Once Upon a Time 5×12 – Souls of Departed

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Tempo di lettura previsto: 5 minuti

Dopo un’estenuante attesa (ma anche no) Once Upon a Time ritorna con la seconda parte della quinta stagione, con un episodio che, essendo anche il centesimo della serie, doveva partire col botto. E invece no.

Voglio dire, ci sono stati dei bei ritorni, è vero,  ma da come gli spoiler ne avevano parlato nei mesi passati, sembrava che questa dovesse essere la puntata più eccitante della storia di OUAT, soprattutto a causa della presenza del caro Neal. Al contrario di quanto previsto, il padre del nasuto Henry si è visto giusto per dei tristissimi 90 secondi, il tempo di apparire durante una dormitina di Emma che, a quanto pare, ha iniziato a perdere i sensi totalmente random proprio come Dante all’Inferno. Insomma, pur essendo una Captain!Swan shipper (ma più che altro shippo il Capitano con me stessa), pensavo che Neal avrebbe dato più filo da torcere al povero Hook per la conquista del cuore di Emma. E invece no.

 

I nostri Eroi arrivano nell’Oltretomba, più precisamente nel Limbo, dove le anime sono bloccate perché hanno ancora delle misteriose questioni in sospeso. Il mega plot twist – ideato sicuramente dagli scenografi pigri – è che il Limbo è Storybrooke in versione Dismaland, con l’aggiunta dei filtri rossi sulla telecamera.

La ricerca di Hook quindi inizia, ma invano. Continuando a girare a vuoto, incontriamo delle vecchie conoscenze, fra cui Cora, che come al solito ha in mente un piano che coinvolge Regina, la quale, sempre come al solito, non ha voce in capitolo e Peter Pan, che è tanto caruccio con quelle sue orecchie a sventola, ma ha il difetto di ricordarmi dell’esistenza della terza stagione. Sempre Pan però ci aiuta in due modi:

  • ci fa scoprire che l’anima di un morto può essere scambiata con quella di un vivo e quindi lasciare l’Oltretomba;
  • tentando la riconciliazione con il figlio (Rumple, praticamente non pervenuto in questa puntata), gli regala una boccetta contenente un liquido per parlare con Hook o, meglio, con il suo ologramma, che è tipo contenuto nella sua tomba. (Boh, sinceramente questo passaggio mi ha parecchio confuso, soprattutto perché mi chiedo come mai un posto pieno di morti dovrebbe avere un cimitero al suo interno.)

“In quella stagione vagavate accazzo e nessuno degli spettatori si ricorda cosa è successo.”

Emma, che ha la 3 che non prende bene, non riesce a comunicare con Uncino che, oltre a non sentirla, per qualche ignoto motivo è conciato parecchio ma parecchio male. Al contrario, invece, Regina riesce a parlare con suo padre Henry, che non solo la perdona per averlo ucciso, ma ci dona anche il momento più commovente dell’episodio.

“Il cliente da lei chiamato, non è al momento raggiungibile”

La riconciliazione tra padre e figlia permette ad Henry di “passare oltre”, avendo risolto il suo conto in sospeso con Regina. Ecco quindi che si scopre su cosa verterà questa ultima parte della quinta stagione: da un lato ci sono i nostri Eroi che avranno la possibilità di mettere la parola fine ai tormenti dei morti bloccati nel limbo, dall’altro c’è Ade, che vuole tenerseli tutti lì.

Prima di concludere, i soliti pensieri sparsi:

  • #superLOL Snow che, pur sapendo che suo marito ha un gemello cattivo, quando lo vede entrare da Granny’s la prima cosa che pensa è che David, mentre stanno cercando Hook e sono tutti di fretta, si sia cambiato i vestiti (ma dove? Accettano dollari nell’Oltretomba? Li ha rubati in un negozio?). Sempre una cima, meno male che facevi la maestra.

  • Ade per ora mi piace, anche se metà della sua scena l’ho passata a guardare quella che gli faceva la pedicure e poi i capelli, che sono troppo ridicoli. Ringrazio il cielo che non ce li abbia fissi, anche se pagherei oro per vedere qualcuno che glieli spegne.
  • Una puntata senza l’accento e la presenza strappamutande di Killian Jones non è accettabile, soprattutto ai livelli di trama che si è raggiunti in questa stagione di OUAT. Non scherzate col fuoco, cari autori, ché ci ho messo due ore a vedere una puntata di 40 minuti.
  • HOOK CHE TI HANNO FATTO?! HOOK, LA PAGHERANNO, LO GIURO

Una mid-season premiere abbastanza anonima nonostante i grandi ritorni, dunque, salvata solo dalla quantità di #feels scatenati dal riavvicinamento di Regina e il padre. La parte di Neal è stata un pugno nello stomaco, ma gli autori se la sarebbero potuta giocare molto meglio. Il flashback è stato confuso, soprattutto non è chiaro come abbia fatto Henry a sostituire il cuore di Snow con quello della guardia nell’ora in cui è stato in mano a Cora. Leggo su internet che probabilmente tutta questa storia sia stata un modo per spiegare come il vecchio sia finito a Wonderland, visto che era presente nello spin off (abbiate pietà, ma già faccio fatica con OUAT, vedere anche la serie ambientata a Wonderland sarebbe un suicidio). Insomma, il solito pasticciaccio, troppo poco Hook e una Emma quasi invisibile, bilanciato solo dalla presenza di Regina, che apprezziamo soprattutto per aver rappresentato al meglio il nostro stato d’animo durante le nostre feste di compleanno post 25 anni.

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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