene tutto l’episodio sia stato – bene o male – un’accozzaglia di cose letteralmente a caso, Ho-Hey no. E le parole questa canzone sono più che perfette per la situazione – e non solo perché è un momento shipper che rimarrà negli annali della storia delle serie tv.

I’ve been trying to do it right
I’ve been living a lonely life
I’ve been sleeping here instead
I’ve been sleeping in my bed, Sleeping in my bed
So show me family All the blood that I would bleed
I don’t know where I belong
I don’t know where I went wrong
But I can write a song
I belong with you, you belong with me, you’re my sweetheart

Questa canzone urla Mulder e Scully da ogni lato, e vale più di qualsiasi bacio non dato – forse. Mulder cerca di fare la cosa giusta, sapendo benissimo che non dovrebbe stare da solo e lontano da Scully: non sa cos’è andato storto, ma sa che si appartengono. Divisi a metà non funzionano e  sono uno il pezzo mancante dell’altra. Hanno bisogno l’uno dell’altro per trovare la verità. Hanno bisogno di amore profondo e incondizionato per la lotta contro l’odio incondizionato. E hanno bisogno, ahimè, di loro figlio. Scully non ha dato vita a William solo per essere una martire come Maria, o affinché il figlio fosse un martire come Cristo. Scully necessariamente sarà parte della soluzione del problema creato da Carter. C’è uno scopo più grande questa volta,  una lezione più grande per gli esseri umani di imparare: l’amore incondizionato. E bisogna lavorare insieme per formare un linguaggio comune verso un obiettivo comune: una torre di Babele nuova e migliore. Quando Mulder chiede come fare a capire di essere sulla strada giusta Scully, tenendolo per mano, gli dice che dovrebbero aprire i loro cuori e ascoltare. A questo punto la tromba suona. La lotta è in arrivo, gli esseri umani saranno puniti (e qui un altro volo pindarico della madonna – ndr) e l’unica speranza di salvare il mondo si trova con loro due. [NB. ho voluto dare un senso al dialogo finale. Ho voluto salvare qualcosa di questa puntata].

Considerando che nell’ordine originale Founder’s Mutation (10.02) doveva precedere/seguire questa puntata, fa pensare che forse Carter voleva spingersi in qualcosa di piu. Personalmente è anche per questo – e cercando di dimenticare alcune scene – che continuo a preferirla a My Struggle (10.01). Forse perché nel primo episodio il trash non era decisamente voluto, e la sensazione di dover “ritrovare i personaggi” era evidente. Sebbene l’introduzione di Miller e Einstein sollevi i nostri incubi peggiori *cough spinoff cough spinoff* e la memoria della 8 e 9 stagione torna a galla, questa puntata ci fa capire quanto Mulder e Scully siano uber alles, quanto l’Effetto Mulder colpisca chiunque lo circondi Einstein, gioia, ci siamo passate tutte, non potevi restarne immune – quanto Mulder e Scully non si possano separare, e quanto non esista un The X-Files senza di loro, sebbene in 40 minuti Mlller e Einstein ci abbiano provato (io però un po’ continuo a sperare che muoiano giusto per togliere ogni dubbio –ndr).

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Nel nonsense generale, la puntata scorre veloce. Forse troppo ed è un po’ tutta la sensazione costante del revival: è già finito. Settimana prossima va in onda l’ultimo episodio e sappiamo già che sarà una mazzata. Sappiamo già che insulteremo Chris Carter per il cliffhanger. Sappiamo già che non ci riprenderemo. Prepariamo i fazzoletti e i nostri insulti migliori.

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Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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