Le non gioie di un settembre senza Doctor Who

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Tempo di lettura previsto: 5 minuti

Si sta come a settembre
Senza gioie
I Whovians

Post scriptum: Non che le gioie quando Doctor Who è in onda siano poi così tante, visto il potere di questa serie tv di distruggere i feels in tempo record, però ecco, almeno c’è del materiale su cui fangirlare, fare teorie e soffrire tutti insieme appassionatamente.

Questa introduzione poetica (da Ungaretti de noantri) con tanto di aggiunta filosofeggiante, è solo per dar voce ad una riflessione – rigorosamente seria – riguardo a quanto sia difficile tornare alla vita vera del post vacanze senza avere neanche la consolazione che una delle proprie serie tv preferite sia in procinto di cominciare.
C’è da precisare che per molti anni le stagioni del New Who sono state trasmesse dalla primavera in poi (così come avverrà per la tanto attesa decima stagione nel lontanissimo aprile 2017), tuttavia dall’ultimo capitolo dell’era Eleven e per entrambe le stagioni di Twelve, la BBC sembrava averci voluto donare una gioia (momentanea) dal rientro estivo, programmando la sua serie tv di punta proprio nel mese più funesto dell’anno: settembre.

Gif sempre utile e adatta ad ogni situazione.

Tutti gli originalissimi status sui social alla “Wake me up when September ends“, fortunatamente, da noi esaltati fans del Doctah, non erano neanche contemplati: certo, abbandonare valli verdeggianti e spiagge da favola, tornare alla grigia vita di città, pensare di rivedere tutte quelle simpaticissime persone quali colleghi e compagni di studio non è che fosse da sempre in cima alla nostra lista di cose preferite della vita, tuttavia quel conto alla rovescia che ci accompagnava spasmodicamente alla premiere del DOOWEEOOO era un qualcosa capace di risollevare lo spirito e il corpo.
Per non parlare della bellissima scusa che ci consentiva di non uscire di casa al sabato sera:

– Ci sei stasera? Dai che andiamo a ballare!
+ No. Mi spiace (FALSO), mi vedo col Dottore.
– Dottore chi?
+ ESATTO.
– WTF?!?!

(Tratto da una problematica storia vera)

E invece no.
Questo 2016 è stato all’insegna della notizia da noi tutti più temuta: il Dottore si prende un anno sabbatico.
Al che mi piace immaginarlo alle Singing Towers con River, a passare gli ultimi istanti del loro tempo insieme (scusate per i feels, ora vado a immergermi nel barattolo di gelato al cioccolato sperando di affogarvici dentro) e sono certa che sia sicuramente così, VERO MOFFAT?!

Diapositiva di me mentre coccolo e proteggo la mia coppia preferita di tutto lo spazio-tempo.

Dallo speciale di Natale 2015 (dal quale non ho ancora smesso di riassemblare pezzetti di cuore sparsisi ovunque) ci toccherà quindi aspettare ben un anno, fino al Christmas Special 2016, che interromperà, anche se per poco, questo lungo digiuno destinato a terminare definitivamente con l’arrivo della Decima stagione prevista tra circa sette mesi.
Si si è vero, qualcuno di voi potrà dire che l’attesa sarà in qualche modo mitigata dallo spin-off Class, che verrà trasmesso dalla BBC Three a partire da ottobre. Però in tutta onestà fatemi dire che già quest’anno ho amato eccezionalmente una serie tv su degli adolescenti – sì, parlo di Stranger Things e del bene che si deve volere a Netflix – e mi sembra davvero troppo chiedermi di fare il bis con altri ragazzini alle prese con altri alieni.
Ma magari mi sbaglio e lo scopriremo presto.

Ma – giusto per dare un senso a questo articolo che serviva solo a me come sfogo random – facciamo un mini riassuntino di cosa sappiamo, ad oggi, della decima stagione del Doctah:

  • La Decima stagione sarà l’ultima scritta da Steven Moffat.
    Ora, qui so bene che il fandom si divide tra chi – forse la maggioranza – a questa notizia ha stappato bottiglie di champagne fatte invecchiare per decenni aspettando la giusta occasione e chi, me inclusa, nonostante tutti i wibbly wobbly timey wimey stuff senza senso e contorti, un po’ di bene a quel sadico ometto lo vuole a prescindere e ne sentirà sicuramente la mancanza.
    Dall’undicesima stagione le redini passeranno ad un altro Signor Sceneggiatore, Chris Chibnall, non certo estraneo al mondo del Dottore. Chibnall infatti ha scritto alcuni episodi sia di Torchwood che di Doctor Who, tra i quali uno dei miei preferiti: The Power of Three. Ovviamente Chibnall è anche l’amato creatore di Broadchurch (e sempre sia lodato per averci mostrato un fregnissimo grumpy Tennant col ciuffo al vento) e in passato è stato anche autore di Camelot. Insomma, non proprio uno screenwriter nato ieri, che sicuramente infonde fiducia e curiosità per quello che verrà.
  • Dopo la dipartita della Impossible Girl Clara, ecco che Capaldi in questa nuova stagione sarà affiancato da una nuova companion: Bill, interpretata dall’entusiasta Pearl Mackie.
    Quindi, così come accade ogni volta che una nuova pedina entra nell’universo del Dottore, molta curiosità e attesa è riservata anche per questo cambio al vertice, nella speranza che la coppia Capaldi/Mackie ci regali grandi cose, ovviamente accompagnate da una sceneggiatura che renda loro il giusto merito.
    Di lei Capaldi dice: “Bill è una ragazza con il coraggio di fare quelle domande che nessuno ha mai posto per 53 anni. Ha quell’irriverenza e quella sfacciataggine di chiedere cose che in Doctor Who non sono mai state chieste prima.” – e Moffat prosegue: “So che ci sono rumors che parlano di una companion proveniente dagli anni Ottanta, ma no, Bill appartiene alla nostra contemporaneità“.
  • Insieme a Bill, a salire a bordo del TARDIS come regular character vedremo anche il comico Matt Lucas, già presente nel ruolo di Nardole nello speciale di natale The Husbands of River Song.
  • Se la nona stagione era stata totalmente caratterizzata da doppi episodi, qui sembra che si tornerà più alla “normalità” con il predominio degli episodi singoli.

 

A parte queste certezze, non mancano tuttavia almeno due grandi incognite:

  • Sarà davvero questa l’ultima stagione di Peter Capaldi?
  • E Missy farà il suo ritorno durante la decima stagione?

PROVIAMO A STARE TUTTI MOLTO CALMI

Purtroppo per ottenere risposte concrete ci tocca attendere un lungo inverno, sperando che il disgelo giunga rapidamente e che, una volta usciti dal letargo, noi Whovians possiamo tornare a fangirlare presto su questa serie che si ama e si odia sempre incondizionatamente.

Elisa

Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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