Doctor Who e le reazioni del bloody Twittah #5

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Pensavo che non avrei mai fatto in tempo a scrivere questo articolo questa settimana perché sono quel genere di persona malata che possiede un’agendina con in copertina un TARDIS, all’interno della quale scrive tutte le più belle citazioni che questa serie tv ci regala, episodio dopo episodio.
Quindi capirete quanto questo weekend sia stato impegnativo, perché la 9×06 – The Woman Who Lived – meritava praticamente la trascrizione di ogni scena e di ogni dialogo, accompagnata da occhi a cuoricino e lacrimucce per la bellezza e la profondità con cui ha saputo riempirci il cuore per 45 minuti.

 

Dovrei farmi una vita, lo so, ma quando poi vado sul Twitter e leggo tutte le reazioni agli episodi del Dottore, mi sento sempre così capita che arrivo a concludere che sono – insieme a tutti voi – una persona estremamente normale ed è questa serie che talvolta ci rende persone solamente un po’, diciamo così, “originali”.
D’accordo, mi sto arrampicando sugli specchi e lo sappiamo tutti, ma è bello mentirsi così.

Ma veniamo agli insegnamenti e alle riflessioni – sempre profondissime – che anche The Woman Who Lived ha saputo trasmetterci e ispirarci.

Partiamo da questa constatazione che potrebbe tranquillamente essere eletta a motto della mia intera vita.
Della serie “I should put it on a t shirt”.

 

Dimostrazione che quando pensi di essere l’unica a fare strane associazioni c’è sempre qualche altro whovian pronto a capirti e a provare le tue stesse cose.

 

Al mito della gente che salta alcune stagioni del Dottore e salta alcuni Dottori io non ci voglio credere.
E guardate cosa vi succede se lo fate.

 

Chissenefrega di tante parole quando ci bastano solo nomi propri a causarci feels indicibili. 

 

Vi presentiamo in esclusiva il prossimo spin off su Doctor Who: DOCTOR STALKER.

 

Puntata dolorosa? Si piange. Puntata divertente? Si piange. Puntata bellissima? Si piange.

 

Si piange ovviamente anche per eventi passati che continuano a ferirci come pugnali ogni volta che vengono anche solo accenntati.

 

Ah si, scusate, si piange anche in previsione di eventi futuri, giusto per non farsi mancare niente.

 

Perché presagire cose dolorose è doveroso, come se non bastasse l’angst già presente in questa serie.

 

E questo è per concludere questa ondata di ottimismo che traspare da ogni tweet sopracitato. Ma giuro che siamo un fandom di persone allegre.

 

Non so voi, ma io ora sto provando il forte bisogno di andare in analisi, quindi vado subito a prenotarmi un appuntamento, ringraziandovi per questa dose di tristezza infinita e invitandovi a tornare a trovarci anche settimana prossima, con la consueta confezione di fazzoletti formato famiglia!

Elisa
Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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