Orange Was The Old MISFITS

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Per questo Amarcord ho voluto troppo mettere un titolo che avesse a che fare con Orange in the New Black: non solo perché citare OITNB è sempre cosa buona e giusta ma per il fatto che, se orange IS the new black ora, con Misfits orange WAS the new superhero. Sort of.
Ma ora basta coi giochi di parole, e arriviamo al dunque (anche perché vi avrò solo confuso le idee).

misfits_2

2009. Nel piccolo schermo il genere supereroistico veniva approfondito da Heroes, coi suoi alti e bassi, e non eravamo ancora invasi dai film Marvel e DC come lo siamo oggi (anche se, per dire, era già uscito Iron Man). Misfits – creato da tale Howard Overman, lo stesso del più recente Atlantis – non rientra sicuramente nel classico genere supereroistico, quello degli “eroi in calzamaglia” e del “io-buono, tu-cattivo”, ma condivide sicuramente un aspetto che, dagli anni ’60, il fumetto di supereroi ha ampiamente approfondito: quello del teen drama. Le saghe di Spider-Man e degli X-Men, ad esempio, sono di fatto dei teen drama e Misfits non fa che proseguirne la tradizione, scegliendo come protagonisti un gruppo di disadattati (che sono anche “un po’” imbecilli): dei misfits, appunto.

E, dopo questo pippone, non ho nemmeno spiegato quale effettivamente sia la trama di Misfits (anche se, se avete aperto questo articolo, probabilmente la conoscete già).

Misfits essenzialmente racconta di un gruppo di gggggiovani un po’ monelli che, per un motivo o per l’altro, si ritrova a fare community service (indossando le ben note divise arancioni), quando ad un tratto una misteriosa tempesta cambia per sempre le loro vite (ma anche di altra gente nei dintorni di Londra. Perché lo sappiamo che le cose fighe accadono solo a New York, a Tokyo e a Londra). In seguito ad un classicissimo imprevisto (sempre più verosimile di un ragno radioattivo, comunque), il quasi-atleta Curtis, la un-po’-troia Alisha, l’accento-strano Kelly, lo sfigato Simon e il super-idiota Nathan si ritroveranno con dei poteri che, di fatto, non sanno nemmeno come usare. E non si chiederanno nemmeno in che modo usarli: semplicemente, continueranno a vivere le loro vite, possibilmente cercando di non farsi ammazzare (anche se finiranno con l’ammazzare praticamente tutti i loro probation workers).

probation worker tony

probation worker sally

probation worker shaun

E questi sono solo alcuni.

Alcuni poteri sono veramente un classico:
– Kelly la Truzza è in grado di leggere nel pensiero, che lo voglia o meno (piccola nota: l’attrice che la interpreta, Lauren Socha, è sorella del Michael Socha di Once Upon a Time – praticamente è stato il tipo che Belle ha frequentato per poco, mentre Rumple faceva cose).

michael laurel socha

HELP, sono uguali.

– Curtis è in grado di vedere nel futuro;
– Simon (a cui si vuole bene a prescindere perché ha un mini Dalek in camera sua) ha il potere dell’invisibilità (altra piccola nota: Simon è Iwan Rheon, aka Ramsay Bolton – lo psicopatico taglia-uccelli di Game of Thrones – ed è affascinante vederlo interpretare la parte dello sfigato di turno);

Altri poteri, invece, sono un po’ più “particolari”:
– Alisha, più che un superpotere, ha una supersfiga: ogni volta che qualcuno la tocca, quel qualcuno prova il desiderio irrefrenabile di fare sesso con lei. Cosa che sarà non di poco ostacolo nella sua relazione con Curtis, tanto da diventare una sorta di coppia alla Pushing Daisies (solo che loro due trovano soluzioni alternative al domopak);
– Nathan, invece, sa di avere un potere, ma non sa quale. Questo per la serie segna un piccolo tocco di genialità, tant’è che la risoluzione di questo mistero costituirà un cliffhanger di fine stagione. Di seguito, gif super-spoiler;

Ma Misfits è pieno di gggente con poteri strampalati, dal tizio che crede di essere in un videogioco al tipo che ha il potere di controllare i latticini (sembra un potere stupidissimo, in apparenza, ma la puntata che vede lui come villain mi fa ancora venire i brividi).

Come rendere inutile il potere dell’immortalità. Assolutamente creepy.
Tuttavia, anche se questa cumpa improvvisata continua ad essere formata da disadattati, per tutte e cinque le stagioni aleggiano il “mito” del supereroe e la conseguente domanda: “Possiamo essere supereroi? NOI?!”
Qualcuno ci prova e, bene o male, ci riesce. Altri, invece, si limitano ad uscire di scena e a vivere il più serenamente possibile. Altri ancora fanno una brutta fine (a Curtis è toccata quella peggiore: è diventato uno zombie. Per quanto non mi stesse per niente simpatico, di sicuro una morte così non se la meritava). Sta di fatto che, giunti all’ultima stagione, tutti i personaggi principali se ne sono andati (dopo aver cambiato potere almeno una volta) e non rimane nemmeno un disadattato del gruppo originario: e questo è stato un male, perché dei protagonisti più recenti l’unico veramente interessante era Rudy (+ Rudy 2, il suo doppio più assennato. Perché, insomma, non tutti devono per forza essere Jekyll & Hyde).

Quel Rudy che, nella terza stagione, sembrava avere come obiettivo solo la sostituzione (impossibile) di Nathan come cazzone del gruppo, alla fine si rivelerà essere il personaggio più solido dello show. Del destino di Jess (in grado di vedere attraverso gli oggetti), Finn (con un pizzico di telecinesi) e Alex (in grado di scopare via i poteri altrui… LETTERALMENTE) mi è sempre interessato poco. Abbey (un’amica immaginaria divenuta reale in seguito al temporale), invece, era abbastanza interessante, ma la considero un po’ un'”occasione persa”.

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Insomma, Misfits s’è trascinato per due stagioni di troppo ma, nonostante questo, rimarranno sicuramente nel cuore un paio di cose (anzi, più di un paio):
– le perle di Nathan;

– le perle di Rudy;

– l’accento di Kelly;

– l’evoluzione di Simon;

– la fine wibbly wobbly timey wimey di Simon e Alisha;

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– gli episodi trash;

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– le puntate epiche;

– la cumpa originaria;

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E, se c’è una cosa che Misfits ci ha insegnato, è questa: prima di pensare a diventare dei supereroi (magari perché una signora stramba ha cucito il vostro futuro sotto forma di maglione), fate un passo indietro e riflettete… Essere dei banalissimi disadattati è già abbastanza complicato.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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