The Hour e il finale che stiamo ancora aspettando (invano)

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All’inizio mi ero rifiutata di cominciare questo articolo con la solita solfa della BBC che ci fa soffrire e bla bla bla. Ci ho provato, credetemi. Tuttavia, non appena ho rispolverato i miei appunti su The Hour (aka: cercato selvaggiamente gif su Tumblr), non sono riuscita a metter freno al nazismo che, al solo ricordo di quel “finale”, ancora infetta il mio carattere già non esattamente amabile. E, se avete visto questa serie di SOLE DUE STAGIONI (azz, oltre al neurone m’è partito il maiuscolo), sapete benissimo che non sto esagerando.

the hour bbc

Due parole sulla trama: The Hour è una serie di Abi Morgan ambientata nel Secondo Dopoguerra che ruota intorno alla nascita di un programma televisivo, nello specifico il settimanale d’attualità The Hour, che dà il titolo alla serie (mavvà). Il programma è fittizio, ma il tutto rimane parecchio verosimile, tant’è che il canale a trasmettere The Hour è la BBC stessa (com’è brava a promuovere se stessa, la nostra Auntie). Protagonisti della vicenda sono il giornalista Freddie Lyon (interpretato da Ben Whishaw, del quale vi innamorerete subito perché sì) e la sua “amica” neo-produttrice Bel Moneypenny Rowley (che ha invece il volto di Romola Garai, in grado di illuminare a giorno una stanza semplicemente entrandoci). E non è un caso che abbia scritto “amica” tra virgolette, perché fin dall’inizio sappiamo che la ship, qui, è potente.

Ma, come se non bastasse, al cast si aggiunge Dominic West nel ruolo di Hector Madden, il presentatore di bella presenza di The Hour, e Oona Chaplin, quell’attrice che per noi sarà sempre la moglie porta-sfiga di Robb Stark di Grande Inverno (ma che qui si cala perfettamente nella parte della casalinga perfetta che si ribella).

oona chaplin the hour

Nella seconda serie non fanno che aggiungersi altri super-attori e, nel vederli tutti assieme, non possiamo che esplodere di gioia. Senza contare Anna Chancellor (che è un mito e, nelle serie british, è un po’ come il prezzemolo), è stato proprio grazie a The Hour se, quando hanno annunciato l’attore del Dodicesimo Dottore, ho esultato: sì, perché in questa serie c’è anche Peter Capaldi, nel ruolo del big boss che fa tanto il duro ma che poi vorreste solo abbracciare (insomma, un po’ come Twelve). E pure lui fa parte di una OTP potentissima.

peter capaldi the hour

E, comunque, era destino:

Quindi The Hour andrebbe venerato anche solo per inquadrature del genere:

Seriamente, non so nemmeno per chi iniziare a fangirlare. Tutti idoli, tutti meravigliosi, pronti a farci struggere e soffrire. Soprattutto loro due, Freddie e Moneypenny, che per due stagioni non fanno altro che avvicinarsi e allontanarsi, per poi rincorrersi di nuovo, e intanto tu divori puntata dopo puntata anche solo per sapere se questi qui faranno la fine del 90% delle coppie negli anime (aka: una pseudo-dichiarazione e poi titoli di coda #l’odio) o se CONCLUDERANNO QUALCOSA. Beh, nell’ultima puntata di The Hour c’è tutto quello che vorresti e che, allo stesso tempo, non vorresti vedere. Una delle ore più ansiogene della mia vita, e stanotte sono certa che farò un incubo anche solo per averlo rievocato.
Perché, INSOMMA: non si può iniziare con una scena del genere, tutta cuori e feels e cose belle (della serie che, quando ci penso, ancora cammino a tre centimetri da terra)…

… e finire in questo modo.

Senza sapere se Freddie – che, come tutti i giornalisti onesti, ha l’innata capacità di cacciarsi nei guai – sopravvivrà o meno.
No, BBC.
Questo.
Non.
Si.
Fa.

Ovviamente nella mia testa le emozioni di Inside Out sono tutte interpretate da Tennant. Guardate che rabbia sgnacchera.

Ma niente, la BBC ha deciso di cancellare questa serie splendida perché “We loved the show but have to make hard choices to bring new shows through.”
MH.
Ma arrivarci prima, tanto per dare un finale super-chiuso alla serie… no?
Anzi, mi andava bene pure il finale aperto, se proprio lo volevate: ma non così.
Purtroppo la cancellazione prematura è solo uno dei tanti dolori del giovane telefilm addicted, che si ritrova, impotente, a sopportare così tanta rabbia sofferente (o sofferenza arrabbiata). Ma c’è qualcosa che BBC & Co. non potranno mai toglierci: il rewatch. E The Hour è uno di quegli show che un sano rewatch se lo merita sempre, a costo di soffrire come la prima volta. Per Freddie e Moneypenny (e Capaldi), questo e altro.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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