Must Crush: Harry Lloyd

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Harry Charles Lloyd nasce a Londra nel 1983,  figlio di tali Jonathan Lloyd e Marion Dickens. Ebbene sì, Dickens, proprio come Charles Dickens, scrittore vittoriano nonché bis-bis-bisnonno del nostro caro ragazzo in questione.

Non si sa se sia merito del celeberrimo antenato, che in pratica è uno dei pilastri della cultura britannica, o se si tratti semplicemente di un dono di natura, Harry trasuda britishness da ogni poro, a partire dall’accento che più perfetto non si può, fino all’eleganza che non lo abbandona mai, neanche quando è in calzoncini di cotone seduto comodamente sul divano. (Se non ci credete ecco le prove).

A meno che non siate BBC-geeks (in tal caso possiamo fangirlare insieme quando volete, siete i benvenuti), probabilmente l’avete visto per la prima volta in Game Of Thrones. Non ve lo ricordate? È quello che ha fatto la ice bucket challenge con l’oro fuso. Se non lo avete riconosciuto subito è perché aveva degli orrendi capelli ossigenati che con quelle sopracciglia scure proprio non andavano, no, no. In questo caso è altrettanto probabile che non abbia fatto colpo subito sui vostri cuori, che comunque in quel momento erano occupati a contare le gobbette della tartaruga di Jason Momoa (niente da rimproverarvi, ci mancherebbe).

Ma se poi vi siete imbattuti per caso in lui in qualche altra veste, soprattutto quando è sè stesso nelle interviste o simili, non potete non essere rimasti stregati. Ecco perché:

1. Ribadisco: quell’aria perenne da classy lord

2. La voce che scioglie qualsiasi cosa

 

3. Lui prova a sembrare brutto, ma non ce la fa mica

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4. Prova anche a sembrare cattivo, e ce la fa benissimo. Ma anche così continua ad essere gnocco

5. Ma alla fine scopriamo che è più che altro un cutie pie. A hot one.

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Le tre opere da non perdere:

1. Human Nature e The Family of Blood, doppietta di episodi dalla terza stagione di Doctor Who: una delle storie migliori di tutta la serie, da guardare PER FORZA, anche se non siete fan del Dottore.

2. Great Expectationstanto per rimanere nella BBC e per fare le cose in famiglia (*capitan ovvio mode on* è tratta dal romanzo di Dickens)

3. La teoria del tutto, perché Eddie Redmayne per questo ha vinto un Oscar, ma senza Harry a portarlo in giro in braccio sarebbe stata tutta un’altra cosa.

 

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

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