Doctor Who 9×05 – The Girl Who Died

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Alzi la mano chi sta ancora rantolando sul pavimento per The Girl Who Died?
Spoiler: noi di BlueBoxSeries sicuramente.

Del resto si poteva presagire questo destino da due semplici elementi:
1 – La tuta arancione dei feels: ogni qualvolta essa è presente in un episodio si piange, punto.
2- La formula del titolo: The Girl Who – che ricorda quel The Girl Who Waited che proprio leggero e spensierato non era e che qui, con quel Died, già qualcosa di brutto lo faceva oltremodo presagire.

Ma bando alle ciance, ecco nel dettaglio come ognuna di noi, sopravvissuta a stento, ha reagito a tutta questa marmaglia di feels sparsi.

ElisaHello traumi, my old friends.
Finito il live tweet dell’episodio, sono tornata sul mio profilo per rileggere l’evoluzione dei miei tweet man mano che la visione di The Girl Who Died procedeva ed è stato impressionante notare come per la prima mezz’ora i miei commenti fossero di cazzeggio assoluto, per poi sfociare, nei dieci minuti finali, in un totale DLF: DOLORE, LACRIME, FEELS.
Il tutto è stato riassunto da me medesima in questi termini, giusto per rendere meglio l’idea:

La prima parte di episodio è quel misto di divertissement, trash, sassy Doctah, Maisie Williams e alieni strani e un po’ bruttini di cui ogni tanto si sente il bisogno per ricordarsi che Doctor Who è fondamentalmente una serie in cui le trashate piacciono e fanno star bene, in quanto rappresentano uno dei pochi momenti in cui si respirano boccate d’aria fresca prima di morire tra le lacrime.
Lacrime appunto, perché in trenta secondi netti si passa dal motivetto di Benny Hill che mi ha fatto fare facepalm indicibili perché insomma, c’è un limite a tutto:

 
 

A questo:

  
 
 

Non uso neanche le parole e lascio che siano le gif a parlare, perché la portata di questa scena mi ha scaraventata sul pavimento, facendomici cadere dritta di faccia.

Ma soffermiamoci un attimo sulla questione “ecco da dove ho preso la mia faccia e piazziamoci un flashback di Ten e Donna per ricordarlo meglio e far piangere ogni whovian esistente”.
Onestamente io vivevo bene anche senza la spiegazione del perché il Dodicesimo Dottore avesse la stessa faccia dell’uomo che il Decimo salvò a Pompei grazie alle parole di Donna Noble (sto scrivendo e piangendo al solo ricordo, giusto per tenervi informati).
Nel senso, lo sappiamo tutti: la tv, il cinema e soprattutto la BBC reciclano attori e scenografie e quindi cose come questa sono all’ordine del giorno, noi lo sappiamo, conosciamo i meccanismi, non ci poniamo grandi domande e andiamo avanti. Tutto molto semplice.
Quindi la necessità di una spiegazione wibbly wobbly timey wimey, almeno per questa volta, non la provavo affatto.
Ma ammettiamolo: quando mi sono trovata davanti a quel flashback ho capito che, non solo tutto filava alla perfezione creando un filo conduttore lungo praticamente cinque stagioni, ma anche che in realtà la necessità di quel ricordo e di quel collegamento la provavo, senza rendermene conto.

Sono stata molto felice che la questione sia stata risolta in questo modo, che se vogliamo è molto semplice, ma forse proprio per questo risulta appropriato ed efficace.
Ho decisamente apprezzato anche la strutturazione dell’episodio: spazio al divertimento, spazio ad una nuova esplorazione della profondità del rapporto tra Twelve e Clara e infine spazio ad una spiegazione su Pompei che in tantissimi chiedevano.
Il tutto arriva molto inaspettatamente e questo tratto spiazzante – per far soffrire meglio – trovo che abbia davvero funzionato.
La mia unica perplessità ora risiede nel fatto che anche il prossimo episodio sarà un proseguimento di questo che onestamente a me sembrava già auto concludersi alla perfezione senza bisogno di un’altra puntata a riguardo.
Ma questa nona stagione sta andando così a gonfie vele che concedo il beneficio del dubbio anche a questa scelta narrativa.


Vain – OMG che figat… NOPE NOPE NOPE
Prima di tutto, ringrazio di cuore per le gif di Tennant che le mie colleghe whovian hanno messo e che metteranno sicuramente (se avevate in programma di non metterle, beh… METTETELE).

Poche cose riscaldano il cuore come Tennant che dice “thank you”, right? #beautifulhumanbeing

Ma ora passiamo direttamente a parlare di The Girl Who Diedabbiamo una vita intera per delirare su Tennant, e solo un post a settimana per discutere più o meno seriamente di Doctor Who (non è vero, ma facciamo finta che sia così).

Dopo l’obbligata puntata sui fantasmi, ovviamente non poteva mancare l’episodio a tema storico: nella scorsa stagione, Robots of Sherwood è stata una delle pochissime puntate che, bene o male, mi sono piaciute dall’inizio alla fine, quindi l’hype era più alto del solito… Aggiungiamo pure vichinghi e Maisie Williams, e siamo a posto.

Insomma, ho riso come non mai: dalla prima apparizione del falso Odino (no, non Twelve: l’altro falso Odino) al Dottore che si improvvisa addestratore di guerrieri, manco dovesse allenare le truppe della Cina (Quel vichingo saraaaai che adesso noooon sei tuuuuuuu!). Ovviamente anche in questa puntata Clara e Twelve ci fanno urlare un sacco di AAAAAWWWWWW, seguiti da tante faccine brillose, anche perché il Sassy Doctor che mostra il suo lato più “umano” può solo commuovere (e farci venir voglia di stritolarlo: tanto ora sappiamo che, a volte, pure lui si lascia sfuggire qualche abbraccio). In questa puntata, però, si è esagerato un po’… Ma ritornerò più avanti su questo.

A questo episodio giova sicuramente il fatto di essere stato scritto a quattro mani, anche se rimane inconfondibile la mania di Moffat di autocitarsi e di fare strani giochetti di parole e di concetti, per non parlare delle frasi ad effetto: che, per carità, sono tutte cose fighe, ma il troppo stroppia. Moffat, però, è in parte perdonato perché in questa stagione sta buttando qua e là molti riferimenti all’Era Davies (e ora sappiamo come mai, nella scorsa puntata, Donna non era stata nominata). E poi ho adorato la definizione di “premonizione”.

premonition doctor who

Il momento più heartbreaking per me, però, non è stata la spiegazione del nuovo volto del Dottore, ma tutte le scene inerenti con lo speaking baby: “Mother, I hear thunder. Mother, I hear shouting. You are my world, but I hear other worlds now. Beyond the folding of your smile is there other kindness?”

Mi sono commossa un sacco, e io odio i bambini.
Insomma, solo una cosa non mi è piaciuta di questa puntata: Ashildr. Il suo personaggio, la sua morte momentanea, la sua acquistata immortalità mi hanno convinto meno delle anguille come armi contro gli alieni… compresa anche tutta la parte da lei derivata, come la decisione impulsiva del Dottore di renderla immortale, pur di salvarla. E il parallelo con Fires of Pompeii l’ho trovato decisamente fuori luogo, oltre che forzato: insomma, questa spiegazione sull’ormai non più nuovo volto del Dottore me la sarei risparmiata volentieri.

E, comunque, il confronto tra i due episodi non regge: in Fires of Pompeii, il Dottore aveva la possibilità di salvare pochi nonostante la morte di molti, mentre invece in The Girl Who Died i molti li ha salvati (grazie alle anguille). Insomma, non mi convince il fatto che il Dottore possa aver preso una decisione simile, per quanto impulsivamente, senza contare che il personaggio di Ashildr rovina quello che sarebbe potuto essere un bell’episodio autoconclusivo con del sano trash, trasformandolo in un doppio episodio che, boh, vedremo: magari settimana prossima verrò stupita in positivo. E lo vorrei tanto.


 Valentina – “There is nothing I can’t do. Nothing.”

Ci sono quegli episodi in cui sembra che gli autori abbiano ascoltato tutte le tue preghiere e questo è decisamente uno di quei casi. Giusto qualche settimana fa mi auguravo di vedere una puntata in cui il caro amico trash facesse capolino e questo non perché io muoia dalla voglia di rivedere alieni plasticosi e scoreggioni, ma perché amo dal profondo del cuore l’atmosfera scanzonata che si crea, a partire dalla gioia mista a faccia da schiaffi del Dottore, che spesso e volentieri è anche origine del suddetto trash.

Tanto per fare due esempi, non credo mi riprenderò mai dalla visione dell’apparizione stile Sole dei Teletubbies del secondo falso Odino. Io non so come abbiano potuto pensare a una cosa simile, ma è stata talmente un’idiozia che nella storia c’è pure stata bene. Stesso discorso vale per la musichetta di Benny Hill, perfettamente funzionale all’obiettivo del Dottore, che questa volta si improvvisa anche esperto di marketing: distruggere, ridicolizzandola,  la reputazione intergalattica della Melma è la più efficace delle minacce. Per la serie: pensa quello che vuoi di noi ma non parlarne male su twitter.

Mi accodo alle mie colleghe (sì, prendiamo queste recensioni molto sul serio) quando dico che l’apparizione di Ten e Donna è stata paragonabile al dolore che ho provato quando mi sono schiacciata le dita nella portiera della macchina, che la spiegazione della faccia di Twelve ci sta eccome e che mi sono commossa quando ho realizzato che il pianto di un bambino è molto poetico.

Ma questo episodio vince su tutta la linea per la rappresentazione di quello che ormai ci accompagna dall’inizio di questa stagione: il rapporto tra il Dottore e Clara. Abbiamo già parlato di quanto la coppia sia rodata, ma in ogni puntata continuo a stupirmi di quanto i ruoli fra i due si siano invertiti. Pensate un secondo alla Clara di Kill the Moon, ferita e angosciata per essere stata abbandonata dal Dottore e pensate a questa, che non fa una piega quando si trova, nuovamente, nella tana del lupo con una ragazzina di cui ha la responsabilità. Pensate a quanto in questo episodio Clara sia stata fondamentale per spronare e ricordare al Dottore, sebbene indirettamente, che lui salva le persone e che quindi non si può proprio permettere di temporeggiare.
Se possiamo quindi dubitare che per Clara il Dottore sia solo un hobby, non possiamo assolutamente dubitare come per il Dottore Clara sia diventata una sorta di centro dell’Universo: quando si è trovato davanti alla Morte (pensate a quante volte è stata nominata in questa stagione) ha espresso più o meno chiaramente come non tema la sua dipartita, ma quella della sua Companion. Immortality isn’t living forever, that’s not what it feels like. Immortality is everybody else dying. 

Ancora una volta, dopo il finale di Before the Flood, il Dottore sfida le leggi della Natura e non solo salva le persone del villaggio, ma dona anche l’immortalità a una di loro: nonostante questo possa essere considerato un gesto di presunzione (ricordiamoci la facilità con cui si è paragonato a un Dio in questa puntata), io lo vedo come un gesto disperato, perché mai come in questa stagione mi è sembrato che il Dottore non riesca ad arrendersi alla caducità della vita umana. E pensando alla prossima dipartita di Clara, questo mi fa davvero temere bruttissime reazioni.

My poor heart

Sento l’esigenza di aggiungere un altro paio di particolari secondari che mi fanno amare l’episodio e l’intera serie:

  • Doctor Who si dimostra il programma per bambini con il più alto tasso di morti casuali del mondo (pensate alla dozzina di guerrieri vichinghi nei primi dieci minuti è evaporata nell’indifferenza generale).
  • Incredibile ma vero, per la prima volta non mi ha turbato per nulla che l’episodio sia in due parti! La conclusione è stata perfetta così com’è e potrei tranquillamente vivere senza sapere che fine ha fatto Ashildr, che, parlandoci chiaro, non è stata proprio un personaggio memorabile.
  • Mai come in questa puntata il Dottore ci ha dimostrato come non gli serva alcuna tecnologia aliena per risolvere la situazione, ma solo un po’ di cara vecchia fisica. Because he’s a genius, bitches!


Nadia – Benvenuta, nostalgia

Sarò breve, brevissima. Non ho avuto bisogno del colpo Ten-e-Donna sul finale: ormai ero KO molto prima, nello specifico a “He speaks baby“. Sì, nominatemi Eleven o fate un qualunque riferimento a lui e io lascio questo mondo con la rapidità di un Pond toccato da un Weeping Angel (e questo era il mio suicidio, gente). Ma se non fosse bastato il ricordo del mio Matt, poi è arrivato questo:

neutron flow capaldi 9x05

HE’S REVERSING THE POLARITY OF THE NEUTRON FLOW!!

Ho urlato come la peggiore invasata quando è successo; e dire che dovrei esserci abituata, visto che in questa stagione non è la prima volta che si approfittano dei nostri fragili cuori con riferimenti a Classic Who.

classic who reference

Dicevo, ero ormai al tappeto ben prima del finale dell’episodio, con o senza Ten e Donna Noble a sovraccaricarmi di feels. Dopotutto, questa puntata è stata un’altalena di sentimenti, con passaggi repentini dalle risate incontrollate alle lacrime per dolori passati e futuri (leggi: Clara), ed è proprio questo che mi ha fatto amare moltissimo The Girl Who Died, questa dolce esperienza di bipolarismo whovian che ciascuno di noi ben conosce.

Ho piuttosto delle riserve sul ritorno di Maisie Williams già nella puntata seguente, avrei infatti preferito soffrire di più e rivedere Ashildr quando meno me lo aspettavo, dopo essere stata costretta ad attendere per un numero indefinito di episodi, senza sapere quando sarebbe tornata e credo avrebbe anche contribuito a rendere il personaggio più interessante. Sì, mi piace soffrire, ditelo pure, volete forse negare che piace anche a voi?

Ma il sentimento più potente e onnipresente dell’episodio è stato per me il OMMIODDIOPERDEREMOCLARASOCHEMORIRÁ. Non so se è chiaro. Quindi permettetemi di ricordarvi quanto è gnocca e meravigliosa.

clara space suit

(OMMIODDIO lo so che morirà)

E quanto sono super teneri e bellissimi Clara Oswald e il Dodicesimo Dottore.

clara and twelve

Troppo troppo amore! (Dunque è spacciata)

Ma finché è qui lasciatemela amare follemente. Clara, my Clara.

clara oswaldclara oswald companion

 


Il riassunto dei nostri commenti potrebbe tranquillamente essere questo:

– amiamo il trash;
– piangiamo ancora per la quarta stagione;
– impazziamo quando il Dottore parla bambinese.

Questi elementi sembrano conferire persino un’immagine tenera di noi e, con il dubbio che questo possa essere davvero il nostro ritratto (o, probabilmente, solo un’illusione), vi diamo appuntamento a settimana prossima!

BlueBoxSeries
Account di redazione che raccoglie sproloqui telefilmici vari ed eventuali, perché non sempre firmarsi singolarmente è semplice e - soprattutto - conveniente.

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