Must crush: Mark Ruffalo

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Tempo di lettura previsto: 3 minuti

Mark Ruffalo nasce il 22 Novembre 1967 a Kenosha, Wisconsin. La sua carriera fin’ora è stata a dir poco produttiva: il numero di film a cui ha partecipato è impressionante, la lista sembra non finire mai. Se si va ad indagare un po’ più a fondo si scopre che ha recitato più in ruoli secondari che come personaggio principale. Comprensibile, poiché a prima vista il suo viso potrebbe dare l’impressione di trovarci davanti all’amico triste e un po’ sfigatello del protagonista. In effetti, ammetto che anche per me non c’è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Non sono mai stata convinta in pieno che mi piacesse come attore, perché non mi aveva mai particolarmente coinvolto dal punto di vista emotivo con una delle sue performance.

Ma questo risale a prima. Prima che decidessi di guardare quel film che era riuscito ad accaparrarsi Emmy e Critic’s Choice Television Award, nonché nominations più o meno a tutto il nominabile. E che caspita, ero proprio curiosa di vedere che cosa avesse soffiato quei premi che nella mia ingenuità avrei voluto vedere assegnati a Sherlock: His Last Vow. Per una volta avevano ragione, invece, perché il film di cui sto parlando è The Normal Heart e si merita qualsiasi tipo di riconoscimento possibile. È stato in quel momento che mi sono chiesta dove si fosse nascosta fino a quel momento la bravura immensa di Mark Ruffalo, o meglio come avevo fatto io a non percepirla; probabilmente l’avevo visto nei film sbagliati, o l’avevo sempre sentito doppiato, oppure non ne ho idea, ma non importa perché da quel momento è stato amore incondizionato.

Magari voi siete stati più ricettivi di me, e ve ne eravate già innamorati prima. Dopotutto ha recitato in film celeberrimi tra cui The Avengers, Shutter Island, Now You See Me, e ha ricevuto tre nomination agli Oscar (per I ragazzi stanno bene, Foxcatcher e l’ultima pochi giorni fa per Spotlight). Oppure, magari non l’avete ancora aggiunto alla lista di attori da venerare obbligatoriamente, e in quel caso ecco a voi cinque motivi per farvi cambiare idea.

 

1. Quell’aria pacata e seria che ispira tranquillità e sicurezza;

2. … che sparisce alla prima occasione che ha di fare il burlone della situazione;


3. Se prendessimo esempio da lui saremmo tutti belle persone e il mondo sarebbe un posto migliore: è un attivista e ci tiene a coinvolgere i fan nei progetti che supporta;

4. THIS:

5. Dalla nonna di origini italiane ha imparato a cucinare la parmigiana, le polpette, “il ragù che deve cuocere tre giorni a fuoco lento”… Non so voi, ma io vorrei proprio assaggiarlo questo ragù fatto da lui con tanto amore.

Qui la situazione è degenerata, direi che è ora di passare oltre.

Scegliere solo tre titoli da consigliarvi è dura, ma mi tocca, so…

1. The Normal Heart perché scaverà dentro di voi una voragine di tristezza, disperazione e impotenza, ma la riempirà di amore (ma cosa mi fa scrivere questo film?!?), arrivando molto più a fondo di quanto qualsiasi opera cinematografica sia mai arrivata. È sbagliato parlare per assoluti quando si recensisce, ma sfido chiunque a trovarmi un film più toccante di questo. E il merito va un po’ a tutte le persone coinvolte nella sua realizzazione, ma soprattutto alla coppia formata da Mark Ruffalo e Matt Bomer. Basta, non dico altro se no non mi fermate più, ma un paio di gif ve le cuccate ugualmente.



2. Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Non che la sua sia la parte del secolo, ma se non avete ancora visto questo film è ora di rimediare. Non potete definirvi cinefili se non sentite almeno il bisogno di recuperare questo gioiellino che da sempre detiene il primato di titolo peggio tradotto in Italiano – titolo che ho volutamente evitato di scrivere perché fuorviante e pessimo, davvero.

3. Infinitely Polar Bear. Di nuovo mi rifiuto di riportare il titolo italiano perché nope. Qui troviamo Mark in versione marito di Zoe Saldana, padre di due bellissime bimbe, bipolare ma con tanto amore da dare alla sua famiglia. Dolcissimo, magico.

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

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