Il promemoria di Odino: dove eravamo rimasti con Vikings?

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Tempo di lettura previsto: 6 minuti

Se avete aperto questo articolo, significa innanzitutto che volete rispolverarvi un po’ la memoria sulla terza, intensa stagione di Vikings; e, secondo punto, che siete terribilmente in hype per la quarta serie: non vi sto nemmeno a ricordare che da domani, finalmente, potremo cantare di nuovo If I had a voice I’d sing (aaaaah aaah aaaaaah yeee eeeeeh eeeh eeeeeeeh) e urlare SHIELD WALL! insieme ai due big brothers R&R (Ragnar e Rollo).

vikings rollo ragnar

Rock&Roll with Ragnar&Rollo #battutatriste

Ma l’hype non può certo farvi dimenticare che questo show non potrà più essere lo stesso: la terza stagione, infatti, ha visto l’addio di due personaggi decisamente non da poco, uno dei quali amatissimo e anche di più (non che la morte dell’altro personaggio sia stata meno dolorosa, eh).
Sì, sto parlando di Siggy e Athelstan. E, sì, è arrivando il momento di un paio di gif strappacuore.

 

Ora che ci ripenso, è stata anche una morte un po’ stupida. Athy, mi dispiace tanto: meritavi di meglio.

Direi che nessuno di noi era psicologicamente preparato per assistere a due morti simili: io stessa non ero super fan di Siggy – anzi – ma, proprio quando stava iniziando a recuperare punti nella mia classifica dei “Personaggi che meritano una gioia”, ecco che fa una fine che, per certi versi, ho trovato più straziante di quella di Athelstan, che invece ho adorato sin dall’inizio insieme a Floki. Sì, i miei personaggi preferiti in Vikings erano proprio Athelstan e Floki e, beh… direi che la terza stagione ha fatto avverare uno dei miei peggiori incubi: uno che uccide l’altro. E questo solamente perché Floki doveva fare il gelosone in un triangolo decisamente improbabile… Floki, scusami ma ho iniziato ad odiarti un po’ e spero che Ragnar, poor soul, te ne dia abbestia.

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E non diamo la colpa alla religione, ora: Floki, sei un po’ merdina e basta.

Ma, incredibilmente, le morti di Siggy e di Athelstan sono avvenute nel bel mezzo della stagione e la serie è proseguita brillantemente, con un Ragnar che avrei voluto abbracciare ogni volta che immaginava di parlare con il suo amico pretino e un Floki che, vabbeh… Meglio non parlare di Floki. Parliamo invece del fatto che Athelstan ha lasciato in eredità non solamente il ricordo di un paio di occhi da cutiepie ma anche un figlio, Alfred, destinato a fare grandi cose (non dico nulla, anche se di fatto è storia: grazie, Wikipedia, per essere il miglior insegnante che un addicted di serie tv a fondo storico possa avere). O che la primogenita di Bjorn e Thorunn La Sfregiata si chiama proprio Siggy: prendiamoci un angolino di feels anche solo per questo.

Ma la terza stagione non è stata solo privazione e decadimento di personaggi amati (FLOKI TI AMMAZZO, NdA), anzi. Prima di tutto, ha introdotto un’ambientazione e un fronte del tutto nuovo per i nostri vichinghi, dopo la verdeggiante Inghilterra: la Francia e, più particolarmente, Parigi.

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Personaggi nuovi, come l’inutilissimo Imperatore Carlo e la Principessa Gisla – che è impossibile non shippare a sangue con Rollo, ma su questo ci ritornerò dopo perché la Rolisla (?) merita un discorso a parte – sono stati presentati negli ultimi episodi della stagione, mentre i vichinghi di Ragnar attaccavano la capitale francese: il tutto senza tralasciare i personaggi incontrati durante la seconda serie, come quel provolone di King Ecbert (che s’è divertito sia con la bionda Lagertha – la quale in questa stagione non ha fatto molto, ma vabbeh – che con la mora Judith) e quel cornuto di suo figlio, Aethelwulf.

Oh no, non è strano, sei solo la moglie di suo figlio.

Ma la terza stagione, soprattutto, mi ha aiutato a rivalutare personaggi che, nella seconda serie, mi erano un po’ decaduti (mi dispiace, so’ gusti), probabilmente perché mi aspettavo un mega-confronto tra di loro che, però, alla fine non c’è stato: sto parlando proprio dei big brothers R&R, pronti a fare scintille nel corso della quarta stagione. Ora però ad interessarmi è soprattutto il fato di Rollo, personaggio per il quale non ho mai particolarmente tifato, almeno non prima dell’assedio di Parigi: in queste lentissime ore, invece, sono in hype soprattutto per lui e rischia di diventare il mio nuovo personaggio preferito (e probabilmente molti di voi stanno pensando che sarebbe anche ora).

rollo 2

Ma sicuramente una delle perle della quarta stagione sarà il rapporto tra Rollo e la Principessa Gisla, la quale è costretta a sposarlo per i soliti motivi politici
Eh, poverina.

Gisla costretta a sposare Rollo.

Se noi fossimo “costrette” a sposare Rollo.

Le basi per una OTP powah ci sono tutte, e non solamente per lo sneak peek della prima notte di nozze ma per il primo approccio tra i due, che può essere riassunto così:

Gisla: “AH TU! VILE CANE! PICCOLA MERDA! SCHIFOSO MAIALE!”
Rollo: “Ehi… Ciao ;D”

E che di fatto è andato così:

Ecco, in questo periodo non faccio altro che struggermi per questa novella coppia, urlando sconnessamente frasi tipo “xdljfhsjghsdhflhROLLOslhlshglfhlshafjGISLAskfhldshflsfhBELLICHESIETEsdlfhsjghjfhFIGLIATEORA” perché sì, li immagino già a sfornare una lunghissima e molto duratura dinastia di vichinghi mangia-lumache.
E poi, seriamente: Rollo è l’antenato dei gentlemen, su questo non si discute (che l’avrebbe mai detto).

Per fare il punto della situazione – dopo questo sproloquio, ci vuole – ecco cosa ci aspettiamo dalla quarta stagione di Vikings, a parte un po’ di asce e spade lanciate in giro:

  • Un confronto epico tra Ragnar e Rollo;
  • Rollo e Gisla che ci riempono di feels;
  • King Ecbert che continua a provolare e filosofeggiare;
  • Ragnar che si vendica di Floki in modo perfido e sottile;

Perché, vi ricordo, la terza stagione era finita così:

Che Odino/Dio ci aiuti.

 

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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