Galavant aka quello di cui avete bisogno

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Tempo di lettura: 3 minuti

Il 2015 è ormai agli sgoccioli e, volente o nolente, tutti noi siamo portati a fare un bilancio dell’anno, ripensando alle cose belle e brutte che ci sono accadute durante questi 365 giorni. Per il telefilm addicted, in particolare, questo bilancio di solito comprende anche una riflessione più o meno ponderata sulle serie tv che l’anno solare ha portato nella sua vita e su quelle che avrebbe preferito fossero rimaste fuori (sì, seconda stagione di True Detective, sto parlando di te).

Personalmente, considero una delle notizie migliori che questo 2015 abbia portato con sé il rinnovo di Galavant per una seconda stagione: per una volta, incredibilmente, il demone degli ascolti non ha avuto la meglio e la ABC manderà in onda altre dieci puntate di questa serie a partire dal 3 gennaio 2016.

Dato che la mia missione nella vita è convincere le persone che mi circondano a convertirsi alle serie tv che piacciono a me, è giunto quindi il tempo di usare le mie scarse capacità dialettiche per persuadervi a spendere un paio di giorni delle vostre vacanze di Natale a recuperare questo gioiellino di serie.

Il fatto che Galavant sia interpretato da questo “bruttino” qui, poi, aiuta.

 “Galavant è un audace eroe determinato a recuperare la sua reputazione e il suo “lieto fine”, rovinatogli a seguito dell’intervento del malvagio re Richard, che gli ha rubato l’amore della sua vita, Madalena.”

Questa è la trama della serie secondo Wikipedia e, in effetti, non c’è nulla di sbagliato in essa: la storia è una delle più classiche che esistano, ma ciò che rende questa serie unica è lo sviluppo della narrazione.

Galavant infatti è incredibile perché usa tutti gli elementi “classici” come le fiabe, i musical, i cavalieri valorosi e le principesse in pericolo, e ne ribalta totalmente i luoghi comuni.

Dimenticatevi dunque le dame deboli e ingenue che vengono rapite dal cattivone di turno: in Galavant, nella prima puntata la ragazza di cui il protagonista è innamorato, Madalena, viene rapita e nel momento in cui Galavant arriva a salvarla, lei afferma candidamente di preferire il matrimonio di convenienza, perché la vita da regina le si addice di più. Il cavaliere respinto diventa così un alcolizzato e in seguito un idiota illuso, mentre il perfido King Richard (interpretato da Timothy Omundson)  altro non è che un sadico ottuso con dei tempi comici pazzeschi. Inutile dire che, se iniziate questa serie tv, dovrete prepararvi a tanto tanto tanto british humor.

Adesso lo so cosa mi direte: “Ma io non sopporto i musical, mandavo avanti tutte le canzoni dei film Disney”. Ebbene, sappiate che io vi capisco: il tasto flash forward del telecomando del mio videoregistratore è consumato proprio a causa della mia allergia a quelle dannate canzoncine che interrompevano sempre la storia.

In effetti, proprio come nei classici Disney, anche in Galavant le canzoni sono le parti in cui i personaggi esprimono quei sentimenti che altrimenti rimarrebbero non detti, come dei moderni soliloqui adatti anche per i più piccoli. La differenza è che qui, però, non abbiamo dichiarazioni d’amore sdolcinate da latte alle ginocchia francamente saltabili, perché sono proprio le canzoni a costituire il fulcro della narrazione e della comicità della storia. Senza di esse, in pratica, non ridereste nemmeno una volta. Quando inizierete la visione, dopo il primo comprensibile fastidio iniziale, sarete talmente catturati dai testi che non vedrete l’ora che i personaggi comincino a cantare di nuovo.

Insomma, se siete stanchi delle solite storie o se avete fatto indigestione di Once Upon a Time ma vi manca ancora l’ambientazione fiabesca, e soprattutto se avete voglia di concludere questo 2015 di buon umore, guardatevi queste prime otto puntate di Galavant: vi assicuro che, alla fine, anche voi “canterete il suo nome”. Appuntamento al 3 gennaio! Non mancate, noi ci saremo di sicuro!

Sì, il titolo dell’episodio è davvero “A new season AKA suck it cancellation bear” <3

 

Valentina
26 anni, lavoro nel marketing, ma non mordo. Credo nel potere curativo del cibo, del the caldo e delle serie tv (poi magari funzionano anche le medicine, non so). Amante di libri con finali tristi. Cerco di convertire tutti i miei amici a Doctor Who (e ci sto riuscendo).

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