I Dolori del Giovane Telefilm Addicted #3 – Personaggi Mai ‘Na Gioia

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“You shall not pass” se temi spoiler di

Game of Thrones
Once Upon a Time
Breaking Bad
Downton Abbey

Nel corso delle ultime due settimane abbiamo ahimè approfondito due delle più penose situazioni a cui il malcapitato telefilm addicted viene costantemente sottoposto: la morte di un personaggio e una OTP ostacolata. Se questi due punti non sono stati sufficienti a mettere in crisi la vostra precaria esistenza al servizio delle serie tivvù, ecco oggi trovarci faccia a faccia con una categoria di personaggi che, oltre ad arrecare immensa tristezza, sono anche sinonimo di “rassegnazione maxima”: i Personaggi Mai ‘Na Gioia.

my na gioia

#3
PERSONAGGI MAI ‘NA GIOIA

Vi sarà sicuramente balzato alla mente qualcuno: dopotutto, nessuno come i Personaggi Mai ‘Na Gioia (massì, continuiamo a scriverlo col maiuscolo) provocano in noi quel cocktail di emozioni formato da sconforto, struggimento e tanta, tanta pietà, di solito insaporito da un pizzico di derisione. Se, invece, avete dubbi su cosa sia questa misteriosa casta di personaggi, ecco la domanda che dovete porvi per risolvere l’enigma: “In questa serie, qual è il personaggio che, se fossi stato al suo posto, si sarebbe già suicidato?!”

sansa stark theon

Uno dei rari casi in cui il Mai ‘Na Gioia capisce che l’unica via d’uscita è il suicidio.

Ora avete le idee più chiare, vero?

A quanto pare uno dei maggiori distributori di Personaggi Mai ‘Na Gioia è Game of Thrones (che cosa inaspettata): ormai è impossibile fare i nomi di Jorah Mormont e Sansa Stark (o qualsiasi altro Stark. O anche qualsiasi altro personaggio di Game of Thrones, ora che ci penso) senza incurvare le sopracciglia all’insù, presi da un forte sentimento di commiserazione.

Altrimenti detti #mainajorah e #sansagioia (è normale che ridere di questi hashtag mi faccia sentire un po’ in colpa?), ‘sti due hanno subito delusioni di ogni tipo, per non parlare delle ventordicimila sfighe a cui sono miracolosamente sopravvissuti. Ora Jorah s’è pure beccato quella specie di morbo pietrificante e Sansa s’è buttata da una muraglia: in effetti, forse dovrei parlare di loro come se fossero passati a miglior vita… E mai come per loro il detto “sono andati in un posto migliore” è stato così azzeccato.

Meglio evitare un elenco delle “sfighe sansiane”, altrimenti vedremo passare Ferragosto senza accorgercene: limitiamoci a dire che, se il marito che non ti uccide ti fortifica, allora Sansa è ormai diventata la nuova Wonder Woman.

Tipico caso in cui il Mai ‘Na Gioia ostenta un finto menefreghismo per prendere le distanze da una realtà troppo crudele.

Jorah Mormont, invece, è l’orsetto Trudy che tutti noi vorremmo abbracciare (o meglio, tutti tranne Daenerys Targaryen, che evidentemente è allergica ai peluche): non esagero dicendo che è la personificazione di tutte le nostre cotte giovanili non andate a buon fine, o la versione martiniana dello sfigatino qualunque che si innamora della cheerleader più sgnacchera della scuola. Insomma, il nostro Jorah è il classico protagonista da commedia americana, ma senza il finale in cui il nerd perdente si toglie gli occhiali e si rivela essere Superman l’Adone del XXI secolo: questo perché, prima ancora del morbo grigio, il nostro eroe non corrisposto è vittima di una terribile malattia nota come friendzone.

poor jorah

“Sonoooo piccoli problemi di cuoooore nati da un’amiciiiizia che profuma di friendzooone…”

Ma a Game of Thrones vengono assegnati già fin troppi primati e non è certo l’unica serie a stroncare le ggggggioie di personaggi ben selezionati. In effetti, nemmeno Regina ed Emma Swan di Once Upon a Time scherzano, in fatto di Mai ‘Na Gioia: la prima, dopo essersi lasciata alle spalle un passato oscuro causato da una cretina Biancaneve (che, oltre a condannare cuccioli di drago innocenti, non sa manco mantenere un segreto), deve comunque continuare a fare i conti con un destino che si diverte moltissimo a trollarla (vedi il fattaccio Robin Hood/Zelena). E, nelle serie tivvù, “destino” è sinonimo di “sceneggiatore”.

Se seguite Once Upon a Time, sapete che questa scena in questo momento è azzeccatissima.

Se seguite Once Upon a Time, sapete che questa scena ora come ora è azzeccatissima.

Passiamo ora ad Emma, the Savior (mh, siam messi proprio bene allora): non è mai stato un pozzo di simpatia, per quanto mi riguarda, ma è un dato oggettivo che ne abbia passate di tutti i colori + 1. Viene abbandonata dai suoi genitori naturali (anche se crescere lontana da Biancaneve e Charming può essere stato solo un bene); ha abbandonato a sua volta Henry con la ferma intenzione di non volere più contatti con lui, e quello riesce a trovarla ugualmente; ha avuto una breve storia con il Cacciatore, che muore in un baleno (o meglio, va a fare strane cose nella “stanza dei giochi” di Cinquanta Sfumature di ‘sta ceppa); il suo ex la lascia e, quando ritorna, muore poco dopo; scopre che i suoi genitori sono delle persone orribili. Alla fine non ne può più e, come Sansa, si mette a fare la darkettona e diventa l’Oscura, ossigenandosi le sopracciglia fino a bruciarsi il cervello. Quindi, dalla prossima stagione, ci toccherà sorbirci pure la Dark Swan:

dark swan

Ah no, scusate, intendevo questa:

dark swan ouat

Ma il meraviglioso (?) mondo delle serie tivvù pullula di personaggi Mai ‘Na Gioia, ovviamente: basti pensare a Lady Edith di Downton Abbey, divenuto ormai lo zimbello sia della nobiltà che della servitù. Da personaggio insopportabile, giustamente trollato dall’ancora più insopportabile Lady Mary, la secondogenita dei Crawley semplicemente non se la vuole pigliare nessuno, anche ora che s’è addolcita: prima viene abbandonata all’altare, poi l’uomo della sua vita viene probabilmente ucciso durante il Putsch di Monaco… Insomma, c’è chi, come Sansa, di matrimoni ne ha fin sopra i capelli, e chi invece, come Edith, vuole smettere di essere la zitella di famiglia. Beh, fossi  in lei avrei già preso una ventina di gatti a farmi compagnia: tanto Downton è bella grande.

Pure i genitori di Edith se ne fregano di lei.

Ma non abbiamo ancora nominato Jesse Pinkman di Breaking Bad, il quale, oltre a chiamarsi “Uomorosa”, viene cacciato via dai genitori, la sua fidanzata muore di overdose proprio di fianco a lui (ovviamente è troppo drogato anche solo per accorgersene), viene rapito e rischia di rimanere ucciso svariate volte: certo che, se vai a fidarti di uno come Walter White, un po’ te la vai anche a cercare eh. Un po’.

Ovviamente la lista, volendo, potrebbe continuare all’infinito: basti pensare a Meredith di Grey’s Anatomy o praticamente a tutti i personaggi interpretati da Sarah Paulson in American Horror Story. Ma, a costo di tralasciare qualcuno (tanto il Mai ‘Na Gioia se lo aspetta, di essere scordato), è un dovere non dimenticarsi del personaggio Mai ‘Na Gioia per eccellenza, quello che sopporta più degli altri messi insieme perché è consapevole della sofferenza di tutti quanti: noi.

Ebbene sì. I telefilm addicted, me compresa (e anche voi), sono decisamente Mai ‘Na Gioia, e lo saremo finché le serie tivvù continueranno ad occupare tutta buona parte della nostra vita. Possiamo reagire in modi diversi davanti a questa dilagante mancanza di pietà, ma devo dire che intraprendere la via dell’imbruttita è un ottimo modo di affrontare la cosa. Rassegnazione mista a rabbia e delusione: sempre meglio che inzuppare di lacrime il cuscino ogni volta che al tuo beniamino sfigatino ne capita un’altra delle sue (in realtà pure noi imbruttiti piangiamo il Danubio, perché sotto sotto continuiamo a sperare in un miglioramento. Molto sotto, eh, però lo facciamo).

"The Grumpy Guide To Life: Observations By Grumpy Cat" Book Launch Party

“Ah, è iniziata un’altra serie della BBC? Ok”.

Consoliamoci, però: se i personaggi delle serie, in mancanza d’altro, possono incolpare solamente il destino o loro stessi, noi abbiamo un capro espiatorio d’eccezione: lo Sceneggiatore, altrimenti detto Rapinatore di Gioie. Sarebbe così semplice, per lui, far felici tutti quanti, ma decide di non farlo, in modo da allargare ulteriormente la sua collezione di lacrime e pianti isterici. Ad ognuno il suo hobby.

Però, ehi, esiste anche la specie assai rara degli “Sceneggiatori Mai ‘Na Gioia”! Non ci credete? Se vi dico Bryan Fuller, per caso il vostro animo continua ad essere spensierato e sereno? Se la vostra risposta è affermativa, allora non avete mai visto Dead Like Me, Pushing Daisies e Hannibal, tutte serie cancellate prematuramente… e che portano la firma dello sventurato Mr. Fuller. Ciononostante, lui continua a sorridere e a stare allegro: dovremo prendere esempio da lui, immagino.

Essere imbruttiti, però, è decisamente meglio.

Ma le vie del dolore sono infinite… Il prossimo lunedì vedrà come portata principale i cliffhanger, ultimo punto di questa miserabile lista (ma sarà veramente l’ultimo?). Addicted avvisato…

tsuzuku

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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