Once Upon a Time 5×08: Birth (+ bonus 5×09)

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Quando ho scoperto che avrei dovuto recensire un doppio episodio di Once Upon a Time, l’ho presa bene.

Più o meno come prendo bene l’anticipo di una settimana dell’esame per cui sono indietrissimo a studiare, tanto per capirci.

Col senno di poi, devo ammettere che poteva andarmi peggio: nella seconda puntata si parla di Merida, di come è morto suo padre, di Artù che a quanto pare è ancora più sfigato di quanto credevamo, di Ruby e Mulan che sono ancora vive. Sinceramente, di tutto questo non ce ne può fregare di meno alla luce di quello che è successo nella 5×08.
Sì, perché solo gli autori di OUAT potrebbero fare la pensata di piazzare due episodi in una stessa sera e non legarli a livello di trama nemmeno lontanamente e così io, per protesta and because I’m a rebel (in realtà sono tanto stanca), ho deciso di commentare solo la prima delle due puntate, quello in cui c’è Hook, per intenderci.

Dunque, nella 5×08 è successo di tutto, praticamente ciò che si rimandava da sette lunghissime puntate di musi lunghi di Emma e di inutilità dei Charming e in generale di ogni personaggio presente nella serie.

Veniamo a scoprire che la CaptainSwan never dies, e ammetto che questo riavvicinamento tra i due mi ha scaldato un po’ il cuore, perché le dichiarazioni di Hook mi fanno partire il risolino civettuolo imbarazzante in automatico e soprattutto perché Colin O’ Donoghue così ha più screen time.

Ed è proprio durante un sentito dialogo tra i due innamorati che scopriamo che la Dark One sta facendo tutto sto casino proprio per salvare il suo amato. Dopo diversi minuti di perplessità di Hook intervallati da cose poco interessanti, come Snow che viene quasi strozzata da una pianta e Merlino controllato da quello sveglione di Artù, scopriamo che Hook a Camelot è stato ferito di striscio da Excalibur e che per questo stava per morire, visto che le ferite procurate da questa spada non sono curabili con la magia.

A questo punto Emma, davanti al suo fidanzato morente, fa l’unica cosa sensata che poteva fare: decide di legare la vita di lui proprio ad Excalibur, creando così un altro Dark One. Ma ovviamente quando qualcuno fa delle azioni razionali in OUAT viene considerato lo zimbello di turno e quindi tutti dicono ad Emma che deve lasciare perdere, altrimenti diventerà ancora più Oscura, perché tanto chissenefrega se Hook muore, tanto lui sta sulle palle, ormai lo abbiamo capito.

Probabilmente andrò in autocombustione per quello che sto per dire, però devo farlo: Emma ha ragione. Insomma, ricordiamoci che stiamo parlando di una persona che si è vista rinnegare l’amore fino a quando era in fasce e che è stata perseguitata dalla sfiga tutta la vita: prima nascendo dall’unione di due idioti mentecatti, poi vedendo morire ogni suo fidanzato o interesse amoroso. Ovvio che non avrebbe mai lasciato Hook al suo destino, anche al costo di rinunciare alla sua salvezza. Per la prima volta uno sviluppo di un personaggio coerente, sentite gli angeli che cantano?

Il progetto di Emma a Storybrooke quindi consiste nell’accelerare la gravidanza di Zelena per farla partorire il figlio del demonio il prima possibile e usare la spada finalmente riunita per trasferire l’Oscurità sulla Wicked Witch, eliminando entrambe una volta per tutte. C’è da dire che non fa una piega e ancora più complimenti a Emma che, nonostante il patrimonio genetico che si ritrova, riesce pure ad escogitare dei bei piani.

Ma, visto che siamo nel mondo dei “due pesi e due misure”, quando sono i buoni ad eliminare Zelena va tutto bene, quando è Emma nei panni della Dark One no. Ecco quindi che pure Hook ci si mette con i problemi morali (quoque tu, Hook, fighii mi!) e, quando scopre che il suo nome è sull’altra parte di Excalibur, si incazza con Emma, perché io sono Hook, un pirata che ha tagliuzzato gente per 200 anni, ma essere salvato dalla Magia Oscura mai e poi mai!!11! Cosa vi viene in mente? Meglio lasciare soffrire la Swan mentre me ne sto tre metri sotto terra grazie alla Magia Bianca!11!1

Io spero che questa alleanza tra lui e Zelena contro Emma sia solo una farsa perché, veramente, qui gli autori stanno giocando col fuoco. E il fuoco è la nostra pazienza, perché finora erano riusciti a non stravolgere il personaggio di Uncino, rendendo la visione di OUAT ancora degna di un senso.

 

Concludiamo con le Note Sparse sui vari non-sense e cose da ricordare delle due puntate:

  • Ancora una volta Zelena si rivela il personaggio con i migliori momenti comici, potrei farmi il bagno nel suo sarcasmo, bless her.

  • Il commento del Dottor Whale sui suoi capelli e quelli di Emma è la battuta più triste che abbia sentito in OUAT, soprattutto pensando al contesto nel quale è stata fatta. Ciccio, intendiamoci, non mi ricordavo nemmeno della tua esistenza, figuriamoci se mi frega qualcosa della tua tinta.
  • Artù è ufficialmente il personaggio peggiore dell’intera serie: cattivo, codardo e pure sfigato. In tutto questo, aggiungiamo che non mi è ancora chiaro perché sia così fissato con Excalibur: hai il tuo regno? Sì. Sei re? Sì. Allora perché rompi l’anima a tutti?
  • Non lo dirò mai abbastanza, ma a me manca la vecchia Regina, quella che avrebbe fatto sputare tutti i denti a Robin nel momento in cui lui le ha detto “I have a daughter” con gli occhi a cuoricino. Un po’ di contegno, hai avuto una figlia dalla sorella della tua fidanzata, eh.
  • La spiegazione su come Ruby sia riuscita ad abbandonare Storybrooke è di quanto più assurdo abbiano mai inventato, ma va bene lo stesso, è sempre bello vedere quel tocco di figa di Meghan Ory.
  • Esiste già il nome della ship Mulan/Ruby, vero?
  • Quando dall’Oscurità si è formato Hook speravo che fosse nudo e non mi vergogno nemmeno un po’ a dirlo (ma dovrei, eccome se dovrei).

E con queste perle vi do appuntamento con la recensione fra due settimane, perché domenica prossima la puntata non andrà in onda , visto che è il Ringraziamento e gli americani non vogliono farsi andare il tacchino di traverso con OUAT. Vi lascio con un’immagine di Hook, perché ci vuole e ci sta sempre.

SCUSATEMI, DAVVERO.

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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