Game of Thrones e la prova del 9: Battle of the Bastards

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Tempo di lettura previsto: 6 minuti

Fin dall’alba della prima stagione – o giù di lì – sempre si è temuta la nona puntata di Game of Thrones: e non avete certo bisogno di ricordarvi il motivo, perché dopo cinque penultime puntate di sofferenze e shock il fan di GOT vuole solo dimenticare. Non vi metto nemmeno delle gif a tradimento, proprio per rispetto del vostro (e mio) dolore.
Questa stagione, però, è diversa dalle altre.
Non solo è la stagione dove nemmeno i lettori di Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sanno cosa aspettarsi, ma è anche la stagione in cui – dopo un paio di serie andate al rallentatore – la trama comincia a defluire di nuovo e i personaggi non si muovono più nel gigantesco “BOH” del “chissà che mi succederà”, in attesa che Martin finisca il vino e ritorni a scrivere (Arya e Daenerys stanno per raggiungere Westeros – spero – sottolineo solo questo).

battle of the bastards 2

“Ecco la trama che arriva!”

Dicevo: questa non è una stagione come le altre. E questa non è una nona puntata come le altre, già a partire dal titolo: Battle of the Bastards nasconde ben poco della natura dell’episodio e, dato che Jon Snow è il nuovo beniamino di Melisandre e del suo dio burlone, un po’ avevamo intuito chi sarebbe passato a miglior (ma anche no) vita. E già da giorni avevamo iniziato a sfregarci le mani, tutti soddisfatti.

Ridi ridi, che Sansa ha preparato i cani.

Ma sono tanti i motivi per cui essere entusiasti, per usare un eufemismo, di Battle of the Bastards

Battaglia! Battaglia! Battaglia!
Shield Wall!
(Ah, no, scusate… Quello è un altro telefilm)
Comunque, una bella battaglia lunga e corposa, con uomini sporchi di sangue e fango, ci voleva proprio: e gli sceneggiatori hanno voluto fare proprio un immenso regalo a chi con le scene di battaglia ci va a nozze. Agli altri, invece, concede un po’ di tempo per controllare le notifiche su Facebook.
Scherzi a parte: è stata una bella battaglia.

Quello che dovremmo chiederci è: quanti traditori del Nord avrà sterminato lei?

Bloodface vs Strunzface
Il confronto tra gli Bastardo degli Stark e il Bastardo dei Bolton era ormai stato annunciato col titolo della puntata, anche se non è stato del tutto uno scontro uno contro uno: cosa che è piaciuta parecchio a Sansa.
Comunque, non so voi, ma quando hanno inquadrato la faccia di Jon che a momenti gocciolava sangue, in contrasto con quella linda e perfetta di Ramsay, sono andata su tutte le furie. Come si permette, quello, ad avere la faccia così pulita?! Meno male che Jon s’è reso utile e gliel’ha spaccata di brutto.
E, sì, “Strunzface” è Ramsay. Non mi veniva un termine inglese meglio di “strunz” (anche se, fino ad oggi, era un termine esclusivo per Re Artù di Once Upon a Time).

Sansa e Petyr best of besties
Ok, ho un piccolo debole per Petyr Baelish e ogni fotogramma in cui appare lo prendo come oro colato, ma in questa puntata ha fatto la sua porca figura in soli due secondi (e poi si veste sempre in modo impeccabile, bisogna ammetterlo). Praticamente Sansa, col suo appoggio, è riuscita a salvare il culo a tutti, e in perfetto stile Baelish: ossia manipolando Jon e nascondendo la sua alleanza con gli Arryn.
L’avrà anche imparato a proprie spese, ma ora Sansa conosce alla perfezione le regole del gioco. Anche meglio di Jon.

TVB, Wun Wun
Non posso fare a meno di citare il gigante Wun Wun, in grado di reggere attacchi multipli di frecce che manco Sean Bean nel Signore degli Anelli.

Girl powAH
Di solito non mi piace sottolineare il “potere delle donne” in una serie piuttosto che in un’altra (vi risparmio il pippone in cui spiego perché), ma avevamo già sottolineato come questa stagione in particolare stia affrontando i personaggi femminili non più in quanto vittime: che Daenerys fosse super-powAH lo sapevamo tutti, ma Sansa è l’esempio più lampante di questa svolta, tanto da privare Jon della sua centralità in questo episodio. E, nella puntata della disfatta di Ramsay Bolton, poteva essere altrimenti? No di certo.

I draghi non fanno le prime donne
Quasi sempre, quando appaiono, i draghi di Daenerys rubano la scena a tutti gli altri personaggi: di solito vengono mostrati nell’ultima scena della puntata, quella abbomba, ma non è stato così per Battle of the Bastards, anche se li vediamo volteggiare nel cielo e dar fuoco a cose e persone. E questo mi è andato più che bene: perché abbiamo capito che Daenerys è figa, abbiamo capito che lo sono anche i draghi, ma spero che la nostra Targaryen dai mille appellativi ritorni a stupire.

Tormund & Davos: story of a bromance
Ho semplicemente adorato lo scambio di battute tra Tormund e Davos (il povero Davos): non so se preferire la parte in cui i due filosofeggiano di re e lealtà o quella in cui parlano di cagarsi addosso. So solo che voglio questa scritta sopra il mio water:

happy shitting

GLI STARK HANNO UNA GIOIA
Cosa da non sottovalutare.
Gli Stark sono tornati a Winterfell: ripeto, gli Stark sono tornati a Winterfell.
King in the North!
Ah no, sorry… entusiasmo nostalgico *piange*

This…

 

 

… and this
Non c’è bisogno di parole.

Rickon chi?
Mi sento un po’ cattiva a terminare questo post proprio con Rickon Stark, il fratellino perennemente dimenticato che ritorna sul piccolo schermo solo per morire. Mi dispiace un po’ che tutto l’internet lo stia trollando per non aver corso a zigzag, ma un po’ se s’è cercata.

Insomma, per la prima volta dopo sei stagioni non ci sentiamo devastati dopo la penultima puntata di Game of Thrones (a meno che non siate big fan di Ramsay), anzi: quasi intravediamo un barlume di speranza per il Nord, senza contare il progresso di Daenerys nel raggiungere Westeros (insomma, le navi le ha: ora non ha più scuse). Il pensiero che le cose, per i nostri eroi, possano solo migliorare sfiora pericolosamente le nostre menti, ma noi fan di GOT ormai siamo abituati a non esultare troppo.
In fondo, manca ancora una puntata.

Vain
Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un'insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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