Run you, whovian, and remember Clara Oswald

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Tempo di lettura previsto: 8 minuti

Mentre pensavo al titolo di questo articolo, le puntate a partire da Face the Raven non erano ancora uscite e non potevo certo immaginare l’ondata di feels che ci avrebbe sepolti più o meno vivi: mi ero QUASI preparata psicologicamente alla morte di Clara “Oswin” Oswald, ma non è certo possibile prevenire qualcosa di inaspettato: ossia che lo stesso Dottore si sia ritrovato a dimenticare Clara, la sua Clara. E anche la nostra Clara. Ogni avventura, ogni istante, ogni eroica impresa e ogni funny moment saranno per lui solo una storia da raccontare, invece di tanti ricordi da rievocare, sometimes.

Quindi, incredibilmente, il titolo di questo articolo rimarrà lo stesso, ma con un significato profondamente diverso: noi, whovians, dobbiamo ricordare Clara Oswald non perché è andata incontro alla morte (anche se, ormai, ne conosciamo le circostanze) e nemmeno perché non la rivedremo più nello show (non si sa proprio che pensare, al riguardo), ma perché il Dottore non avrà questa possibilità.
E, prima di proseguire, ecco un fotogramma per ogni episodio che ha visto la nostra Clara come companion: perché, sì, c’è chi l’ha osannata, chi l’ha odiata, e a chi è stata del tutto indifferente (forse), ma di sicuro c’è stato un secondo in cui tutti l’hanno adorata, o in cui hanno desiderato essere nei suoi panni, o si sono immedesimati in lei. Sì, dai, anche solo per un momento. Magari è proprio uno di questi.

Clara Oswald ha avuto molti soprannomi, nel corso della serie, così come molte identità: anzi, molti echi. Infatti l’abbiamo conosciuta come Soufflé Girl

… ma per una puntata, o anche solo per pochi secondi, è stata anche CarmenMiss MontagueOswin (quanto mi piaceva, Oswin!)…

… tutti soprannomi che ne accompagnavano un altro più misterioso, intorno al quale girò la seconda parte della settima stagione: The Impossible Girl.

Lo so che per alcuni è eresia, ma anche solo per questi collegamenti passo nottate a shippare Allonswin.

Tuttavia, in Asylum of the Daleks (un sacco di feels, I know) non avremmo mai creduto che quella Soufflé Girl sarebbe diventata la companion più duratura del New Who. Esattamente come Donna Noble

Scusate, quel paragone s’aveva da fare *si asciuga le lacrime* Dicevo: come Donna, Clara Oswald era destinata a ritornare non molto tempo dopo, risollevando l’animo del Dottore in The Snowmen, dopo la perdita dei Ponds, attraverso l’unico modo possibile: un mistero. Un mistero che, però, era già iniziato con questo fotogramma, sulle note della Carmen di Bizet (miiiii, che cultura che ci facciamo, a guardarci er DoctAH!):

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“Giorno 363. Il terrore continua. Inoltre ho fatto un altro soufflé. Quasi”.

Il “difficile” rapporto tra Clara e i Dalek iniziò nel più o meno lontano 1 settembre 2012 e, al solo pensiero, i nostri condotti lacrimali sono già in piena (che bello iniziare la nona stagione con queste cose).

Ma né la Oswin di Asylum of the Dalek, né la Miss Montague di The Snowmen si sono rivelate essere la vera Clara Oswald… e aggiungo che i suoi echi sono giusto un pelino più flirty della Clara originale.

Ma, prima di proseguire, non posso fare a meno di aprire una parentesi su The Snowmen: credo che sia uno degli Speciali di Natale più belli, anche solo per come Clara trova il Tardis… ossia nel modo in cui lo vorremmo trovare tutti noi, in una Londra vittoriana nevosa e fiabesca (di seguito: gif spam).

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Per non parlare dell’immancabile:

Ecco, magari sarebbe l’ideale saltare questa parte:

Ah, ecco: già in The Snowmen il Dottore aveva cercato di rimuovere i ricordi di Clara su di lui (attraverso una specie di verme alieno) e, pure quella volta, non c’era riuscito. Certe cose non cambiano mai.

Comunque, aspettare mesi e mesi per capire chi fosse Clara non è stato uno spasso, ma alla fine il Dottore scoprì (intrufolandosi in vari momenti della sua vita, esattamente come farà lei più avanti) che era una normalissima ragazza inglese con buon gusto nel vestire (seriamente, pretendo il suo armadio) e un rapporto di amore/odio con i soufflé, la cui esistenza iniziò grazie ad una foglia (madonna, quante paranoie mi ero fatta su quella foglia).

Sicuramente The Rings of Akhaten è stato l’episodio più brillante della settima stagione che ha visto Clara come companion, ma in ogni puntata non abbiamo potuto fare a meno di fangirlare un po’ ogni volta che lei e il Dottore “se volevano bene” (poi dei Pond ne avevo veramente abbastanza, quindi ai tempi ero super-contenta che ci fosse una faccia nuova).

La storia degli echi salva-Dottore aveva fatto storcere il naso a più di un fan, ai tempi: mai ci fu una companion che così tanto ha influenzato la storyline del Dottore, dalla sua infanzia in un fienile alla sua tomba a Trenzalore, per non parlare del Cinquantesimo, durante il quale ha saputo consigliare le tre diverse rigenerazioni riguardo un certo pulsantone rosso. Insomma, Clara è stata presente nella vita del Dottore fin dall’inizio, esattamente come lui lo è stato nella sua, arrivando a comprenderne ogni aspetto (anche se, decisamente, la sfida più grande per lei non è stata salvare tutte le rigenerazioni dalla Grande Intelligenza, ma riprendersi dal “trauma” del passaggio 11th –> 12th).

C’è da dire, però, che a causa dell'”avvento” del Cinquantesimo e dell’inserimento del War Doctor, la storyline della Impossible Girl è stata veramente chiusa in fretta, tant’è che ho ancora un senso di “incompiuto”… ma forse sono solo io a farmi problemi.

La più grande critica che si potrebbe fare, riguardo al personaggio di Clara, è che faccia tanto Mary Sue: in effetti, tra tutte le companion del New Who, è sicuramente quella meno “umana”, e non solamente perché nella nona stagione si sente “invincibile” quanto il Dottore, ma perché nel corso delle varie serie ha avuto uno spessore tale da andare oltre il ruolo di companion, cosa che poi le è risultata (quasi) fatale in Face the Raven (per poi avere un Tardis tutto per sé, comunque). Tuttavia, nonostante alcune scelte discutibili all’interno della sua storia (è vero, hanno fin troppo intrecciato la sua vita con quella del Dottore: in Listen mi sarei pure risparmiata un’uscita simile, per dire), non posso fare a meno di adorare il personaggio di Clara, anche al di là di come si è comportata nell’ottava stagione.

Sottolineare la doppia vita di una companion all’interno dello show era una buona idea, ma farlo attraverso un personaggio come Danny Pink ha reso poco credibile il tutto, a mio parere, probabilmente perché ho trovato la loro storia d’amore insulsa fin dall’inizio: avrei preferito che si mettesse col sosia dell’Undicesimo, piuttosto. Con quel finale in salsa Cybermen, poi, la cosa è solo peggiorata. Mi starebbe stato anche bene il fatto che Clara ricattasse il Dottore, pur di riavere con sé una persona a lei cara, ma… insomma, stiamo parlando di DANNY PINK. Non l’ho trovato credibile nemmeno per un secondo, e mi dispiace un sacco se siete suoi fan… Ma meglio cambiare discorso.

Poche volte Twelve mi ha commosso così tanto come nel momento in cui ha perdonato Clara per ciò che ha fatto, ed era ovvio che, dopo un evento simile, Dottore e companion dovessero ritornare ad avvicinarsi, dopo i continui “battibecchi” nel corso dell’ottava stagione. Infatti nella nona serie Clara e Twelve, insieme, formano un piccolo miracolo del New Who: lei comprensiva e spericolata, lui sassy ma, allo stesso tempo, oh-per-Skaro-fatti-abbracciare.  Il tempo per Clara, però, era decisamente arrivato, anche se possiamo solo speculare su quello che accadrà in futuro.

 

La storia tra il Dottore e Clara, però, sembra quasi un circolo vizioso da cui è difficile uscire: perché Clara sarà sempre The Impossibile Girl, dall’inizio alla fine. Un mistero da risolvere, un enigma che il Dottore, a quanto pare, potrà risolvere solo a metà… a meno che non ritorni a ricordarsi di lei o che altro. Boh. Non mi dilungherò su Hell Bent, dato che in redazione ne abbiamo già parlato largamente qui, dividendoci alla grande. Ma è lo stesso personaggio di Clara a dividere il fandom: c’è chi la trova saputella, e c’è chi la trova intelligente; c’è chi pensa che abbia fatto “troppo”, e c’è chi la trova favolosamente intraprendente (ma come parlo?). Personalmente, rimarrà una delle mie companion preferite: è stato un personaggio in grado di legare a tal punto con il Dottore da essere stata costretta non semplicemente ad andarsene, ma addirittura a farsi dimenticare. Perché non era Clara in sé ad essere “troppo”: erano Clara e il Dottore insieme ad esserlo. E sono felice che, dopo un’ottava stagione traballante, la nostra Clara se ne sia andata a testa alta, lasciandoci tutti a bocca aperta.

Jenna Coleman (come ho fatto a nominarla solo ora?!) è stata straordinaria, nel bene e nel male, e continuerò a seguirla anche dopo Doctor Who: è difficile immaginare Twelve/Capaldi senza di lei, ma se la caverà alla grande e lo sappiamo bene: anzi, non vediamo l’ora di vederlo a braccetto con una faccia completamente nuova! E se la caverà bene pure Clara, andando incontro alla morte facendo il giro lungo.
Ecco, ora credo che andrò a preparare un soufflé.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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