MUST WATCH #16: WENTWORTH

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IL MUST WATCH #16 è Wentworth

Wentworth è una serie australiana, perché sì, anche l’Australia produce serie-tv. Trasmessa dal 1 maggio 2013 sul canale SoHo, va in onda anche in Inghilterra, dove è stata rinominata Wentworth Prison (perché gli inglesi lo sappiamo, amano metterci del loro su qualsiasi cosa) sul Channel 5. Del resto, quando due stati condividono la stessa regina, possono condividere anche le serie-tv. A dicembre 2014 Netflix ha reso disponibili le prime due stagioni per gli Stati Uniti, segno che anche l’America si è accorta dell’esistenza (da non sottovalutare) di Wentworth.

3 stagioni per un totale di 34 episodi (10-12-12) da 45/46 minuti l’uno, è già stata rinnovata per una quarta stagione che andrà in onda dalla primavera 2016.

Wentworth o Wentworth Prison che dir si voglia, è ambientato in un carcere femminile australiano. Il personaggio principale della serie è Bea Smith, che viene arrestata con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del marito, il classico infame che non fa altro che insultare e picchiare la moglie. Dopo i primi episodi trascorsi tra pianti e crisi isteriche dovute alla lontananza dalla figlia, Bea inizia a prendere parte alle dinamiche del carcere e ad alternare ruoli da vittima a ruoli da vera dura, fino a soffiare il posto della boss numero uno e a diventare il capo supremo delle detenute (mica roba da poco).

Se all’inizio vi sembrerà di avere a che fare con la sorella sconosciuta di Orange is The New Black, vi sarà chiaro da subito che in realtà Wentworth con il dramedy americano ha ben poco a che vedere. Wentworth è un drama puro e crudo, non vi risparmia niente in materia di violenza: se c’è da picchiare una detenuta, una guardia o se scoppia una rivolta, gli australiani non si fanno scrupoli a farvi vedere tutti i minimi dettagli.

Sì, troviamo personaggi che ne ricordano alcuni di OITNB, vedi Lucy Gambaro, la galeotta lesbica e dalla stazza importante che potrebbe farci pensare a Big Boo, o Maxine, il transessuale il cui paragone con Sophia (interpretata da Laverne Cox) nasce spontaneo. E poi sì, ci sono anche alcune scene ed episodi che ci ricordano Orange is The New Black, come quello della detenuta che rimane incinta all’interno del carcere (ma questa volta il padre è un altro galeotto, e non una guardia), o la morte di un personaggio a causa della droga, o i mille mila traffici di sostanze stupefacenti. Poi c’è la questione della serie corale, come OITNB, anche Wentworth inizia concentrandosi su un personaggio, Bea Smith per l’appunto, ma pian piano lascia spazio a Franky (la nemica-amica), a Boomer (la “guardia del corpo” di Franky), a Doreen, a Liz e anche alle varie guardie della prigione.

Quindi, se avete appena finito Orange is The New Black e siete diventati prison-addicted (in materia di serie-tv, sia chiaro) e sentite l’esigenza di rituffarvi nelle dinamiche carcerarie, ecco qui 5 motivi per convincervi ad iniziare il poco noto Wentworth (sempre che la descrizione sopra non vi sia bastata).

1. Perché Franky Doyle non vi farà sentire la mancanza di Alex Vause

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2. Perché anche qui troverete delle ship a cui affezionarvi

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3. Uno dei villain più odiosi di sempre (gli augurerete la morte fin dalla prima scena)

Ferguson_Wentworth Joan_Ferguson

4. Personaggi badass

Bea_smith Bea_Wentworth

5. Finali di stagione che proprio te dico spostati, chapeau agli australiani

Wentworth_finale Wentworth_finale

Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell’esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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