The Almighty Johnsons: gli dei norreni in Nuova Zelanda

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Tempo di lettura previsto: 4 minuti 

Prima di partire in quarta a parlare di The Almighty Johnsons (l’unico show neozelandese che abbia mai visto in vita mia, anche se pure nell’altro emisfero di serie tv belle ce ne sono: tipo Wentworth), ci tengo a precisare che i tipi in copertina non sono i membri di una boy band ma un gruppo di fratelli che, a causa di quel meccanismo balordo altrimenti detto “reincarnazione”, sono letteralmente dei in terra sotto copertura. Ad essere precisi, sono divinità norrene, anche se nessuno di loro è qualcuno di super-famoso come Thor e Loki (appaiono anche loro, però)… Odino a parte. Sì, perché ovviamente Odino è il protagonista di queste tre serie e, ancora più ovviamente, si tratta del fratello più giovane ed inesperto: Axl Johnson.

the almighty johnsons2

The Almighty Johnsons è terminato nel 2013 ma lo recuperai più avanti, per un motivo serissimo: Dean O’Gorman (uno dei tre “nani fighi” della trilogia de Lo Hobbit) interpreta uno dei fratelli Johnson ed è la reincarnazione di Bragi, dio della poesia, ed usa il suo potere persuasivo per portarsi a letto le sgnacchere (detta in soldoni). Di fatto, se si cerca “The Almighty Johnsons” su tumblr, si trovano praticamente solo gif sue.

anders almighty johnsons

Comunque, The Almighty Johnsons è uno show molto scorrevole e, anzi, direi che si lascia veramente guardare ed è il classico telefilm che, a fine puntata, ti invoglia a vedere subito l’episodio successivo. A muovere la trama ci sono personaggi di ogni genere ed è praticamente impossibile non affezionarsi almeno ad un paio di questi, dal tizio super-responsabile che alla fine sbrocca al buffone della situazione che, incredibilmente, dimostra di essere allo stesso tempo illuminante. Sono cliché, ma funzionano in maniera brilliant e sono il vero motore della storia, che alla fin fine è molto semplice: infatti The Almighty Johnson gita intorno alla classica quest e l’obiettivo, che si protrae per tre stagioni, è trovare la reincarnazione di Frigg.
Ma facciamo un passo indietro.

Axl Johnson ha appena compiuto 21 anni quando i suoi fratelli Mike (aka Ullr, dio della caccia e della botta di culo), Anders (il già citato Bragi) e Ty (Hodr, dio del gelo un po’ emo che è praticamente il corrispettivo di Edward Cullen… solo che, al posto di sbarluccicare, la sua pelle è molto, molto fredda. Non storcete il naso, però: Ty è un tipo simpatico e sa pure fare i cupcake) lo portano in una foresta e lo costringono a togliersi i vestiti: no, non è uno scherzo perverso di cattivo gusto ma un rituale, alla fine del quale i Johnson scopriranno che il fratello minore non è altri che la reincarnazione di Odino, padre di tutti gli dei. Questo significa una cosa sola: Axl/Odino è destinato a riportare in auge le divinità norrene dopo la loro fuga in Nuova Zelanda, secoli prima, e per farlo deve ricongiungersi con Frigg, che negli antichi miti è sua moglie. Le reincarnazioni degli dei, infatti, hanno dei poteri, ma sono veramente labili in confronto al loro reale potenziale e questo ha contribuito al loro decadimento.

Come se cercare una ragazza che sarai costretto a sposare non fosse abbastanza, si nasconde nell’ombra un gruppo di divinità deciso ad intralciare i Johnson Brothers nella loro quest: le divinità femminili, dalla più famosa Freyja alle meno note Sjofn, Snotra e Fulla (tranquilli, poi ai nomi strani ci si fa l’abitudine), le quali non vogliono che il potere ritorni esclusivamente nelle mani della parte maschile del pantheon. Per fare questo, sono decise a trovare Frigg per prime, nonché a cercare uno dei manufatti più sacri delle leggende norrene: un ramo di Yggdrasil, l’Albero del Mondo.

yggdrasil

Potete già immaginare che razza di intrallazzi e inciuci si verranno a creare tra questi due gruppi, specialmente considerando il fatto che anche tra gli dei esiste l’imprinting alla Twilight (lo so, è già la seconda volta che lo nomino, scusate), ossia il classico colpo di fulmine dettato dal destino (questa frase è perfetta per il sottotitolo di un Harmony o di un libro di Fabio Volo, ma ok): quindi nuovi personaggi (come Hel, dea della morte, che ostacolerà la relazione tra Ty e l’umana Dawn), comporteranno un sacco di “piccoli problemi di cuore”, non solo agli dei ma anche ad Axl e alla sua cumpa di amici non-dei, alias Gaia e Zeb (che è un po’ il Sam Gamgee della situazione).

ty dawn

axl zeb gaia

Ma nemmeno gli inciuci amorosi e le quest impossibili sono abbastanza: infatti, in una serie piena di divinità norrene, non poteva certo mancare Loki, dio degli inganni, in una versione LEGGERMENTE diversa da quella interpretata da Tom Hiddleston. In The Almighty Johnsons, Loki è il classico uomo d’affari super-stronzo e finirete con l’amarlo o con l’odiarlo (io pendo verso la seconda opzione).

E, anche per Thor, non aspettatevi certo Chris Hemsworth.

thor almighty johnsons

Insomma, se tra una “serie impegnata” e l’altra avete voglia di fare una pausa con tre stagioni leggere, capaci di intrattenere senza risultare banali, The Almighty Johnsons potrebbe essere la soluzione: senza contare che – senza spoilerare – il finale vi commuoverà da matti e, quando ci ripenserete, sentirete un po’ di nostalgia per tutti i Johnson Brothers e, soprattutto, per… Oddio, non l’ho ancora nominato?! Olaf, aka il dio-oracolo Baldr: vorrete avere uno zio come lui!

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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