Ecco perché rivogliamo Pushing Daisies

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblr

The facts were these:

C’era una volta uno scrittore folle di nome Bryan Fuller che un giorno decise di unire lo stile di Tim Burton a quello di Jean-Pierre Jeunet ne Il favoloso mondo di Amélie e di creare un poliziesco unico nel suo genere. Apprezzatissimo dalla critica e dai veri intenditori (vinse ben sette Emmy), non riuscì però a conquistare il grande pubblico e la ABC cancellò la sua creazione dopo solo due stagioni. Ma i fan, affezionatissimi, non hanno mai perdonato questo grave gesto e sono riusciti a far vincere al telefilm il primo premio nel “Tv Reboot Tournament” indetto da Esquire.

Una magra consolazione, ma se non altro è la prova che esistiamo. Ci sentite, voi di ABC??? Siamo in tanti e siamo arrabbiati perché ci avete portato via questo fantastico telefilm.

Ma è ovvio che rivogliamo indietro il nostro Lee Pace in versione Ned il Fabbricatorte, tenero, impacciato, romantico e dolce quanto i dessert che prepara. Altro che Thranduil, macché Ronan: qui possiamo apprezzare appieno il suo bel faccino al naturale, acqua e sapone, con le famigerate sopracciglia assassine e il sorriso da cutie pie(maker).

Vogliamo veder continuare la storia d’amore impossibile con la sua Chuck, una delle love story più belle che siano mai state scritte, nonostante tra i due non possa esserci contatto fisico. Anzi, forse ci piace proprio per quello! Frasi zuccherose, sguardi magnetici, abbracci virtuali, baci al sapore di pellicola trasparente: sì, rivogliamo indietro tutto ciò.

Ci mancano le frecciatine di Olive e le sue canzoni da musical di Broadway, perché ogni volta che ci siamo sentiti friendzonati ma non abbiamo abbandonato le speranze siamo stati un po’ Olive anche noi.

Nessuno potrà mai eguagliare Emerson Cod in quanto a cinismo e cupidigia, ma la nostalgia per il suo humor e il suo sferruzzare a maglia ci assale nei momenti più impensati.

Per non parlare delle stravaganti ed adorate zie Lily e Vivian, o meglio “le dolci e leggiadre sirene”. Chi non vorrebbe due zie così?

Forse non vogliamo ammetterlo, ma sentiamo la mancanza anche di quei crimini fantasiosi, assurdi  e strampalati che davano il giusto tocco macabro che con Bryan Fuller non può mai mancare. Perché diciamocelo, di realistico quegli omicidi non avevano niente, erano sono dimostrazioni di creatività di una mente malata, delle inquietanti opere d’arte che davano un po’ di colore in più all’ambientazione già variegata.

Ma ancora di più ci manca il Pie Hole, il centro di questo mondo gioioso, variopinto e ogni tanto un po’ creepy, perché, come ci ricorda Ned, “torta” vuol dire “casa” e le persone tornano sempre a casa.

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

Potrebbero interessarti anche...

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su accetta, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi