I Dolori del Giovane Telefilm Addicted #1 – Personaggi che muoiono

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Ogni mattina, nel mondo, quando sorge il sole, uno sceneggiatore si sveglia: sa che dovrà far soffrire lo spettatore, quindi non esita ad uccidere con le sue idee letali.
Ogni mattina, nel mondo, quando sorge il sole, lo spettatore si sveglia e sa già che soffrirà a causa dello sceneggiatore, ma non riesce comunque a mettersi il cuore in pace.
Ogni mattina, nel mondo, quando sorge il sole, non importa che tu sia uno sceneggiatore o uno spettatore: tanto è sempre valar morghulis.

Arya Stark, ossia: metafora di quello che è il mestiere dello sceneggiatore. Pianifichi un po’ di morti e, piano piano, le cancelli dal tuo lungo elenco.

Attenzione: di seguito vari spoilers di
Game of Thrones
Lost
Buffy l’Ammazzavampiri
Downton Abbey
Dawson’s Creek

(ecco, così avvisiamo per bene)

Sceneggiatori e showrunners hanno scoperto una verità universale:

Allo spettatore (sì, anche tu) piace soffrire.

AHAAHAHAHAHHAAAAAAAA!!!!
Ma sul serio?!
Veramente ci avete scambiato per un branco di masochisti?!
Noi?!
Pensate forse che passiamo tutta la giornata a piagnucolare davanti allo schermo, come dei cretini?!
SUL SERIO?!
. . .
Ok, lo ammetto: ci avete preso in pieno.

seriously

La più grande minchiata del secolo.

Però ogni cosa ha il suo “ma”, ricordiamocelo.

Abbiamo una lunga lista di sterminatori di personaggi, anche se non sarà mai lunga quanto quella dei personaggi morti: infatti, ad ogni sterminatore, corrisponde di solito un terrificante elenco di sterminati. I più noti, ahimè, credo che siano David Benioff & D.B. Weiss (gli “sthrones” di Game of Thrones, se mi permettete la battuta facile: ma metteteci dentro anche G.R.R. Martin… sempre che avanzi spazio), Shonda Rhimes (la Mietitrice di Grey’s Anatomy), Joss Whedon e Steven Moffat, nonché tutti i suoi simpaticissimi colleghi della BBC. Che immagino vengano pagati in lacrime, altrimenti non si spiegherebbero parecchie cose.

Esistono TANTISSIMI modi per farci soffrire, ma è possibile identificare quattro grandi categorie principali: almeno, così afferma la “Guida allo Sceneggiatore Senza-Pietà”, una sorta di Death Note che ogni sceneggiatore riceve il giorno in cui inizia la sua opera di sterminio (sto aspettando ancora la mia copia, tra l’altro). Alcuni decidono di ignorarlo… ma sono pochi, e di solito scrivono sit-com (DI SOLITO: perché, sì, anche le sit-com fanno soffrire. Ditemi in che razza di mondo viviamo).
Ma passiamo alla prima di queste quattro categorie:

#1
UCCIDERE PERSONAGGI

gae of thrones red wedding meme

“Uccidere… Uccidere… è tempo di uccidere…” sussurra il Basilisco ad Harry Potter (che, per fortuna, non scrive per la televisione). Ogni potenziale sceneggiatore, fin dalla nascita, ha uno spirito-guida che gli sussurra frasi del genere, una sorta di Patronus che, invece di felicità, si nutre del dolore altrui. Uhm, credo di aver appena descritto un Dissennatore…

MA lasciamoci alle spalle ogni riferimento potteriano e passiamo oltre.

Per passare dall’argomento “Harry Potter” all’argomento “serie tv”, non c’è niente di meglio di una bella gif di Tennant. O forse è solo una scusa per mettere Tennant in giro #forse

Ora, parliamoci chiaro: è ovvio che qualche personaggio debba morire. Non solo quelli di contorno, quelli che non servono a niente, quelli che fanno “ciao ciao” con la manina di tanto in tanto, ma anche coloro che sono stati importanti, se non fondamentali, per la trama dello show. Anzi, se non muore nessuno, giustamente pensiamo che qualcosa proprio non va: la morte di un personaggio ci ricorda quanto teniamo ad una serie, oltre a quel personaggio in particolare… Anzi, spesso ci rendiamo conto di aver simpatizzato per qualcuno proprio nel momento in cui lo vediamo morire: in alcuni casi, gli vogliamo bene proprio perché è morto! Sarà da pazzi, ma è così!

lost charlie

Ciao Charlie, ciao.

Basti pensare al personaggio di Charlie Pace (Lost): personalmente l’ho adorato fin dall’inizio, ma non era un’opinione di tutti. Disadattato, drogato, un po’ imbranato e pure friendzonato, la vera natura di Charlie si rivela proprio nel momento in cui muore, e questo riabilita tutte le sue debolezze passate. Insomma, a quanto pare la morte non è solo dolore: in alcuni casi, c’è anche un po’ d’orgoglio. Non che questo faccia molta differenza, comunque: le lacrime del telefilm addicted saranno ugualmente copiose quanto un Diluvio Universale.

Lo sceneggiatore può avere più di una motivazione per uccidere un personaggio: è diventato inutile, la sua morte serve ai fini della trama, e tante altre scuse stupide che dirà nelle interviste. Ma noi sappiamo che lo sceneggiatore mira soprattutto a una cosa: scioccare lo spettatore. E non c’è niente di meglio di una bella morte improvvisa per ricordare al telefilm addicted di avere un cuore capace di soffrire: lo shock facile, tuttavia, sta facendo perdere la pazienza a molti fan (sì, Game of Thrones, sto parlando con te), ma su questo punto ritornerò tra poco.

La morte come shock. Di esempi ce ne sono tantissimi (di sicuro più di quanti ne vorremmo), ma uno dei più catartici avviene in una puntata della quinta stagione di Buffy l’Ammazzavampiri, intitolata Un corpo freddo. Eh, no, il corpo in questione non appartiene ad un vampiro, ad un demone o a un amico di Buffy ucciso da qualche potenza soprannaturale: appartiene a sua madre, Joyce, morta a causa di un aneurisma celebrale. No, niente super-cattivi o omicidi più o meno spettacolari, solo una figlia che ritorna a casa dopo una giornata normalissima (cosa strana, dato che la vita di Buffy è tutt’altro che normalissima) e trova sua madre morta sul divano. E questo avviene in una serie tv all’insegna del paranormale, piena di creature mostruose e spaventose: tuttavia, quell’aneurisma cerebrale è più terrificante della maggior parte di esse. Joss Whedon ha fatto un ottimo lavoro: ha indovinato una delle paure più grandi che una persona possa mai avere e ce l’ha sbattuta in faccia.

*finisce la sua scatola di Kleenex e ritorna a scrivere*

Uccidere personaggi comprimari, oggi, è diventata ormai un’abitudine: mi chiedo perché la gente si stupisca ancora così tanto, quando nelle ultime puntate di certi show (*coff coff* Game of Thrones *coff coff*) avviene praticamente una carneficina. Ma è inutile girarci attorno: parliamo di Game of Thrones, così ci togliamo il pensiero.

game of thrones syrio

Every day, my dear Syrio. Every day.

Ammettiamolo: Game of Thrones è ormai diventato una sorta di freak show, con la differenza che, invece di vedere una sfilata di fenomeni da baraccone, ti metti comodo comodo e assisti alla tua dose settimanale di morti sul piccolo schermo. Ricordate lo shock per la decapitazione di Ned Stark? Le Nozze Rosse? Le Nozze Porp… oh no, quelle non ci hanno certo fatto piangere… Comunque, un tempo le morti in GoT avevano un senso, erano parte integrante della trama, non miravano solo allo shock facile. Insomma, tutto il contrario di quella che è stata la quinta stagione.

Game of Thrones

La morte che più mi ha deluso – che è anche quella ad essere più malcagata, a quanto ho capito –  è stato l’avvelenamento di Myrcella Baratheon, perché (esattamente come quella di Shireen) è stata organizzata a puntino, fin troppo, per farci prendere un coccolone. Potevo immaginare distintamente gli sceneggiatori che ci facevano l’occhiolino e dicevano: “Eh?? Eh?? Terribile, vero?? Eh?? Eh??”

Ecco, le “morti a puntino” sono qualcosa che non solo fa disperare, ma anche arrabbiare il telefilm addicted: un esempio tipico è la morte di Jen in Dawson’s Creek, venuta così fuori dal nulla, a causa di una malattia mai ben chiarita. Ci siam pure sorbiti tutta la storiella di lei che fa il video per sua figlia: anche questa è una scelta molto da “sceneggiatore-che-fa-l’occhiolino”. Della morte di Mitch, il padre di Dawson, non parlo neppure #ancheigelatiuccidono.

Cose del genere accadono quando in una serie tv la trama sta filando troppo liscia: tutti sono contenti, il lieto fine è raggiunto, e questa cosa allo sceneggiatore non va bene. Perché uno dei motti dello sceneggiatore è the show must go on, e uno show, per continuare, ha bisogno di “cose che accadono”: di solito queste cose sono, per appunto, morti molto random. Vogliamo parlare dell’incidente di Matthew Crawley in Downton Abbey?! (a dire il vero no, ma è una domanda retorica) Praticamente:
– sopravvivi alla Prima Guerra Mondiale;
– sposi la donna che ami;
– diventi padre;
Insomma, sei troppo felice, quindi meriti di morire per un banalissimo incidente d’auto. Ovvio. E ce ne vuole pure, a morire per un incidente d’auto, nel 1921. Probabilmente è stato uno dei primi.

matthew crawley death

Matthew Crawley: ti dichiaro colpevole di eccessiva felicità. COME HAI OSATO??!!!

Insomma, facciamo il punto della situazione: spesso gli sceneggiatori sfoggiano il loro coraggio decidendo di porre fine alla vita di uno dei personaggi principali dello show. Tuttavia, questo coraggio ormai si è trasformato in ostentazione: abbiamo capito, cari, che riuscite a sbarazzarvi di qualsiasi personaggio, se volete. Ora, però, forse la scelta più coraggiosa è quella di regalare qualche anno in più alle vostre creature, piuttosto che trasformarli in inutili agnellini sacrificali, e fare in modo che, non so… facciano altro, oltre che morire (e resuscitare in modo inspiegabile qualche episodio dopo. Insomma, non possiamo essere tutti Sherlock Holmes).

rory williams

L’elenco dei personaggi morti più o meno inutilmente è ancora lunga, ma vi risparmio ulteriori sofferenze… per questo lunedì, almeno. La prossima settimana, infatti, affronteremo un’altra tematica molto delicata: quella delle OTP ostacolate. Perché esiste più di un modo, per farci soffrire…

tsuzuku

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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