Game of Thrones Finale: nessuna “Mercy”

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Attention: this article is dark and full of SPOILERS!

I’m a bitch and I know it.

Se proprio bisogna sceglierne una, in Game of Thrones la puntata critica è sempre stata la penultima: la numero nove, quella che prima ci ha regalato la decapitazione di Eddark Stark (sì, una volta era vivo anche lui), la Battaglia delle Acque Nere, le traumatizzanti Nozze Rosse (#TheNorthRemembers… anche se si è un po’ rotto gli zebedei) e, l’anno scorso, la morte di quella gran sgnacchera rossa che era Ygritte. Insomma, non è un segreto che il numero nove sia un po’ il “Bau Bau” dei fan di Game of Thrones.

Scusate, deformazione da whovian.
Dicevo: dopo aver scoperto che Stannis Baratheon probabilmente non vincerà mai il titolo di “Padre dell’Anno”, noi poveri spettatori traumatizzati, a fine puntata, abbiamo tirato un sospiro di sollievo.
La nona puntata è conclusa.
Il peggio è passato.
Dagli Appennini alle Ande, un grido si espande: Daenerys sei grande.
Insomma, c’è qualcosa di peggio di una povera bambina innocente data alle fiamme dal suo stesso padre?!
(sceneggiatori di GoT, è solo una domanda retorica: giuro che non vi sto mettendo alla prova!)

La decima puntata di Game of Thrones risponde con una risata di scherno.

Pensavamo veramente che le sofferenze di tutti quei personaggi (e le nostre, soprattutto) fossero finite?! Poveri illusi che siamo.

Mother’s Mercy, nonostante il titolo, è stata una puntata di umiliazioni, morti certe, decessi dubbiosi e di vendette. Se alcune di queste ci hanno fatto esultare, altre invece sono state decisamente da “WTF??!!”, mentre su altre è necessario specularci sopra.

Ma andiamo con ordine: perché, si sa, in Game of Thrones le tragedie vengono raccontare in ordine di punto cardinale, da nord a sud, per poi ritornare di nuovo a nord. Sì, perché col nord si è sempre stati un po’ più cattivi, quindi ci si ritorna un paio di volte.

Ovviamente non si poteva fare a meno di iniziare dal Padre dell’Anno, Stannis Baratheon, che ora non è poi più così sicuro di avere chissà quale destino da realizzare: sarà perché ora non è né padre, né marito (sì, la moglie si è suicidata), né re (molti suoi uomini addirittura disertano, dopo il fattaccio della scorsa puntata: e chi non l’avrebbe fatto?). Per la prima volta dall’inizio della serie, infatti, Melisandre si è sbagliata: Grande Inverno è ancora in mano ai Bolton e il fato di Stannis, a quanto pare, è quello di perire per mano di Brienne, che così può vendicare Renly (oltre a fare FINALMENTE qualcosa in questa stagione).

game of thrones brienne

Ma di certo la morte di Stannis (anche se, finché non vedo il cadavere, non credo in niente) non è la cosa più sconvolgente di Mother’s Mercy: durante la battaglia Baratheon VS Bolton, a Grande Inverno “it’s raining people”, nel senso che la moda del momento è quella di precipitare giù dalle mura. Ne sanno qualcosa Theon Greyjoy Reek Sansa Stark, sulla quale s’è infierito gratuitamente fin troppo: ma, piuttosto che attendere il ritorno di Ramsay Bolton, probabilmente anch’io avrei tentato un bel volo. Di sicuro la nostra Sansa un paio di cose le ha imparate, tra una disgrazia e l’altra: invece di piagnucolare o chiedere aiuti impossibili, è meglio tentare il suicidio. Che ragazza saggia.

E ad essere cambiata non è solamente lei, ma anche Cersei Lannister, la nostra brother fucker: capelli corti, sporca di fango e sangue, nuda (no beh, nuda forse l’abbiamo già vista altre volte…), la Regina Madre è costretta dall’Alto Passero a compiere una lunga camminata espiratoria verso la Fortezza Rossa. Al suo primogenito era già toccato il lancio dello sterco, ma questa Espiazione è andata decisamente oltre: difficile prevedere quale sarà la reazione di Cersei, nella sesta stagione… O forse no? Io vedo già ridotta male la tipa col velo dietro di lei:

game of thrones cersei

Ad inizio articolo si è parlato di vendette multiple, ma per ora si è nominata solo quella di Brienne: beh, anche Arya e Ellaria Sand hanno avuto la loro parte.

Ad Arya è decisamente toccata la parte più splatter e inquietante della puntata: fedele alla sua lista di “nomi dell’odio”, la nostra piccola Stark si sta facendo grande e continua a “massacrare la gente”, vendicando la morte di Syrio Forel (vi ricordate di lui, vero? Prima stagione, abile spadaccino, con la barba…). E i Senza Volto stanno iniziando ad essere più spaventosi degli Estranei. Just a little bit.

Il momento heart-breaking, comunque, è toccato a Jaime Lannister, il sister fuckerdopo aver ascoltato da Myrcella la più bella frase che un padre potrebbe sentirsi dire (capito, Stannis?), la poverina muore davanti a lui, avvelenata da Ellaria. Proprio mentre stavo pensando che Myrcella è esattamente il contrario di Sansa: bella vita, bel fidanzamento, bello tutto. Ehi, ma siamo a Westeros, ricordate?

L’unica che dovrebbe essere a Westeros ma non ci è manco vicina è Daenerys Targaryen, la nostra Mother of Dragons che, dopo il momento epico della scorsa puntata, deve affrontare il destino di ogni madre.

Daenerys: “Su, Drogon, andiamo! Devo ritornare a Meereen e rifiutare Jorah per l’ennesima volta!”
Drogon: “….. ZZZZZZZZZZZZZ… ronf… ronf… ZZZZZZZZZZZZ…”

Ah, questi figli pigri: prima ti salvano e poi si addormentano.

game of thrones mother's mercy

Noi intanto aspettiamo, eh.

E poi c’è il finale.
Si sa che il finale di stagione deve essere traumatizzante: altrimenti che razza di finale è?!
Personalmente ho un po’ esultato, ma mi rendo conto che è un’opinione impopolare: insomma, tutti adorano Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno che sta facendo carriera. Sì, tutti lo amano… quindi UCCIDIAMOLO! 😀

Ma, amici di sventure, parliamoci chiaro: a questa morte non ci credo manco un po’. In effetti, a quanti dei decessi di questa puntata possiamo credere? Almeno un paio sono decisamente farlocchi, e sono pronta a scommettere una mano che quella di Jon Snow rientra tra queste (se mi sbaglio, massimo andrò a far compagnia a Jaime): il bastardo di Grande Inverno ha ancora molto da raccontare, e non può morire proprio quando stava per imparare finalmente qualcosa.

Insomma, la nostra puntata finisce con questa fantastica scena:

game of thrones jon snow

 

Ma, per concludere, cosa si può dire di questo episodio?
Quando non cerca di prendere tempo (seriamente, le prime cinque puntate le ho trovate noiosissime), Game of Thrones dimostra che può ancora funzionare: tuttavia, la sua fama di “vabbeh, tanto muoiono tutti” sta nuocendo allo show. Non ho letto tutti i libri di Martin e non posso fare un confronto, ma ormai la serie ha preso una propria direzione indipendente… Cosa che non contesto, anzi: tagliare su certe storylines di poca influenza è di certo un bene, ma certi cambiamenti non possono fare a meno di farci storcere il naso. Di sicuro questa “tattica” attuata dagli sceneggiatori, quella di farci improvvisamente affezionare ad alcuni personaggi solamente perché moriranno a breve, non fa loro onore: lo “shock facile” può funzionare per qualche personaggio, ma non per tutti. A lungo andare, bisogna anche cambiare un po’ tattica: lo spettatore si stanca di tutto, anche dell’inaspettato.

Vedremo se la sesta stagione, oltre ad altre morti, ci regalerà qualcos’altro.

Nel frattempo: speculiamo!

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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