Sabrina, vita da strega e lo spirit animal di ogni telefilm addicted

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Una verità assoluta è che una persona non diventa telefilm addicted da un giorno all’altro: così come è più facile imparare le lingue straniere quando sei piccolo, così è anche probabile che se inizi con serie tv a una tenera età, da grande ti ritroverai nel tunnel del binge watching.

Se dovessi pensare al primo telefilm che ho visto vi direi Beverly Hills (e, davvero, non so come mia madre mi potesse dare il permesso di vederlo a 5 anni), ma il primo che mi ha fatta davvero appassionare, oltre ad avermi iniziato alla carriera di gattara, è sicuramente Sabrina, vita da strega (Sabrina, the Teenage Witch), andato in onda sulla ABC dal 1996 al 2003.

Sabrina Spellman è la tipica ragazza del liceo: va bene a scuola e ha le prime cotte. Poi però a sedici anni inizia a vivere il sogno di qualunque ragazzino da Harry Potter in avanti: scopre di essere una strega e che per questo deve rimanere dalle zie (streghe anche loro) ad imparare a controllare i suoi poteri magici.

Questa serie tv ha sicuramente vari pregi: è piena di situazioni divertenti che di solito partono dagli incantesimi lanciati da Sabrina che puntualmente finiscono male; ci sono delle zie zitelle, Zelda e Hilda, molto svampite; per fare le magie basta puntare il dito e pensare, cosa che fa sembrare Hogwarts e le sue regole molto poco divertenti e ci sono i soliti triangoli amorosi (e tutti shippavamo Sabrina con Harvey, ma se ci pensiamo bene lui era un idiota).

Tutto questo però sparisce davanti alla vera attrattiva di questa serie tv, un qualcosa che nessun altro telefilm ha mai avuto e che probabilmente mai avrà. Sto parlando del personaggio senza il quale Sabrina, vita da strega non sarebbe stato memorabile neanche la metà di quello che è: Salem Saberhagen.

Salem è il gatto di casa di casa Spellman: è un robot American Shorthair nero con gli occhi gialli ed  è un po’ in carne (ma sappiamo tutti che i gatti, se non sono ciccioni, non sono veri gatti). Al contrario dei suoi simili, però, parla. Sì, perché Salem in realtà è uno stregone che è stato condannato dal Concilio delle Streghe a passare cento anni sotto forma di felino per aver cercato di conquistare il mondo.

Salem è il consigliere peggiore che esista: è megalomane, cinico, sarcastico, egoista, pigro, approfittatore.  Ha un gusto smodato per il cibo, per le invenzioni assurde e soprattutto per i travestimenti improbabili. Insomma, è un po’ lo spirit animal di Sabrina e inutile dirvi che dovrebbe essere anche il vostro. Salem è il personaggio a cui attribuisco la colpa/merito del mio umorismo sarcastico. Grazie Salem, ti devo un favore.

 

La storia di Sabrina dura 7 stagioni, e forse quelle finali, quando si trasferisce al college, non sono gloriose come le prime. Salem però c’è sempre, in ogni singolo episodio, e quindi non ci sono proprio scuse per non amare Sabrina, vita da Strega.

 Credits: gif da http://spellmans.tumblr.com/

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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