Must Crush: Martin Freeman

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Martin Freeman, classe 1971, fa parte della schiera di attori inglesi che in questo periodo stanno facendo girare la testa a tutti, quindi è inutile dire che noi di Blueboxseries non siamo immuni (e quando mai lo siamo?). Dopo diverso tempo e indagini sofisticatissime, ho scoperto che Martin è uno dei pochissimi attori che mettono d’accordo proprio tutte le generazioni e i caratteri, dalle fangirl più scalmanate agli stoici cinquantenni (leggete: mio padre): questo perché non esiste anima assennata che potrebbe negare l’indiscusso talento recitativo di quest’uomo che per lungo tempo, non si sa bene per quale motivo, è stato un po’ relegato a ruoli secondari o che non lo hanno valorizzato davvero.

Nonostante questo, c’è sempre una costante nel lavoro di Martin Freeman: la sua performance, per quanto il film possa essere terribile, riesce sempre a essere convincente. E capite che se uno mantiene una dignità pur recitando in film come Ali G (che sì, ci piacciono le trashate, ma Ali G è troppo anche per noi), allora deve essere davvero bravo.

Dopo il primo ruolo veramente importante in The Office, dove interpreta il mite Tim Canterbury, raggiunge la notorietà e inizia a lavorare in produzioni cinematografiche di rilievo e con attori molto affermati come Love Actually, uno dei film inglesi più trasmessi negli Stati Uniti (sul serio, sono fissati).
Ma la vera fama a livello mondiale arriva quando due certi autori che rispondono ai nomi di Moffat e Gatiss lo scelgono per interpretare il dottor John Watson in Sherlock, l’adattamento della BBC ai tempi moderni del canone di Doyle. Sapete meglio di me che il successo della serie tv è stato enorme e buona parte del merito, oltre ovviamente agli sceneggiatori, va proprio all’incredibile talento e chimica dei protagonisti. Il Watson di Martin non è solo una spalla e soprattutto non è per nulla l’assistente dalla testa vuota che siamo abituati a vedere: è un uomo molto intelligente (anche se, ovviamente, non quanto Holmes) che si incazza da morire quando il suo coinquilino ne combina una delle sue.  Inutile dire che per me dovrebbero dare ogni premio esistente a Martin Freeman per la sua interpretazione di Watson, ma per ora ci accontentiamo di un Bafta e un Emmy.

Da Sherlock in poi la sua carriera è in totale ascesa e vi rimando alla lista di must watch che trovate alla fine di questo articolo in cui elargirò i miei consigli non richiesti sui suoi film e i telefilm imperdibili. Intanto, beccatevi i cinque motivi per cui dovreste amare, ma proprio incondizionatamente, Mr. Freeman.

1. Ha più stile lui di tutta la Gran Bretagna messa insieme.

Pure col costume di Halloween ha stile, ma si può?!

2. Le battute che ormai sono entrate negli annali, l’uso di “Fuck” al posto delle virgole e il dito medio come firma.


3. La barba che ti stende l’ormone ma che lui, purtroppo per noi, odia.

4. Il suo amore infinito per gli animali.

Visto che stiamo parlando di animali, un piccolo bonus, per non dimenticare:

5. Il sorriso che lo fa entrare nella categoria “Sexy Sassy Cutiepie” di diritto.

Questa volta aggirerò la regola dei tre must watch e vi dirò che, oltre a Sherlock e alla trilogia di The Hobbit (che immagino abbiate visto tutti, a meno che non viviate sotto una roccia), dovete veramente recuperare:

  • Fargo, perché questa serie tv antologica, che è tratta dal film omonimo dei Coen, è un capolavoro e Martin è fenomenale, anche solo per il fatto che è riuscito alla perfezione a imitare l’accento del Minnesota.
  • Guida galattica per autostoppisti, che molti hanno definito un brutto film ma che io non ho trovato un così orribile adattamento del libro. A parte giudizi soggettivi, l’Arthur Dent di Martin è praticamente perfetto.
  • The Office, perché dai, è The Office!

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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