Ecco perché dovresti gioire anche tu per il revival di X-Files

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Sono gli anni Novanta, per la precisione il 10 Settembre 1993. I 16:9 erano un miraggio. Le storie degli illuminati e delle scie chimiche non erano ancora all’ordine del giorno. Non si faceva il live Tweet di quello che si vedeva e il “binge watch” poteva essere benissimo una pratica della peggiore setta satanica.

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Era il 10 Settembre 1993 e Chris Carter ancora non sapeva che ci avrebbe regalato la serie tv che ha gettato le basi di tutto quello che sappiamo e abbiamo visto fino ad oggi: personaggi ed episodi ben scritti, will they-won’t they (riuscendo ad evitare la maledizione di Moonlighting), storie surreali e ANGST. Probabilmente qualcuno del suo team era consapevole che quello che stavano facendo avrebbe rivoluzionato il modo di concepire la “serie tv”, ma probabilmente è stato licenziato di lì a breve.
Gillian Anderson aveva all’incirca 25 anni e in breve tempo sarebbe diventata l’icona di una generazione di donne decise a darsi alla scienza, a spaccare i culi e/o a mettere in dubbio il loro orientamento sessuale. David Duchovny, invece, ne aveva qualcuno in più e non sapeva che indossando un semplice speedo rosso avrebbe fatto esplodere ovaie per N generazioni a venire.

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Quel giorno in America la FOX – ancora non odiata da 3/4 del pianeta – trasmette il pilot di X-Files, segnando due generazioni in particolare:

  •  Quella degli adolescenti e post-adolescenti del periodo – probabilmente appena usciti dal tunnel Twin Peaks – che avrebbero visto in X-Files la figata del momento e che ne avrebbero tramandato le storie di generazione in generazione. Un po’ tipo dei miti nordici Fox Mulder e Dana Scully sarebbero diventate le loro divinità in cui tutti noi OGGI dobbiamo credere (o meglio “We want to believe because the truth is out there”). Questa generazione è quella che ha trasmesso ai loro conoscenti – e probabilmente anche ai propri figli – tale credenza ed è soprattutto grazie a loro che continua ancora oggi il mito. Di questa categoria fa parte anche quella rappresentata probabilmente dai nostri genitori, tipo mia madre, oggi 50 e passa-enne, che in quegli anni vedeva la “tivvù” senza particolari pretese ed aspettative. Oggi non si ricorda bene tutte le dinamiche tra i protagonisti, ma quando le chiedi di X-Files ti dice “La mia puntata preferita è quando sono nel deserto”. Intendendone la fine. Cuore inconsapevole di fangirl.
  • Quella rappresentata dalla maggior parte di noi, che in quegli anni viveva la sua infanzia e che probabilmente ha un brutto ricordo della storica sigla che all’epoca ci traumatizzava soltanto quanto Pennywise di IT (il pagliaccio di Mr. King per i non esperti – ndr).

Quindi, tutti conoscono, tutti sanno cos’è e chi sono i protagonisti del mito X-Files. Gli X-Philes (nome dei fan della serie) sono ovunque, anche voi che non avete mai visto una puntata, che come ogni Gillovny che si rispetta – poiché inconsapevolmente tutti siamo Gillovny – appena vedete la sagoma di Gillianona Anderson in lontananza la sentite manchevole di una parte se non ci vedete David – Double D – Duchovny di fianco (Gillian + Duchovny = Gillovny – ndr).

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In 9 stagioni e due film, della discutibile bellezza, ci vengono raccontate le vicende che si articolano attorno ai singoli X-Files, ovvero casi etichettati come irrisolti dall’FBI a causa di una componente ritenuta paranormale, e mostrano le indagini di questi due agenti sia su temi classici di fantascienza, horror e parapsicologia sia sull’evoluzione di un grande complotto riguardante gli alieni che si sviluppa parallelamente e che li colpisce direttamente.
Ma non sto qui a spoilerarvi la trama nè ad elencarvi le motivazioni per cui dovreste iniziare a guardare tutte le puntate in loop a partire da ora. ORA. O R A. O R A.

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Sono qua per esternarvi la felicitezza di una fangirl che aspettava questo revival almeno dal 2008, anno in cui è stato diffuso il secondo e ultimo film che ci ha narrato le vicende dei protagonisti, dopo la conclusione della serie nel 2002. Negli anni ’90 Dana Scully e Fox Mulder diventano il simbolo della televisione, non solo per la bellezza stessa dei protagonisti – ancora più gnocchi e fregni 20-e-passa anni dopo – ma essenzialmente per quello che rappresentano. Ogni episodio di X-Files apre a “delle possibilità” e  fa pensare che in realtà non è tutto quì quello che vediamo. Frasi fatte, sì, ma fatte bene. La paranoia che è in te si risveglia e improvvisamente dubiti persino di tua madre.
Probabilmente sono una di quelle persone (e so che tra voi là in mezzo qualcun altro è come me) che deve ringraziare Fox Mulder – ma più probabilmente Chris Carter e il suo dream team – per le sue credenze: bigfoot, lochness, yeti, paranormale, alieni, innamorarsi del proprio collega di lavoro ma non farglielo notare e chi più ne ha più ne metta.

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Uno degli elementi iconici di X-Files è proprio il poster che Fox Mulder ha appeso nel suo ufficio che riporta la memorabile scritta “I want to believe” (Io Voglio Credere) e sottolinea come le ossessioni di un uomo alla ricerca della “verità” su quello che è successo alla sua famiglia, lo portino a stravolgere completamente la sua stessa esistenza e quella di un’altra persona, della sua partner, nel profondo, nelle sue credenze condizionandone le sue azioni.
Ci vuole in sostanza far passare il messaggio che, quasiasi sia la nostra credenza – fede, scienza piuttosto che verità appunto – alla fine c’è speranza, e soprattutto vale la pena avere speranza. Cosa in realtà avesse voluto intendere Chris Carter con queste frasi non sarà mai chiaro, ma credo che in questo periodo del #maiunagioia è un messaggio che, seppur banale, ha il suo perché. Non dico che da domani dobbiamo professarci sostenitori di chissà quale culto, ma credere in quello che facciamo anche se inevitabilmente tutto ci rema contro.

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X-Files, quindi, è una pietra miliare nella storia delle serie tv: è il MUST WATCH che tutti noi dovremmo fare – o quanto meno tutti quelli che si autoproclamano telefilm addicted o massimi GURU nella nobile arte del binge watch. E non c’è storia che tenga. Non esiste il “non mi piace” perchè X-Files è ciò da cui ogni telefilm attinge. Non ci sarebbe stato un CSI (e derivati) se Dana Scully non avesse iniziato a fare autopsie nel peggiore dei modi. Non ci sarebbe stato un Fringe se Fox Mulder non avesse aperto gli occhi al mondo del paranormale. Non sarebbe esistito Breaking Bad se Vince Gilligan non avesse per prima cosa creato degli episodi altrettanto stupefacenti per X-Files e soprattutto se non avesse incontrato Bryan Cranston durante la 6 stagione della stessa.  Non ci sarebbe stato un Bones, Castle, The Mentalist e chi più ne ha più ne metta se Fox Mulder e Dana Scully si fossero riprodotti alla seconda puntata della prima stagione – o quanto meno se avessero solo limonato prima della fine.
Ora, so che spararsi 9 stagioni da più di 20 episodi da 45 minuti almeno l’una è un’attività che solo poche persone possono tentare senza sapere all’ANGST pesante a cui si va in contro, ma il revival lo vedremo nel 2016: GENTE AVETE TUTTO IL TEMPO DI QUESTA TERRA.

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Io lo dico per voi, che non sapete cosa vi aspetterà da quì ai prossimi mesi. Si scrive “Follia Collettiva” si legge FANGIRLING. A Giugno – l’8 per l’esattezza (da segnare sul calendario come il NUOVO NATALE o NATALE BIS) – inizieranno le riprese del revival e tenetevi pronti all’esplosione dell’Internet, e probabilmente a quello delle ovaie di chi vi circonda – perché siete circondati da X-Philes e non ve ne siete mai resi conto. David Duchovny, Gillian Anderson e Chris Carter stessi fangirlano su loro stessi e sulla loro creatura, e IO sono qua a ricordarvi che tutto ciò che è meta a noi piace e anche parecchio. Networks (NBC su tutti), showrunners e attori di qualsiasi genere hanno manifestato la loro felicità per il ritorno di questo cult, pur non partecipandovi. E questo dovrebbe farvi fangirlare a maggior ragione.

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L’ultima volta che li abbiamo visti era il 2008 e il film può averci lasciato un po’ con l’amaro in bocca (per non dire che forse per alcuni versi è stata una “cagata pazzesca”): in questi 7 anni sono invecchiati, cresciuti, migliorati, ma alcune cose sono rimaste le stesse.  Parallelamente la tecnologia si è evoluta e solo Chris Carter saprà come mandarci in paranoia per i prossimi 20 anni. Dalle news che sono state rilasciate nelle varie interviste questi sei episodi avranno tutta l’aria del vecchio X-Files in salsa dannatamente moderna. E speriamo anche un po’ in stile HBO anche se siamo sulla FOX.

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Quindi, non fate i soliti hipster, i “diversi” che vogliono andare contro corrente, perché è quasi un dovere morale inconsapevole partecipare a tutto ciò. Ma non solo. Dovete fangirlare anche voi su questo reboot perché se è solo lontanamente bello quanto la serie originale è una cosa che farà sicuramente la storia: un po’ come Quentin Tarantino che 20 anni dopo riesce a conquistare la sua musa Uma Thurman.

E chi non vuole far parte della storia al giorno d’oggi???

Irrimediabilmente nerd. Nasco Binge-Watcher e muoio Browncoat. Credo nell'esistenza del Bigfoot e in tutto ciò che trasuda trash. HEY STELLLLLAAAA!

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