L’Aspettativa da Rigenerazione

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Tempo di lettura: 3 min

Se c’è una cosa che ogni bravo fan del Dottore sa è che iniziare una nuova puntata lo porta un passo più vicino ad un’inevitabile (ahimè), lacrimosa (ahimè #2), strappacuore (*cuori) rigenerazione.

E, ovviamente, al posto di mettere il cuore (**cuori) in pace, il vero whovian preferisce crogiolarsi nel dolore e rigirarsi il dito nella piaga.

Ma la rigenerazione non porta con sé soltanto la sofferenza della perdita: NO! Essa genera anche un altro e più pericoloso fenomeno: L’ASPETTATIVA (DAM DAM DAAAAM).

E dunque, quando è stato il momento di dire addio al giovane/bravo/puccioso Matt Smith e al suo Eleventh, io, come molti altri whovians, provavo due sentimenti contrastanti:

  • Il rifiuto totale dell’inevitabile
  • ERMAHGERD! PETER CAPERDER!!! (Che, per le persone sane di mente, si traduce in: oh my God, Peter Capaldi!)

12thDoctor

Sì, Peter Capaldi, forse il futuro (all’epoca) Dottore più discusso di sempre.

Se da una parte c’era chi si lamentava perché non era gggiovine e aitante (e se siete tra costoro: SHAME!!!), dall’altra si è levato un plauso per questo ritorno alle origini del Dottore.
Inoltre, l’apparizione di Capaldi nell’episodio The fires of Pompeii ha scatenato un’ondata di teorie così potente, che il fandom ha dovuto lanciare un’allerta meteo.

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In tutto questo, io, ecclestoniana convinta che ormai credeva di averle viste tutte, me la stavo genuinamente facendo sotto.

Il motivo è semplice: conoscevo e ammiravo Capaldi già da tempo, anche e soprattutto per le sue performances nell’universo del Dottore. Se a questo aggiungiamo la famosa scena in cui appaiono i suoi occhi – nell’episodio speciale per il 50° anniversario della serie – il danno è fatto: la mia aspettativa era così mostruosamente alta che, ne ero certa, sarei rimasta delusa dal nuovo Dottore.

*Imita la voce di Thorin de “lo Hobbit”*: Non mi sono mai sbagliata tanto in vita mia.

 

Il dodicesimo Dottore è esplosivo e scatenato, capace di trascinarti di peso dentro allo schermo con due battute. Sia dal punto di vista della recitazione che dello studio del personaggio, Capaldi è stato in grado di polverizzare l’aspettativa da rigenerazione di molti whovians, dando vita a un Dottore iconico, che si presenta come un mix ben riuscito dei suoi predecessori, caratterizzato dall’entusiasmo del fanboy che l’attore scozzese era ed è tuttora, e soprattutto – e qui io applaudo – attribuendo al personaggio un connotato molto, molto rock.

 

La vita non è mai facile per l’ultimo arrivato e ad ogni rigenerazione il precedente diventa sempre più corposo e la nostra protagonista di oggi, l’aspettativa, si fa più difficile da soddisfare. Non dobbiamo però dimenticarci di una cosa: sullo schermo non c’è un uomo che recita, ma il Dottore, che ha solamente cambiato volto. Se lo spirito del nostro amato Time Lord continuerà ad impossessarsi degli attori come ha fatto finora, credo che in futuro continueremo a vederne delle belle, e spero che questo possa accadere ancora per molte, molte, epiche stagioni.

ToBeaornottoBea
Nella puntata di oggi di BLUEBOXSERIES Discovery parleremo della Bea. La Bea è un essere dalle particolarità uniche: la sua propensione all'imitazione dei versi di altri animali (alcuni lo chiamano "studiare lingue") combinata con le sue doti di caccia allo streaming le permettono di Fangirlare a più livelli, rendendola una vera e propria minaccia per qualsiasi organismo nerd si aggiri nelle sue vicinanze. Creatura normalmente socievole, se irritata può diventare pericolosa. Se la incontrate dopo una puntata scadente di uno dei suoi show preferiti, lanciatele una stecca di kinder e il dvd della prima stagione di "True Detective", questo dovrebbe calmarla.

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