Narcos, l’impero di Pablo Escobar

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Vi dico solo una cosa: Netflix. Ebbene si, signori e signore, anche questa volta la società Californiana ha fatto centro mettendo sugli schermi un prodotto di qualità che vi catturerà dal primo all’ultimo istante. Narcos è sicuramente una delle serie Top dell’estate e gran parte del merito va al suo creatore Josè Padilha, vincitore dell’orso d’oro a Berlino 2008 e candidato agli oscar nel 2012. Assieme all’eccellente show runner Chris Brancato, confezionano un prodotto nuovo basato su fatti realmente accaduti e supportando il tutto attraverso immagini e filmati di repertorio.

Considerare la serie come un documentario è sicuramente esagerato, ma l’utilizzo di questi strumenti favorisce in maniera esponenziale la presa di coscienza dello spettatore che riesce ad immedesimarsi totalmente nella vicenda e comprendere quale fosse il clima che si respirava in Colombia tra gli anni 80 e 90.

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Di chi stiamo parlando? Il termine “Colombia” non vi ha fatto scattare nessuna lampadina? e la foto qui sopra? Si esatto, stiamo parlando proprio di lui, il Re incontrastato di un ‘intera nazione, il narcotrafficante per antonomasia: Pablo Escobar.

La vicenda narrata dalla serie è quasi totalmente focalizzata sul suo personaggio, spiegando come il suo impero sia riuscito a crescere a dismisura e a controllare un’intera nazione attraverso la politica del terrore “Plata o Plomo”, denaro o piombo. Pablo è un narcotrafficante già affermato che fiuta il possibile affare dello spaccio della cocaina, vera e propria miniera d’oro delle foreste colombiane. Iniziando con piccoli laboratori abusivi, Pablo espande velocemente il suo impero fino a diventare il settimo uomo più ricco della terra tentando pure la scalata politica per diventare il nuovo presidente della sua Colombia. La nazione è completamente sotto scacco e facilmente corruttibile tant’è che quasi tutti i poliziotti lavorano per Pablo e l’onesta sembra un qualcosa di impossibile. Il dio denaro regna sovrano e Pablo ha la strada spianata per poter comprare qualsiasi cosa, dalle case più lussuose alle persone sfruttando l’alto tasso di povertà presente in quegli anni e il terrore perché qualora ci si fosse rifiutati di collaborare con lui, la pena sarebbe stata una pallottola in testa. Con queste premesse, Pablo diventa il boss dei boss arrivando ad istituire il famoso Cartello di Medellin, punto nevralgico dello spaccio mondiale di cocaina, e al tempo stesso impedire la messa in vigore della legge sull’estradizione attraverso esecuzioni politiche e attentati terroristici.

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E i buoni? Si, ovviamente ci sono anche loro con le sembianze di due agenti dellla DEA americana che cercano di indagare sul cartello e di incastrare Pablo nonostante le sue risorse siano sempre nettamente superiori. Anche gli agenti Peña e Murphy si dovranno scontrare con una realtà profondamente corrotta e sanguinaria che lascerà poco spazio alla moralità e gli immedesimerà totalmente nel “colombain mood” per poter riuscire ad arrivare a Pablo.

kkkkkk

In definitiva Narcos è un’ottima serie che ricalca fedelmente i fatti storici che hanno cambiato per sempre un’intera nazione. Molto azzeccata l’idea di utilizzare i veri nomi dei protagonisti della vicenda e lo spagnolo come lingua principale che riesce a dare un’ulteriore tocco di veridicità alla storia. Inoltre un plauso gigante va fatto a Wagner Moura per la sua grandissima interpretazione di Pablo Escobar, un personaggio dai mille volti e totalmente imprevedibile.

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L’estate ormai è finita, ricomincia il solito tran tran della scuola/università, le giornate si accorciano e la depressione è sempre dietro l’angolo. Ecco, se siete in questo stato, guardatevi questa prima stagione di Narcos, magari sorseggiando un margarita e indossando un’improbabile camicia a righe per entrare totalmente nel “colombian mood” anni 80. Non ve ne pentirete!!

 

 

Di giorno seleziono personale, di sera le serie Tv da guardare. La mia vita è cambiata dopo Prison Break e odio con tutto il cuore chi guarda gli episodi doppiati in italiano. Da grande mi immagino con una casetta a Twin Peaks mentre contrabbando blue meth e do la caccia al Yellow King.

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