Once Upon a Time 5×02: The Price (of being good)

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Attenzione attenzione! A Storybrooke c’è una nuova maledizione!
Che bella novità, vero?

Per ricordarcelo, la puntata inizia con uno dei nani (Mammolo? Pisolo? Chissenefrega?) che prova a superare il confine della città e, indovinate un po’, non ci riesce e si trasforma in un albero.
Ma a quanto pare non è l’unico con problemi vegetali perché in un altro regno, sei settimane prima, i nostri eroi smemorini scoprono che lo è anche Merlino e che è proprio compito loro liberarlo dalla sua prigione di corteccia. Perché è lì dentro? Next question, please.

Tutto l’episodio gira attorno a un tema: il desiderio dei cattivi e degli ex cattivi di essere accettati. L’espressione di Regina quando per forza maggiore si trova costretta a dichiarare ad Artù di essere la Salvatrice e quando poi si vede riconosciuto il suo valore (anche se posticcio) in quanto eroina parla da sé. Lo stesso vale, anche se più mascherato, per Dark!Emma: per tutta la puntata esprime il suo desiderio di essere accolta e amata dalle persone non in quanto buona o cattiva, ma in quanto Emma.

Lei non si sente la causa di tutti i mali che ci sono a Storybrooke e questo emerge chiaramente dalla sfuriata fatta a Regina: non è colpa sua se la Furia vuole prendersi la vita di Robin, semplicemente è quello che sempre succede se non si paga il prezzo della magia ed Emma, anche volendo, non può farci niente. La ex Salvatrice è stanca di provare a salvare tutti e si sta togliendo qualche sassolino nella scarpa. Per quale motivo non è ancora dato sapere.


Sì, perché per ora come ora la maledizione di Emma sembra consistere nella trasposizione magica di una strategia solitamente cara al genere femminile e che può essere riassunta in questo modo:

  1. “Mi hai ferita”,
  2. “Sono molto arrabbiata ma non ti dirò il motivo”,
  3. “In ogni caso te la farò pagare”.

Mentre invece il fidanzato (chiamiamolo, che ne so, Hook), che ovviamente non ha la minima idea di cosa abbia fatto di sbagliato, si aggira smarrito cercando di ripercorrere cosa ha detto/ fatto di male o di sbagliato negli ultimi diecimila anni luce senza arrivare a una soluzione soddisfacente.
La sola differenza è che qui Emma non è una fidanzata incazzata, ma l’Oscuro e in quanto tale ha il potere di distruggere chiunque e qualunque cosa, anche se per ora si diverte solo ad andare in giro in outfit aggressivi minacciando gente a destra e a manca, perché, ehi, siamo solo alla seconda puntata, ce ne vuole ancora per arrivare alla fine. In ogni caso, ascoltando il discorso che lei fa ad Hook, sembra proprio che Emma non possa dire cosa è successo a Camelot più per imposizione che per volontà: la ragione più scontata è che, avendo il pugnale, Regina le abbia proibito, per qualche motivo, di riferirlo.

Attraverso l’aiuto di Dark!Rumple, veniamo poi a scoprire non solo che Excalibur è effettivamente arrivata a Storybrooke e che, guarda caso, si trova proprio nel seminterrato della casa di Emma, ma anche che, per eliminare qualsiasi traccia di Luce all’interno di lei, è necessario unire la spada al pugnale, ovviamente ad un prezzo (la mia idea è che questo prezzo saranno le sopracciglia della Swan).

In ogni caso questo quindi vuol dire che, per quanto ne dica la queen of “optimism” Snow White, attraverso famiglia, amici e, soprattutto, amore c’è effettivamente ancora speranza per la nostra Dark One di tornare quella di prima. Praticamente quello che succede in ogni arco narrativo di questa serie.

Commenti sparsi all’episodio (troppi spunti in OUAT, troppi)

  • La faccia di Hook che prova la tecnica del bacio del vero amore e fallisce miseramente rimarrà impressa nella mia mente per la vita, insieme a quella di morte interiore quando sceglie la via del cockblocking rifiutando la compagnia di Dark!Emma perché, nonostante tutto, se la Morrison versione pelle nera fa provare un po’ a tutti delle cose, figuratevi a lui.
      
  • La versione Pretty Princess di Regina mi è piaciuta, anche se Snow non fa decisamente giustizia a sua immensità Julie Andrews.
  • Anche in questa puntata abbiamo sfiorato il Mai una Gioia per Regina con la quasi morte di Robin ben due volte nel giro di venti minuti. Ormai non mi stupisco più.
  • I consigli di nonno Charming a Henry su come conquistare le ragazze: presentati, falle bere e poi diretti in terza base. Grande nonno.
  • Non potete sbarazzarvi così facilmente di Zelena, zittendola. Ero convintissima avrebbe lasciato perdere la magia e si sarebbe buttata su sua sorella per strangolarla e tanti cari saluti.
  • Solo Regina Mills poteva essere sbugiardata da un effettivo gesto di pietà: se avesse ucciso tutti quelli del villaggio, Percival non sarebbe stato lì per raccontarlo. Morale della favola: Kill them all, Regina, kill them all.

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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