Quando la vita da Telefilm Addicted prende il sopravvento sulla vita vera

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Questo vuole essere una sorta di sequel di quell’annoso problema che abbiamo già precedentemente affrontato, ovvero quando un telefilm addicted capisce che è arrivato il momento di chiedere aiuto, perché la sua vita e la sua sanità mentale stanno precipitosamente naufragando.
Qui non c’entra più però l’abbondanza di episodi e la lotta contro il tempo per stare al passo con ogni serie tv, bensì proprio lo svilupparsi di una personalità diversa, che colui che ormai è precipitato nel vortice telefilmico arriva a coltivare lasciando che lentamente essa prenda il sopravvento su ciò che era in precedenza e su ciò che provava emotivamente.
Le esperienze di vita cambiano una persona? Si, ma anche le esperienze telefilmiche. E un telefilm addicted ormai dovrebbe saperlo bene e sicuramente si riconoscerà in almeno uno di questi fatti provati scientificamente.

Egoismo da wifi.
Che il wifi sia uno strumento fondamentale nella vita del telefilm addicted è ormai assodato e arriva un momento in cui diventa necessario come l’aria che si respira. Se ne capisce dunque l’importanza, ma non ci si preoccupa che oltre a noi la connessione ad internet possa servire a qualcun altro. E anche se lo si capisce, un bel chissenefrega diventa il motto su cui basare la propria esistenza.
Capita dunque che un giorno ti svegli e decidi che devi recuperare nove stagioni in una settimana e ti metti a scaricare 87 GB di roba tutta in un solo colpo. La connessione rallenta, la gente con cui vivi bussa alla tua camera chiedendoti se anche tu hai problemi con internet e tu, con la migliore espressione che riesci a stamparti sul volto esclami:
“Ah non lo so, non lo sto proprio usando. Sarà mica il modem a dare problemi? Comunque che palle queste compagnie telefoniche che offrono servizi così scadenti”.

poker face

Supporto morale sì, ma solo a chi lo merita davvero.
Questo è il punto principale a cui un telefilm addicted si aggrappa con le unghie per sottolineare che non è affatto una brutta persona, ma offre il suo supporto solo a gente selezionata e che ha dato prova di meritarlo.
Il migliore amico viene lasciato dalla ragazza?
“Caspita, è a pezzi, devo consolarlo. Però stasera @darkness_1988 scoprirà chi è l’assassino del piccolo Danny in Broadchurch, sarà sicuramente sconvolta e devo per forza offrirle il mio sostegno, glielo avevo promesso. Tanto lui mollato è stato mollato, quindi anche se lo incontro domani non succede niente”.

Sheldon_Cooper_there_there
pat pat

Non è che non ho amici, ho un legame con “persone diversamente reali”.
Quella rara volta che ti viene voglia di passare una serata fuori ti rendi conto che nessuno è disponibile perché ormai gli amici che ti sono rimasti e che hanno chiuso un occhio sulle tue ossessioni si contano sulle dita di una mano. Però il telefilm addicted non si sente mai solo e risolve il problema alla radice: “Non esco con persone vere? Pazienza, una sigaretta con Tommy Shelby me la fumo lo stesso” e schiaccia il play su un episodio a caso di Peaky Blinders.
I personaggi delle sue serie tv sono persone reali, e guai a chi dice il contrario. Si amano, si odiano, si insultano e si incitano, gli si danno suggerimenti e gli si parla mentre compaiono sullo schermo. Che non possano sentirci a noi poco importa, perché tanto noi per loro ci saremo sempre.


“Con chi ti scrivi sempre al cellulare?”
Questo forse è il passo più doloroso da ammettere, ma è capitato a tutti noi e più di una volta. Esci con amici (quei pochi rimasti, ricordate?) e ti vedono scrivere al cellulare con un sorrisino sulle labbra. Ovviamente tutti pensano che tu ti stia sentendo con qualcuno e iniziano a farti domande scomode. Stesso discorso con i tuoi genitori, che sperano che finalmente qualche pazzo/a abbia deciso di pigliarti e di accettarti con tutte quelle strane ossessioni che hai in testa.
E invece no. Perché tu non stai sentendo nessuno in quel senso, bensì stai semplicemente fangirlando come se non ci fosse un  domani con gli amici del Twitter, postandovi a videnda gifs della tua OTP, facendo congetture su cosa accadrà nei prossimi episodi, oppure letteralmente andando fuori di testa perché è uscita una nuova foto di una delle tue celebrity crush.
Ma forse è meglio lasciar credere a tutti che sì, c’è qualcuno con cui ci stiamo sentendo.

Insensibilità latente, a meno che non siano dei personaggi di una serie tv.
Vedi amici che su Facebook si postano dichiarazioni d’amicizia che vorresti tagliarti le vene per quanto sono mielose?
Vedi coppie che si fanno foto dolcissime e si scambiano frasi che ti si cariano i denti all’istante?
Solo due parole girano nella nostra mente davanti a queste immagini: BITCH PLEASE.
Poi però capita che guardi un episodio, la tua OTP si sfiora per sbaglio con una mano senza neanche scambiarsi un saluto e tanto meno senza guardarsi nemmeno e tu inizi a piangere tutte le tue lacrime e a vomitare arcobaleni per la gioia, tanto che temi che prima o poi qualcuno ti trovi davanti al pc, privo di vita e stroncato dal fangirling.
Non è che siamo insensibili, sappiamo veicolare le nostre emozioni verso ciò che conta davvero. Sono due cose diverse.

vita da telefilm addicted vs vita reale (1)

“Non guardo la tv”.
Ecco quell’esclamazione che ognuno di noi avrà pronunciato almeno una volta nella vita con fierezza.
“Quali sono i tuoi programmi tv preferiti?”
“Io non guardo MAI la tv”
“Ah no? E allora cosa fai quando sei a casa, nel tempo libero?”
“Faccio maratone di serie tv.”
“….”
L’interlocutore annuisce e lascia perdere, ma noi andiamo fieri di questo paradosso.
Non abbiamo idea di cosa accada nella tv italiana ormai da anni, però ehi, sappiamo a memoria il palinsesto di tutte le reti broadcast e cable americane e conosciamo persino i quiz serali della BBC One. Ed è bellissimo così.

Elisa

Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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