Doctor Who 9×09 – Sleep No More

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Chi si sta godendo l’ultima boccata di pseudo-serenità prima della tempesta? A quanto pare la dipartita di Clara è ormai alle porte e potremmo affermare quasi senza timore di sbagliare che la 9×09, Sleep No More, non sia stata altro che un preambolo di questo evento tragico pronto a colpirci tra capo e collo.
Ma avremo – ahi noi – tutto il tempo per focalizzarci su questo spaventoso scenario che ci apprestiamo a vivere, mentre ora è il caso di approfondire i nostri pensieri, questa volta un po’ discordanti e confusi, su questo particolare episodio.


ElisaGatiss is that you?
Pensando che Gatiss abbia scritto episodi divertenti ed esilaranti come Robots of Sherwood, viene da chiedersi se con Sleep no more si stia parlando della stessa persona e se il buon Mark non si sia premunito di strane sostanze prima di partorire una storia così malata come quella presentata in questa 9×09.

 

L’esito non è male. Ho apprezzato molto la scelta registica che mi ha ricordato i video di youtube in cui gente munita di “telefonino” si introduce in case disabitate per esplorarle, filmando l’effrazione  in modo estremamente amatoriale. Non giudicatemi, a volte passo il mio tempo guardando queste cose, un hobby come un altro in fondo.
Possiamo anche scherzarci su in questi termini, e forse non andremmo neanche tanto lontani a trovare un fondo di verità in questa scelta relativa alle riprese:

Detto questo, l’episodio non brilla certo per bellezza e non resterà affatto tra gli episodi memorabili della storia di Doctor Who, però ammetto di non averlo così ampiamente disprezzato.
Diciamo solo che è stato un episodio strano, più strano dei canoni ai quali siamo solitamente abituati.
Nota negativa per me sono stati soprattutto i personaggi che hanno affiancato il Dottore e Clara, assolutamente dimenticabili e privi di ogni se pur remota capacità di attirare l’interesse e l’attenzione.
Ho apprezzato invece la cupezza dell’ambientazione e, come già anticipato, la modalità non convenzionale con cui si è deciso di gestire la regia dell’intero episodio.

 
 

Quel finale con la sabbia che esce dall’occhio mi ha riportato alla mente Amy dopo aver incrociato lo sguardo del Weeping Angel in The Time of Angels/Flesh and Stone, cosa che mi ha procurato una lieve stretta al cuore. Del resto, non è Doctor Who se non colpisce nei feels almeno una volta a episodio.

 
 

Concludo con una domanda vitale: DOVE DIAVOLO E’ FINITA LA SIGLA?
Va bene tutto, ma ci sono istituzioni che vanno lasciate lì dove sono senza toccarle mai mai mai e il DOOWEEDOO è una di queste.
Per la serie: okay cambiare e sperimentare ma non allarghiamoci troppo.


Vain – Il mockumentary che perplime

Apprezzo la scelta “coraggiosa” di raccontare Doctor Who in un modo diverso dal solito, ma… Beh, se avete visto la puntata sapete benissimo cosa vorrei aggiungere, dopo quel “ma”. Quindi mi concentrerò sull’unica cosa bella di Sleep No More

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Linda Quando Doctor Who non assomiglia a Doctor Who

Abbiamo già parlato del fatto che Doctor Who sia un telefilm molto vario in termini di tematiche ma anche di atmosfera e di struttura degli episodi – l’indipendenza di ogni storia rispetto alle altre lo permette – e già in passato abbiamo potuto vedere puntate che si potrebbero definire sperimentali. Il primo esempio che mi viene in mente è Blink, dove il Dottore è più una comparsa che il protagonista, oppure Love & Monsters (se il titolo vi dice poco, era quella puntata dove Mirtilla Malcontenta diventava una piastrella, in sostanza) che ha in comune con questo episodio l’elemento cam usata come sorta di diario: episodi come questi deviano a tal punto dagli standard già variegati della serie, che ti lasciano quella strana sensazione da “ma era davvero una puntata di Doctor Who o ho guardato per sbaglio qualcos’altro?”

Alla fine di Sleep no More ho avuto esattamente la stessa sensazione. Solo che questa volta ho un’idea ben precisa su cosa sia quel “qualcos’altro” che mi sembra di aver visto. Reece Shearsmith e Mark Gatiss insieme vi dicono qualcosa? Se aggiungo altri due nomi alla formula (Jeremy Dyson e Steve Pemberton) ottengo un magico quartetto che va sotto il nome di League of Gentlemen, un gruppo di attori-scrittori di dark-comedy. L’impressione è che Gatiss abbia voluto provare a mischiare quel genere alla fantascienza, rendendo anche omaggio al lavoro dell’amico Shearsmith che, oltre ad essere stato qui l’inquietante Rassmussen, è stato autore e interprete di Inside No. 9.

Perché questo sembrava decisamente un episodio di Inside No. 9: ansia da claustrofobia, realtà distorta, horror random e tanto, tanto nonsense.

(Sì. in Inside No. 9 c’era anche Varys e sì, aveva i capelli)

Nel complesso, puntata non indimenticabile ma godibile in quanto singolare.  Ed era ora che i Sandmen entrassero nel repertorio dei villain di Doctor Who e la canzoncina è stata un tocco di classe. Ora mi rimarrà odiosamente in testa per giorni, anche nella versione a me più familiare dei Blind Guardian, ma pazienza, per il Doctor questo ed altro!

(Ogni scusa è buona per spacciare anche un po’ di buona musica, non me ne vogliate.)


ValentinaWHAT???

Voi dovete sapere una cosa: quando qualcosa mi sembra davvero brutto penso sempre che forse sono io a non averla capita, a maggiore ragione quando si parla di episodi di Doctor Who, una serie per la quale nutro un rispetto al limite del sacrale.

Tratto dalle mie dichiarazioni d’amore a Doctor Who

Tuttavia, se quando la  puntata è iniziata la prima cosa che mi è venuta in mente è stata Love & Monsters, forse dovevo capire che non sarebbe finita bene.

Ecco, sarà un mio limite. ma io non capito.
Cosa non hai capito, piccola Vale?, direte voi.
Beh, tutto.

Potrebbe essere questo il motivo? Non credo

Non ho capito il senso della trama, che allo stesso tempo è stata confusionaria e banale. Una trama in cui, aggiungerei, il Dottore avrebbe potuto esserci come benissimo non esserci. L’impressione è quella di una storia non contestualizzata, come se avessimo iniziato a vedere un film da metà e fossimo stati costretti a rompere l’anima ai nostri poveri vicini per capire cosa è successo fin lì. Solo che in questo caso non c’è nessuno a cui chiedere di aggiornarci, perché siamo stati catapultati tutti dentro la storia senza troppe cerimonie.

Se l’idea poi era quella di spaventarci, beh mi dispiace ma non ci sono riusciti: di astronavi senza equipaggio ne abbiamo viste moltissime e anche con mostri molto migliori (l’ultimo esempio lo abbiamo visto in questa stagione, con i fantasmi). Ed è proprio sui mostri che voglio concentrare la vostra attenzione: da insonne pensavo che una puntata dal titolo Sleep no more mi avrebbe terrorizzata davvero tanto, al punto da dormire ancora meno di quel poco che riesco. Poi alla fine? Mi hanno propinato delle caccole degli occhi giganti e omicide. Scusa Gatiss, per me è proprio un NO.

SANDMEN?!

Il punto è che questa puntata voleva essere innovativa e alternativa attraverso degli elementi narrativi “nuovi” come l’abbattimento della quarta parete, l’eliminazione della sigla, l’inserimento delle riprese stile The Blair Witch Project, ma alla fine ha raggiunto solo un unico risultato: cadere nel pretestuoso.

Quindi farò finta che di non aver visto questo episodio, come saggiamente ci consiglia lo scienziato pazzo all’inizio della puntata e ringrazierò sempre San Moffat che non ci sia un seguito (almeno in questa stagione), perché non avrei retto ancora a delle riprese del genere.

E poi, non possono togliermi la gioia di cantare la sigla a squarciagola. NON POSSONO.


Anche questa settimana siete arrivati alla fine della nostra cascata di recensioni. Stavolta la puntata ci ha divise, in un caso addirittura ammutolite. Ma d’altra parte cos’è Doctor Who senza una buona dose di pareri discordi?

Ci vediamo martedì prossimo, pronte, come al solito, a sclerare con voi e per voi!

BlueBoxSeries
Account di redazione che raccoglie sproloqui telefilmici vari ed eventuali, perché non sempre firmarsi singolarmente è semplice e - soprattutto - conveniente.

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