Preacher: una partenza promettente

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblr

Tempo di lettura previsto: 3 minuti

Due episodi sono pochi per giudicare una serie, ma bastano per suscitare un interesse tale da desiderare che più persone la seguano con noi. Perché è bello guardare episodi in solitaria, ma è ancora più bello confrontarsi con altri fan su teorie, colpi di scena, personaggi preferiti, personaggi odiati e quant’altro.

E così eccomi a sponsorizzare Preacher (scritta da Seth Rogen, Evan Goldberg e Sam Catlin per la AMC), perché di materiale che suscita un simile interesse ce n’è, eccome se ce n’è, e merita sicuramente molta più attenzione di quanta già ne sta ricevendo.

Faccio subito un mea culpa, ammettendo che non conosco il fumetto da cui questa serie è tratta. Ciò che mi ha portato a guardare il pilot è stata la presenza di Joe Gilgun (non solo sono reduce dal recupero compulsivo di Mistfits, ma l’avevo anche già potuto apprezzare in Pride).

Ecco due gif, giusto per farvi inquadrare il fantastico soggetto, in caso ancora non lo conosceste.

Dicevo, nella mia ignoranza volevo sapere qualcosa di più sul fumetto e ciò che ho scoperto (leggendo col paraocchi, per evitare gli spoiler) è che è stato pubblicato dalla Vertigo, una sorta di spin-off della DC, che ha dato vita anche ad altre celeberrime serie illustrate come V per Vendetta e Sandman. La cosa non mi sorprende per niente, perché se avessi dovuto scegliere un film che mi ricordasse questa serie, il primo a venirmi in mente sarebbe stato proprio V per Vendetta, seguito probabilmente da 300.

L’origine fumettesca, infatti,  è evidente. Il quasi-monocromatismo domina nella maggior parte delle scene: dal nero al bianco passando, più che per il grigio, per un marrone sabbia, che non si trova solo nelle strade e nel paesaggio desolato tipico del west, ma anche nelle case, nel cielo e nella pelle. Risalta però il rosso del sangue, che scorre inverosimilmente a fiumi, in uno splatter un po’ brutale, un po’ trash, un po’ tragicomico.

Su questo sfondo si muovono personaggi manifestamente grotteschi, il più caratteristico dei quali è sicuramente Eugene “Arseface” Root, ma anche grotteschi in modo più sottile. Negli abitanti della piccola cittadina di Annville, troviamo infatti i peggiori cliché della società americana: il classico sceriffo della classica cittadina del Texas, il prepotente figurante nelle rievocazioni della guerra civile, ma anche la santarella Emily madre di famiglia tutta casa e chiesa. Ognuno di loro possiede però una perversione di qualche tipo, un lato marcio che non sempre riesce a reprimere.

In questa società, fatica a trovare un posto il protagonista Jesse Custer (Dominic Cooper), predicatore della città; ha forti dubbi sull’esistenza di Dio, ma ha promesso al padre, assassinato in circostanze misteriose, che avrebbe intrapreso quella strada e perciò ce la mette tutta per aiutare i pochi parrocchiani che si affidano a lui.

Jesse, però, nasconde – neanche tanto bene – un passato da criminale, e la sua ex fidanzata Tulip (Ruth Negga) è tornata a cercarlo per proporgli un non ben definito lavoro sporco. Lui si rifiuta in tutti i modi di assecondarla, ma è chiaro che la sua nuova vita non porta la soddisfazione sperata e che non si è ancora lasciato il passato totalmente alle spalle. La ragazza lo ha capito e farebbe di tutto pur di convincerlo, sempre nel suo stile.

Quando dico “il suo stile”, bisogna sapere che questo comprende anche costruire un bazooka solo con barattoli di latta, nastro isolante e soldatini di piombo. In sostanza, da lei ci aspettiamo grandi cose.

La svolta arriva quando un essere sovrannaturale, del quale non sappiamo ancora nulla, sembra impossessarsi di Jesse, donandogli un ambiguo superpotere, ma rendendolo anche bersaglio di due loschi ma intriganti individui decisamente poco umani.

Dulcis in fundo, a fare da spettatore a questi bizzarri eventi c’è l’ancora più bizzarro Cassidy (Joe Gilgun), vampiro irlandese che vive alla giornata senza apparentemente nessun principio morale, tra espedienti, alcool e fughe rocambolesche dalle sette religiose che lo vogliono morto. Ma quando il soprannaturale arriva in città, sarà difficile non immischiarsi e il suo destino si legherà sempre più profondamente a quello di Jesse.

A giudicare dalle reazioni del popolo dei social, Cassidy ha già vinto il premio di personaggio più discusso e amato, e siamo sicuri che non ci deluderà e si farà amare sempre più.

Tante le questioni aperte in soli due episodi e tanta anche la nostra curiosità. Chi o cosa sta possedendo Jesse? Perché l’inquietante duo lo sta cercando? Cosa è successo nel 1881? E al padre di Jesse? Non lo sappiamo, ma abbiamo l’impressione che le risposte a queste domande verranno e saranno esagerate, assurde e senza riserve, proprio come è stato tutto fino ad ora.

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

Potrebbero interessarti anche...

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su accetta, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi