Guida rapida agli accenti britannici

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L’inglese è la nostra seconda lingua. L’abbiamo imparata a scuola, l’abbiamo utilizzata in vacanza, ma soprattutto è la lingua che parlano più o meno tutti i nostri personaggi preferiti. Molti di loro sono Americani, qualcuno addirittura Canadese o Australiano, ma una bella fetta proviene da quell’isolotto nel nord dell’Europa, terra di tè caldo e pioggia. Quello che ci proponiamo di fare qui è un piccolo tour della Gran Bretagna e dei suoi variegati accenti, prendendo spunto da scene di (tele)film e dai più amati attori britannici.

Pronti? Via!

 

Scozia

Partiamo da un accento facile da distinguere, inconfondibile. Ci troviamo in Scozia e questa è Karen Gillan

Ok, un primo criterio valido potrebbe essere “se non si capisce niente, è Scozzese”, ma sarebbe semplicistico e non è che valga proprio sempre. Infatti ogni tanto anche loro si rendono conto che per farsi capire da qualcuno al di fuori della Scozia devono scendere a compromessi e offrirci una versione più accessibile della lingua inglese. Ascoltate David Tennant in questo estratto di Broadchurch

Un po’ meglio vero? Per comodità riassumiamo in qualche punto le particolarità più evidenti di questo accento:

  • 150 sfumature di “r”;
  • “t” che quasi non si sentono;
  • “i” che diventano “e” (ricordate come Karen Gillan ha pronunciato la parola “wig”?); “d” che più dure non si può (“Did Danny?”);
  • “o” che si chiudono così inesorabilmente che basta sentire la frase “I don’t know” e non abbiamo più dubbi sulla provenienza del nostro interlocutore.
  • Parole come “out”, “now”, “about” si pronunciano così come si leggono, non “aut”, “nau”, “abaut” (che orrore vedere scritte cose del genere, perdonatemi, sto solo cercando di farmi capire il meglio possibile!)

Se poi per caso avete seguito Outlander sarete già espertissimi, altrimenti avete una buona scusa per recuperarlo: già dopo un paio di puntate inizierete a dire “aye” al posto di “yes” e “de” al posto di “do”, giusto per fare qualche esempio.

 

Galles

Spostandoci dalla Scozia iniziano subito le difficoltà: anche in Galles in quanto a “r” non si scherza. Come non confondere i due accenti? Semplice: l’intonation Gallese è unica. Beccatevi questo fantastico monologo di Paddy Considine, tratto dal film Pride:

Sentito che cantilena? Molto riconoscibile.

Altri Gallesi telefilmici? Gwen in Torchwood, serie ambientata a Cardiff, quindi perfetta se volete sentir parlare un po’ di Gallesi nel loro habitat naturale.

 

North of England

Torniamo a nord, fermandoci questa volta in Inghilterra. Il modo più facile per distunguere un Northern da un inglese del sud è senza dubbio prestare attenzione alle vocali. Il nostro paladino, direttamente dal Lancashire, è Christopher Eccleston in versione Nono Dottore.

Rose: If you ARE an alien, how comes you sound like you’re from the North?

Doctor: Lots of planets have a north!

Non facciamoci distrarre dall’epicità della scena (o dalla quantità di trash) e concentriamoci! Dicevamo, le vocali. Notate nella clip come suonano le seguenti parole:

  • “gonna”, “doesn’t”, “enough”, “come”,  “mother”, “everybody”. Tutte le o sono chiuse;
  • “asking”, “hands”, “and”. Le “a” sono belle aperte e decise e non assomigliano alle “è” che siamo abituati a sentire e a pronunciare;
  • “trust”, “understand”, “upgrade”. È difficile descrivere il suono della “u” senza usare l’alfabeto fonetico (che sto evitando di proposito, così ci capiamo tutti, me compresa), ma di sicuro noi siamo abituati a pensarla come una “a” e in questo caso non possiamo fare errore più grande. Suona un po’ a metà strada tra una “u” e una “o” e se lo riascoltate bene ve ne accorgerete.
  • Per quanto riguarda le consonanti, le sentite belle marcate, quasi come se ci inciampasse sopra? Difficilmente se ne mangia qualcuna, anzi, le accentua per bene, fatta eccezione per qualche “t” qua e là (“figure i- ou-!!!”) ma quelle abbiamo capito che se le dimenticano un po’ tutti.

 

Midlands

Procedendo verso sud, troviamo una varietà di accenti tale che è più difficile trovare caratteristiche comuni a tutte le cosiddette Midlands. Ad esempio nel Derbyshire ritroviamo le vocali inusuali, caratteristiche del nord e di cui abbiamo già parlato, ma unite a un brutto vizio più diffuso nel sud dell’Inghilterra, cioè quello di dimenticarsi accidentalmente che nelle parole esistono anche suoni chiamati consonanti e sono importanti per distinguere una parola dall’altra. Chi ha mai sentito parlare Michael Socha, magari in Once Upon A Time in Wonderland, forse ha già capito cosa intendo. Noi però ce lo gustiamo in Being Human perché questo monologo chiarisce bene quello che ho detto.

Avete capito tutto, no? Bene, neanch’io. Eh no, perché le consonanti tendono a perdersi, schiacciate dalla mole di quelle vocali che tendono a durare troppo a lungo; non c’è tempo per pronunciare le consonanti, a chi servono?

 

South of England

La stessa tendenza si ritrova, dicevamo, anche a sud, più precisamente a sud-est, nella zona di Londra. Ascoltate la cara Rose Tyler (Billie Piper), la ragazza bionda al minuto 1.18 circa.

Una piccola precisazione prima di commentare il video: le seguenti considerazioni non valgono se chi ci troviamo davanti appartiene alla upper class! In quel caso parlerà con un posh accent, chiamato più formalmente received pronunciation, l’accento della famiglia reale, ma anche l’accento standard degli speaker della BBC, nonché di molti attori tra i quali Benedict Cumberbatch, Martin Freeman, Tom Hiddleston. Tutta gente di classe insomma!

Il Londoner medio, invece, tende a parlare in maniera più simile al Cockney, la lingua della working class, come abbiamo sentito nel video. Il Cockney è caratterizzato principalmente da:

  • sparizione di “h” e “t”, queste ultime rimpiazzate, di nuovo, da quella pausa brusca che porta il nome tecnico di glottal stop;
  • “r” inesistenti, soprattutto quando si trovano a fine parola;
  • “my” che diventa “me”;
  • “ain’t” ovunque;
  • sostituzione del suono “th” con “v” o “f”, a seconda della parola.

I fink I know a fing o’ two abou’ aliens!

(Rose Tyler, nel famigerato episodio Doomsday, distruttore di feels since 2006)

E a sud-ovest? Ecco, a sud-ovest dobbiamo affinare un po’ l’orecchio, perché sembra tutto regolare: vocali come ce le hanno insegnate a scuola, consonanti più o meno al loro posto. A parte quella “r”. Non assomiglia per niente a quella che hanno in Galles o in Scozia, ma neanche è evanescente come nella zona di Londra: ha un suono, come dire, rotondo. Non sono stata chiarissima, me ne rendo conto, ma da questo filmato secondo me lo capirete meglio. Non lo introduco neanche perché mi auguro che non ce ne sia bisogno.

 

Il nostro tour, per oggi, termina qui. Lo so, questa è solo un’analisi superficiale di quello che è un mondo vastissimo. Spero di essere comunque riuscita a darvi almeno uno sguardo d’insieme. Magari la prossima volta che sentirete parlare un attore non avrete più bisogno di Wikipedia per sapere da dove proviene, e in quel caso – evviva! – questa mini-guida ha raggiunto il suo scopo!

Linda

Geek (tele)filmica, feticista del British, drogata di musica (sopra e sotto al palco), cultrice della parola scritta, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria.

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