Romeo & Juliet, Shakespeare & Branagh: what else?

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Tempo di lettura previsto: 8 minuti

Il 3 settembre si è conclusa la prima stagione teatrale della Kenneth Branagh Theatre Company, compagnia teatrale fondata nel 2015 da Sir Kenneth Branagh in persona (insomma, mica pizza e fichi… anche se lui fico lo è #battutatriste) e alla quale già auguriamo un futuro lungo e radioso, ovviamente per ottime e valide ragioni: prima di tutto, per la scelta di includere nel proprio cast veri e propri miti della recitazione, da Judi Dench a Derek Jacobi, ai quali si aggiungono attori sgnaccheri per cui sbavare giovani promesse come Richard Madden e Lily James.

Appena ho saputo che Sir Branagh avrebbe messo in scena Romeo & Juliet, con Richard e Lily ad interpretare proprio i due sventurati veronesi, beh, mi sono messa a strillare come un’isterica e ho urlato SHUT UP AND TAKE MY MONEY davanti a questa locandina:

romeo and juliet

Non so da dove cominciare a descrivere questa immagine.

Di Richard Madden ero già cotta da tempo (tant’è che il mio lutto per l’unico e solo King in the North non finirà mai), ma vederlo insieme a Lily James in Cenerentola mi ha proprio rincoglionito il cervello, come solo una fiaba romantica disneyana può fare: rivederli insieme sul palco, dal vivo, era un’emozione che non mi volevo assolutamente perdere. Ma ogni gioia viene sempre accompagnata da almeno un dolore inaspettato, come ci insegnano gli sceneggiatori di oggi: e così, prima di quell’attesissimo 13 agosto, Mr. Madden ha avuto la brillante idea di infortunarsi una caviglia.

caviglie deboli

Per un certo periodo il nostro principe, nobile com’è, ha provato a calcare ugualmente il palcoscenico, ma in seguito i dottori glielo hanno sconsigliato… Ma non potevano farsi gli affari loro, dico io?!

Ritorna la rubrica “Dillo con un Tennant”.

Scherzi a parte, spero che il nostro Richard si riprenda al più presto, anche se di sicuro l’infortunio non sta mirando la sua giustamente osannata manzità.

richard madden

Alla faccia delle cure di cortisone.

Intanto ne approfitto per ringraziare già la Nexo Digital che, dopo aver portato nei cinema italiani anche l’Hamlet con Benedict Cumberbatch, il 19 e il 20 novembre distribuirà anche Romeo & Juliet (con Richard nei panni del protagonista maschile, ovviamente), oltre agli altri spettacoli della stagione della compagnia: ecco qui un po’ di info, se siete curiosi, interessati e affamati di manzi & Shakespeare.

Btw, nonostante la delusione iniziale (i miei occhi piansero lacrime, sangue e non so che altro), c’erano ancora molti motivi per vedere questo Romeo & Juliet… e non solamente perché avevo già comprato i biglietti #ahahah

  1. È stato diretto da Sir Branagh;
  2. Derek Jacobi e Lily James hanno avuto l’accortezza di non infortunarsi;
  3. Alas!… è comunque Shakespeare!… a T E A T R O;

E, comunque, ci abbiamo pensato noi a portare King in the North sul palco del Garrick Theatre:

romeo and juliet robb stark

Sì, c’è del disagio in questa foto.

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Anche in questa.

Ci tengo a sottolineare che questo non vuole essere un post stile “Romeo & Juliet è stato una figata nonostante l’assenza di Richard”, ma più invece un “Romeo & Juliet è stato una figata”, punto, nonostante qualche perplessità che spero Sir Branagh mi perdonerà (come se a lui importasse qualcosa).

Ad ogni nuova riproposta di classiconi come Romeo & Juliet, è sempre interessante scoprire in che modo il regista decide di reinterpretare una storia entrata da tempo nell’immaginario collettivo, facendo riscoprire ambientazioni e personaggi attraverso nuovi accorgimenti e soluzioni. Nel caso di Sir Kenneth, la Verona shakespeariana è un’italianissima città del Secondo Dopoguerra, abitata da uomini e donne elegantissimi, vestiti di bianco e tanto, tantissimo nero. Le loro azioni si svolgono all’esterni dei bar, mentre sorseggiano un espresso seduti sui classici tavolini rotondi, mentre la città si sviluppa in colonnati imponenti.

romeo juliet branagh

Le due fazioni dei Montecchi e dei Capuleti si fronteggiano agli angoli delle strade, squadrandosi dall’alto verso il basso, tenendosi a debita distanza. Tra le celebri battute shakespeariane i personaggi pronunciano qualche frase in italiano, ovviamente con un forte accento inglese (tra cui anche un convintissimo Stronso!). Mentre la tensione tra le due famiglie continua a crescere, si affacciano all’età dei primi amori gli amanti più sventurati della letteratura inglese.

romeo and juliet garrick

#feels

Richard Madden alla fine è stato sostituito nel ruolo di Romeo da Freddie Fox, giovane attore classe 1989 che avevo già intravisto in Cucumber, Victor Frankenstein e in quel film commoventissimo che è Pride. A dirla tutta, quando leggo Romeo & Juliet, immagino Romeo con sembianze più simili a quelle di un Freddie Fox che di un Richard Madden, con lineamenti più delicati e femminei. La sua performance, però, non mi ha particolarmente entusiasmato, anche se ai fini della trama ha fatto il suo dovere.

freddie fox

“Oh Romeo, Romeo, Romeo… Aspetta, perché non sei Richard Madden?!”

Lily James, invece, mi ha convinta di più nel ruolo della giovane Capuleti, complice il fatto che ho adorato la scelta di fare una Giulietta un po’ brilla nella famosissima scena del balcone (agita pure in aria una bottiglia di vino: immaginatela e ridete con me). Quella che per me rappresenta un’incognita, invece, è stata la scelta di assegnare il ruolo di Mercuzio a Derek Jacobi (che possa perdonarmi anche lui!): nonostante la sua parte sia stata divertente, non sono riuscita ad integrarlo con il resto dei “giovani” della tragedia, ossia Romeo, Benvolio e, in questa versione, anche Frate Lorenzo.

romeo juliet madden jacobi

Di quest’ultimo (interpretato da Sam Valentine, che vedremo nella seconda stagione di Poldark) ho invece apprezzato il cambio di età: essendo praticamente coetaneo di Romeo e Giulietta, si percepisce maggiormente il fatto che la guerra della “vecchia generazione” (e non solo le “avverse stelle”) abbia influenzato tragicamente quella nuova, compresi i tentativi di Frate Lorenzo di salvare il destino dei due amanti. E, in questo quadro generale di giovani disillusi, mi è ancora più difficile inserire Mercuzio/Jacobi.

Anche tutto il resto della compagnia ha saputo tener testa alla tragedia shakespeariana, dai ruoli più noti (come quello della balia, interpretata da Meera Syal) alle comparse, le quali sono state in grado di stupire il pubblico con intermezzi coreografici di grande impatto. In particolare, mi sono rimasti un po’ nel cuore il già citato Frate Lorenzo (forse perché fa il suo primo ingresso in bicicletta, stile Don Matteo… e anche perché è redhead) e Peta, la versione femminile del servitore Pietro, interpretata da Kathryn Wilder: perché anche le piccole parti possono lasciare un’ottima impressione.

sam valentine

Insomma: anche se alcune scelte possono lasciare perplessi (così come alcuni tagli di battute), questa versione di Romeo & Juliet soddisfa pienamente e, a fine spettacolo, erano molti gli spettatori a “tirare su col naso”. L’unica vera pena, però, l’ho provata quando è apparso Freddie Fox senza maglietta: a quel punto non ho potuto fare a meno di pensare Avrei potuto vedere Richard Madden shirtless con i miei stessi occhi, ma nada!!

Ma uno spettacolo non è veramente finito, prima dello stage door!
Devo ammettere che, in confronto a quello di Richard II, è stata una tranquillissima e piacevole attesa: della serie che non ero praticamente piegata a novanta contro le transenne, spinta da fangirl impazzite (lo dico da fan altrettanto impazzita, ovviamente). Purtroppo Derek Jacobi se l’è filata, ma Lily e Freddie sono stati molto carini con i loro fan. Freddie era praticamente circondato da fangirl coreane che volevano stritolarlo di abbracci, e Lily… beh, Lily è stata l’amore *inserire cuori* Ve lo dimostriamo con questo video, che la mia collega di gioie e disagi Michela ha prontamente filmato… potrebbe esserci un riferimento ad un certo Matt Smith che, per chi non lo sapesse, è fidanzato con Lily. I punti silenziosi sono censure per nascondere i nostri commenti inopportuni e volgari, dovuti all’agitazione da stage door (no, non siamo a posto).

E, alla fine di queste belle esperienze (a distanza di giorni, mi chiedo se le abbia effettivamente vissute), quello che rimane sono i ricordi e gli autografi! Ovviamente attendiamo già impazientemente la prossima stagione della Kenneth Branagh Theatre Company: forza, Kenneth!

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“Viaggio benedetto dalla caviglia di Richard Madden”.

Vain

Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un’insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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