Gli anni ’90 e le origini delle fangirl

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Tempo di lettura: 7 minuti

Essere nati all’inizio degli anni ’90 vuol dire molte cose. Ad esempio, da bambini abbiamo dovuto subire delle mode alquanto improbabili, sappiamo che “Bim Bum Bam” non era una semplice conta ma anche un programma televisivo, mentre le più vecchie grandi di noi sono cresciute imitando i balletti di Non è la Rai, spesso senza avere una madre abbastanza assennata che capisse che l’unica cosa da fare per la futura sanità mentale di sua figlia fosse spegnere la televisione.

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Collezione Milano 1995: completo interamente in tartan e scarponcino di camoscio marrone. Capite , adesso?

Ma se c’è una cosa che tutti noi nati negli anni ’90 non dimenticheremo mai e, anzi, ricorderemo sempre con affetto infinito è quel gruppo di cartoni animati e anime che ci hanno forgiato e che inevitabilmente ci hanno dato la forma mentis (quella che al liceo vi raccontano che vi verrà se studierete latino) che ci ha predisposto a diventare quella generazione di ventenni che sclera di brutto per le serie tv.

Sì, perché entrando a contatto con bambini nati a metà degli anni 2000 (pensate solo che hanno quasi finito le elementari e arrendetevi al fatto che, quando si parla di “nuova generazione”, non si sta più parlando di voi), mi sono resa conto che queste creature crescono con cartoni animati educativi, in cui la cosa più stimolante che può capitare è vedere Masha che fa un dispetto a Orso o la scimmia George che perde il cappello del suo padrone che, per qualche oscuro motivo, è sempre vestito di giallo.

E io soffro, ma veramente tanto, perché a dieci anni a mia insaputa avevo già quelle che quasi quindici inverni più tardi avrei chiamato OTP e non potevo già vivere pensando di perdermi una sola puntata. Perché, negli anni ’90, gran parte di quei cartoni animati che guardavamo al pomeriggio erano gli anime giapponesi, che erano (e sono) una cosa serissima, nonché il vero battesimo del fuoco per ogni telefilm addicted.

Tutta questa introduzione per farvi capire cosa mi ha spinto ad elencare quelle che sono state le mie personalissime pietre miliari della formazione di fangirl e che, forse, sono state almeno in parte anche le vostre. Attenzione alla dose di feels, dunque. In ogni caso, se vi viene il magone, è completamente normale.

1. Sailor Moon

Se siete nate negli anni ’90, sognavate per forza di essere la vostra Guerriera Sailor preferita, che solitamente era quella con il vostro stesso colore/taglio di capelli (le bambine con i capelli corti erano sempre e inevitabilmente Sailor Mercury). La mia carriera all’asilo è stata quindi segnata da due cose: da una bambina di nome Roberta che periodicamente mi prendeva a calci sugli stinchi e dai miei progetti di vendicarmi usando i miei poteri di Sailor Venus (spoiler: non è mai successo). Oltre a questo, una delle prime cose che mi ricordo di questo anime è legata a un commento di mio padre: “Una volta non c’erano cartoni animati in cui le protagoniste erano ragazze che sconfiggevano i cattivi”. Sì, perché se è vero che negli anni ’70 c’era già Heidi (che era sempre un anime), è anche vero che non l’abbiamo mai vista picchiare la signorina Rottenmeier come l’Universo e tutti noi abbiamo sempre desiderato.
In breve, Bunny ci ha dimostrato che puoi fare il culo ai cattivi anche se sei una ragazzina un po’ piagnona, perché il trucco, più che avere un MyLord che ti salva, è avere delle amiche davvero in gamba. Insomma, Sailor Moon è uno dei motivi per cui la nostra generazione ama tanto i personaggi femminili badass e ha il #GirlPower naturalmente piantato in testa.

(Inutile dire che, quando l’anno scorso ha iniziato a uscire Sailor Moon Crystal, non importa che adesso abbia 24 anni suonati, ho cominciato a vederlo con estremo orgoglio.)

2. Lady Oscar

Il suo papà voleva un maschietto, ma, ahime, è nata lei [semicit.] e Oscar, che avrebbe potuto crescere con moltissimi problemi, ha deciso di fare della costrizione del suo simpaticissimo genitore una virtù: abbracciando la sua identità maschile riesce a diventare una donna indipendente, arrivando a ricoprire la carica di capo delle guardie reali.
Oltre ad avere alimentato la mia passione tutto ciò che ha ambientazioni storiche (Versailles appena prima della Rivoluzione francese, gli intrighi dei nobili e un popolo pronto a far saltare in aria tutto un sistema sociale, ma esiste qualcosa di meglio in questo mondo?), Lady Oscar ha introdotto a mia insaputa nella mia vita due cose: la prima ship gay (mi dispiace per il caro André e il suo occhio monco, ma la vera coppia era decisamente OscarXMariaAntonietta) e il mio amore i finali tragici, perché la conclusione dell’anime coincide con la Rivoluzione, quindi potete immaginare il destino di gran parte dei protagonisti. Tante, tantissime lacrime per prepararci a un futuro di autori sadici.

3. Piccoli problemi di cuore

Questo anime non fa altro che raccontare quello che promette nel titolo: i “piccoli problemi di cuore nati da un’amicizia che profuma d’amore” di un gruppo di adolescenti e in particolare dei protagonisti, Yu e Miki, un ragazzo e una ragazza che entrano in contatto poiché i loro genitori si sono separati e risposati, scambiandosi le coppie. Inutile dire che all’inizio i due si odiano e poi si innamorano e che una manciata di ex ragazzi ed ex ragazze renderà le cose complicate. Ecco, con questo anime noi telefilm addicted abbiamo imparato cosa vuol dire guardare qualcosa solo per il gusto di shippare una coppia, visto che in Piccoli problemi di cuore se non shippavi potevi anche cambiare canale, perché era davvero l’unica cosa si poteva – e si doveva –  fare.

4. Ranma ½

La visione di Ranma 1/2 è forse uno dei miei ricordi televisivi più vecchi, insieme al sopracitato Non è la Rai (sì, Madre, avresti dovuto spegnere la televisione). Il bello di questo anime è che dentro ci troviamo ogni assurdità possibile e questo perché metà dei personaggi presenti è caduta nelle Sorgenti Maledette, delle pozze d’acqua che trasformano la persona che ci è cascata dentro nell’animale o nella persona che ci annegò centinaia o migliaia di anni prima. Ranma, il protagonista della storia, cade in quella che lo fa trasformare in una ragazza ogni volta che tocca l’acqua fredda. Da qui potete immaginare la quantità di equivoci, dal momento che lui vuole nascondere la sua maledizione al mondo e in particolare alla ragazza che gli piace, Akane.
Ma la vera vena comica dell’anime è portata dagli altri personaggi, in primis Genma, il padre del protagonista, che si trasforma in Panda gigante ogni volta che tocca l’acqua fredda e sembra esserne anche particolarmente orgoglioso; Happosai, il vecchio esperto di arti marziali che passa ogni momento libero a rubare biancheria intima femminile e tutti gli altri personaggi, di solito innamorati di Ranma in una versione, ma che lo/la odiano nell’altra. Ecco, Ranma 1/2 è semplicemente divertente, assurdo e trash e in pratica ha fatto da apripista nel nostro cuore a tutte le serie tv che possono essere descritte con questi tre aggettivi.

 

5. Rossana

Mi sono tenuta Rossana in fondo perché questo anime racchiude tutte le caratteristiche di quelli che ho descritto sopra:

  • c’è una protagonista che è così una forza della natura che non ha nemmeno bisogno dei superpoteri di Sailor Moon per essere incredibilmente figa;
  • c’è la tragedia del ragazzo maltrattato e della ragazza abbandonata dalla madre naturale, che possono tranquillamente fare invidia alla vitaccia di Lady Oscar;
  • c’è l’assurdità di una madre che va in giro per casa su una macchinina e con un criceto in testa, cosa che probabilmente avrebbe sconvolto perfino i personaggi che cambiano sesso con l’acqua di Ranma 1/2;
  • e poi ovviamente c’è la coppia del secolo, quella formata da Rossana ed Heric che, oltre a far impallidire tutte quelle di Piccoli problemi di cuore, fa ancora sospirare qualunque ragazza 20-e-qualcosa-enne (sottoscritta compresa).

Potrei anche fermarmi qui, ma lo so che, guardando le gif qui sopra, adesso state ripensando esattamente al momento in cui avete visto questa scena, magari appena tornate a casa da scuola, mentre vostra madre passava davanti alla televisione per prepararvi la merenda. Rossana non solo infatti ci ha fatto ridere e piangere, ma soprattutto ci ha fatte fangirlare dibbrutto per la prima volta, e questo perché ognuna di noi era convinta che, al posto di Rossana, altro che dubbi: Heric ce lo saremmo sposate subito. Ed è proprio a causa di Heric se ancora oggi non riusciamo a resistere ai bad boys, perché sappiamo benissimo che, nelle serie tv (e anche nella realtà purtroppo), non c’è nulla – N U L L A – di più micidiale del fascino di un cattivo ragazzo che si ravvede. Volete qualche prova?

(Scusate, non ho resistito)

Dunque questi sono gli anime del mio cuore, quelli che hanno occupato le mie giornate in assenza dei classici Disney e che ancora oggi mi rivedrei dalla prima puntata senza vergogna alcuna. Ma dato che i traumi  che subiamo con le serie tv sono infiniti, so benissimo di non avere ancora esaurito la lista: questo perché dovremo pur fare risalire i nostri problemi a qualcosa. E voi da quali cartoni/anime pensate di essere stati perennemente segnati?

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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