“Ho bisogno di aiuto”, il motto di ogni telefilm addicted

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Si inizia con una serie tv, si decide di seguire un attore, si cominciano altri telefilm spinti dalla curiosità per le storie e per la composizione del cast ed ecco che in breve tempo si perde il controllo sul proprio tempo e sulla propria vita.
Guardare serie tv è fin troppo semplice, tanto che è solo questione di un attimo e arrivi a trovarti sommerso da episodi da vedere, recuperi da fare e se salti anche solo un giorno ti si accumulano tante di quelle puntate da avere voglia di morire.

Il primo sintomo che rivela la gravità della situazione è quando inizi a sentire la necessità di affidare a un calendario online la lista degli episodi da vedere, in modo che quotidianamente esso ti ricordi quale puntata è uscita. Senza di esso sarebbe impossibile ricordasi numero di serie, numero di episodio e giorno della settimana in cui escono tutti i telefilm che segui. Ammettiamolo, qui si inizia ad avere un problema.

Successivamente capisci che la malattia inizia a degenerare quando apri innocentemente la pagina del suddetto calendario, e questo, con aria innocente, ti si presenta con una frase del tipo: “Ciao, questo mese hai in programma 72 episodi”. Qui realizzi che neanche con una media di due episodi al giorno puoi tenerti al passo con tutto. Se poi includi anche serie tv finite o momentaneamente in pausa, che però tu stai recuperando proprio in quel frangente, allora la vita (sempre che ce ne sia una) diventa davvero complicata.

La vita del telefilm addicted diventa improvvisamente un concentrato di difficoltà perché stare indietro con gli episodi significa esporsi in modo esponenziale al rischio spoiler su ogni social network che si frequenta. Avete provato ad andare su Twitter o Tumblr il giorno dopo la messa di onda di un episodio-svolta e praticare la disciplina olimpica del salto allo spoiler perché tu non hai ancora visto cosa succede ai tuoi amati personaggi mentre il resto del mondo lo ha fatto? Improponibile.

L’ansia diventa così la tua migliore amica, inizi a dormire meno, mangiare davanti alla tv o al pc perché ogni secondo va sfruttato per guardare un episodio. E non sia mai che qualche amico vi chieda di uscire, ma come si permette? Non c’è davvero più rispetto per il lavoro altrui.
Sì perché guardare così tante serie tv è più stancante di un lavoro, è un impegno e una lotta quotidiana.
E i problemi dei tuoi personaggi ti seguono anche nella poca vita vera che ti è rimasta. Se i tuoi personaggi non si baciano, se la loro relazione risulta minacciata, se si trovano in pericolo di vita, come puoi terminare un episodio e non pensarci più fino alla settimana successiva? Struggersi è una pratica giornaliera e come le problematiche del lavoro, anche quelle telefilmiche ti seguono dovunque tu vada, senza scampo.

Come uscirne? Non credo che una volta finiti in questo baratro di ansia, disagio e sofferenza sia possibile farla franca e tornare alla vecchia – vera – vita. Anche perché in fondo è bello così, vivere quel brivido pensando di non farcela a stare in pari con ogni serie tv e invece sfidare costantemente ogni legge del tempo per dimostrare che sacrificare qualche ora di sonno o di socialità in fondo non è una cosa così grave, soprattutto se paragonata al perdere un episodio di una serie tv.

Inoltre il telefilm addicted non riesce nemmeno a imparare la lezione. Esce un nuovo pilot? Lo guarda. Gli consigliano una nuova serie tv? La inizia. Quel tale attore o quella tale attrice entrano nel cast di un telefilm? Lo si recupera e la si guarda, ad ogni costo.
E aspetta con impazienza che ogni sua serie preferita ritorni, anche se questo significa solo nuovi episodi da vedere che si sommano a tutti gli altri.

 

Elisa
Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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