SDCC: Victorian! Sherlock Panel

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblr

Se c’è una cosa assolutamente certa in questo mondo è che l’argomento “Sherlock” per un fan è davvero qualcosa di molto delicato. La serie ha la particolarità unica di mettere così alla prova la pazienza del proprio pubblico che ormai si può definire tranquillamente “the fandom who is waiting”.

Non sto parlando dell’attesa degli episodi: sto anche parlando dell’attesa delle notizie riguardo agli episodi, ovvero quegli spoiler che non solo ci fanno saltare dalla sedia quando li leggiamo, ma rendono proprio l’attesa degna di essere vissuta (sono filosofica, ma abbiate pietà:  niente come il Comic-Con riesce a trasmettere la dedizione e la serietà che c’è attorno a questo mondo).

Date queste premesse, inutile dire che il panel di Sherlock era forse uno degli eventi che più si aspettava con ansia di tutto il Comic-Con: la possibilità che i fan hanno di parlare con gli autori abbinata alla possibilità di vedere dei contenuti esclusivi sono qualcosa di irripetibile e uno dei motivi perché mi sto rodendo il fegato per non essere a San Diego.

 

La situazione si è fatta interessante (ma non troppo) nella notte tra mercoledì e giovedì, quando Mark Gatiss ha twittato questo facendoci letteralmente perdere il sonno:

gatiss1

Per poi rilasciare questa foto:

gatiss1

Al solito, quando si mixa un fandom estremamente a digiuno di notizie e un annuncio che crea un hype pazzesco è quasi inevitabile che le persone finiscano sempre per storcere il naso a causa della tipica reazione: “Vi voglio tanto bene, ma tutto questo casino per solo una foto?”.

Che a ben vedere l’immagine è pure bella (se dite che Martin Freeman coi baffi a manubrio non vi esalta non vi credo): ricorda nettamente lo Sherlock Holmes della Granada, la serie tv degli anni Ottanta quasi fedelissima al canone (davvero consigliata: nell’Holmes di Jeremy Brett troverete moltissimo dello Sherlock di Benedict Cumberbatch), ma non aggiunge decisamente nulla alla foto ufficiale che avevamo visto mesi fa all’inizio delle riprese dello Speciale. Se non altro, ci hanno ribadito per trecentesima volta che la puntata sarà ambientata in epoca vittoriana. Grazie, non ci era chiaro.

 

Per questi motivi, tutti ci siamo quindi avvicinati (metaforicamente, purtroppo) al panel di Sherlock con un misto di emozioni: da un lato l’eccitazione pura, dall’altro diffidenza perché, ormai lo sanno anche i muri, gli autori e gli attori mentono di proposito per sviare i fan e i giornalisti.

L’atmosfera è stata subito stemperata dal video di alcuni degli attori che non sono potuti essere a San Diego: mentre Benedict Cumberbatch e Mark Gatiss cercano di inventarsi delle scuse credibili per motivare la loro assenza, Andrew – Pasticcino – Scott capisce che deve prendere la situazione in mano e ci dimostra quanto Moriarty possa tornare fra noi in fretta (pun intended). Vedetevi questo video perché ne vale assolutamente la pena:

 

 

Entrando nel vivo, possiamo dire che il panel è stato interessante, ma che della prossima stagione continuiamo a sapere poco e niente e la stessa cosa si potrebbe dire per l’imminente Speciale:

Facendo un riassunto dei punti salienti per chi non ha voglia/tempo di vedersi tutto il panel (ma vi consiglio di farlo anche solo per ridere alle battute e alle risposte-non-risposte del Moff e per bearvi della visione e dell’accento di Rupert Graves), ecco cosa è stato detto di “succoso”:

  • lo Speciale verrà anche rilasciato in “selected cinemas of the world”, quindi abbiamo la speranza di vederlo anche in Italia in contemporanea (sono troppo ottimista?).
  • lo Speciale sarà totalmente slegato dalla trama principale (ma in alcune interviste hanno detto l’opposto, qui per approfondire).
  • i personaggi femminili di Sherlock avranno un ruolo più centrale rispetto al canone, per rispettare il clima originale del telefilm (e ci sarà anche Molly!).
  • Gli altri episodi della stagione non sono ancora stati scritti, ma il Moff ci assicura che le storie degli episodi sono già delineate e che ci sarà un never-stop-crying-cliffhanger, che ci porterà alla condizione di emotional devastation.
  • Lestrade è stato concepito come un poliziotto intelligente, non come un idiota.
  • Moffat non sa se Irene tornerà in futuro, tuttavia pensa che lei e Sherlock non si vedranno più, ma che comunque avranno sempre un bel ricordo l’uno dell’altra.
  • Moffat non risponde alla domanda riguardo al terzo fratello Holmes. Già.
  • Hamish è la versione scozzese di James, in riferimento alla volta in cui Doyle, poco attento alla continuity, ha chiamato il Dottor Watson in questo modo.
  • Moffat ha davvero scritto e creato un crossover tra Doctor Who e Sherlock Holmes quando era in università e lo definisce “rubbish” (e per questo lo dobbiamo assolutamente vedere).

Ma passiamo  a quello di cui si è più parlato in queste ore. Gli animi sono stati fomentati da una clip di un minuto e mezzo dello Speciale in cui ci vengono mostrati Holmes e Watson che tornano a casa dopo un caso e un piccolo battibecco con Mrs Hudson, che si arrabbia per essere considerata da John un “plot device” funzionale alle sue storie.

La clip conferma quello che Steven Moffat ha affermato nel panel: nell’episodio vedremo sempre i nostri Sherlock e John, ma nell’epoca “giusta”. Lo humor e lo stile sono sempre quelli e non ci danno l’impressione di vedere una semplice trasposizione fedele del canone, ma più che altro un universo alternativo in cui i personaggi di Sherlock sono immersi nel mondo vittoriano. Anche se vestiti in modo diverso, senza cellulari e automobili, essi riescono a mantenere quelle sfumature uniche che ci hanno fatti affezionare così profondamente a loro.
Questo dimostra due cose: la prima è che, nonostante si tratti di personaggi già ben delineati da Doyle, gli autori della serie sono riusciti egregiamente nell’impresa di donare loro una certa autonomia e quindi riconoscibilità a prescindere da quelli del Canone, pur rimanendone molto fedeli (per ora facciamo finta che il finale della terza stagione non esista, va…). La seconda cosa riguarda la puntata in sé: inutile fare i dubbiosi, già questi due minuti mi hanno convinta che lo Speciale sarà una figata e sono sicura abbia convinto anche voi.

Altro particolare che possiamo evincere dalla conversazione della clip è che non vedremo, come si era speculato nei mesi passati, l’ennesima versione di “Uno studio in rosso”, la prima avventura del nostro duo. Nella conversazione, infatti, Watson fa riferimento al mastino dei Baskerville (“the dog one”), che è cronologicamente successivo, per cui possiamo affermare che la storia potrebbe essere davvero ambientata nel 1895 come affermato dagli autori in una precedente intervista (sempre qui se volete rinfrescarvi la memoria) e probabilmente in periodo natalizio, sebbene non si vedano decorazioni ma solo la neve.

E a proposito di periodo natalizio, parliamo un secondo di quello che tormenta ogni Sherlocked in giro per il mondo: quando diavolo verrà messa in onda questa puntata?

Ebbene, è il momento di ricordarci chi è la BBC e che nulla quando lei è coinvolta può andare così liscio: abbiamo avuto la clip, addirittura pretendiamo la data? Ma siamo pazzi?

Ed è per questo che alla fine del filmato ci siamo trovati davanti questa bella schermata che ci ha fatto ridere per la disperazione:

Soon…ish. Che ridere, veramente.

E come ci è stato drammaticamente ricordato su Twitter:

gatiss1

La definizione della BBC di “soon..ish” è compresa tra i 6 mesi e i 17 anni.

 

Non so quindi se voi siate soddisfatti di questo panel. Secondo me, conoscendo gli standard, non c’era da aspettarsi molto di più (a parte la data della messa in onda, magari), ma non è ancora detta l’ultima parola. Giusto stasera alle ore 19 italiane potremo assistere in streaming qui al Nerd HQ di Sherlock sempre con Steven Moffat, Sue Vertue e Rupert Graves, mentre qui verrà caricato il video.

Ma per noi di Blue Box Series il Comic-Con non è certo finito! Vi ricordiamo di seguirci, oltre che qui sul blog, anche su Facebook e Twitter con l’hashtag #bbchronicles! Il fangirling continua!

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

Potrebbero interessarti anche...

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su accetta, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi