Doctor Who 9×02 – The Witch’s Familiar

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E anche il secondo episodio della nona stagione di Doctor Who è andato e noi possiamo dire di essere nuovamente sopravvisuti a Moffat ish.
Questo episodio doppio (The Magician’s Apprentice e, appunto, The Witch’s Familiar) che ha aperto la nona stagione ha accolto molti consensi e visto che tra noi di BlueBoxSeries si celano parecchi whovians che ci tengono a dire la loro, abbiamo deciso di sbizzarrirci in commenti collettivi, con cui speriamo di riuscire ad accompagnarvi settimanalmente da qui a fine stagione, perché sclerare è bello, ma sclerare in compagnia lo è ancor di più.

Elisa – Premesso che non ho ancora smesso di chiedermi quanto Capaldi abbia fangirlato nel trovarsi all’interno della “poltrona Dalek” di Davros e nel vagare in giro per Skaro dentro essa, inizierò col dire che il timore era quello che, dopo una season premiere con i controcazzi, il secondo episodio rovinasse alcune premesse risolvendo la storia un po’ nella banalità e nella scontatezza, anche perché diciamocelo, di Moffat conviene non fidarsi mai completamente. Ma niente di tutto ciò è accaduto.


Anzi, The Witch’s Familiar ha confermato l’ottimo esordio rappresentato da The Magician’s Apprentice e ha dato una conclusione all’intero arco narrativo che per me è valsa solo applausi.
L’espediente migliore a mio avviso è stato quello di (re)introdurre Clara nel Dalek, dando non solo vita a nostalgici deja vù ma anche a una scena che ha strappato lacrimucce anche a me che proprio fan di questa fantomatica whouffaldi non sono.
Per non parlare della scena finale, con il Dottore e il piccolo Davros mano nella mano, con Mercy , figura astratta, assoluta protagonista di due episodi che qui si concretizza fortemente in una inquadratura dal fortissimo significato.


Nel momento in cui Davros si prende gioco del Dottore ammetto di aver tremato un attimo al grido di “ecco, ci risiamo, era scontatissimo che sarebbe stata una trappola”. Ma scusami Dottore se ho dubitato di te, tu avevi già previsto tutto e io sono cascata nel contro-tranello con tutte le scarpe, peggio di Davros insomma.
Ho apprezzato molto anche l’idea della wearable technology, quei sonic!Rayban che tanto donano a Capaldi e che ormai sono un tratto distintivo del suo Dottore. Insomma, dopo Converse e bow  ties, il Time Lord non smette di influenzare la moda, affermandosi come vero  e proprio guru in materia.

Elogio finale va ancora a Missy, che mi piace e mi convince sempre di più. E che idea geniale avrà avuto ora per salvarsi la pelle dall’assedio dei Dalek? Non vedo l’ora di rivederla, ma intanto non vedo l’ora di sabato prossimo per un nuovo episodio che dal promo sembra inquietante e promettente al punto giusto.


 Vain – YEAH YEAH YEAH. Sì, questo commento inizia così perché, dopo un bel po’ di tempo, non mi sono trovata imbruttita davanti ad una puntata di Doctor Who. Pure The Magician’s Apprentice mi aveva lasciato una forte sensazione di “Vabbeh, immagino potesse andar peggio”, complice il fatto che Missy, come personaggio, non mi faccia impazzire. Tuttavia, in The Witch’s Familiar ho apprezzato anche lei, nonostante le premesse, e approved anche il duo Missy-Clara, le pretty women #electricguitar: sicuramente sarà stato una gioia per i Clara haters (ma lo è stato anche per me, anche se non lo sono).

  

Ma passiamo all’altra “coppia” della puntata, il Dottore e Davros. Nel corso di un lungo dialogo, durante il quale vorremmo più volte abbracciare Capaldi e, a momenti, pure Davros (!), impariamo sempre di più che il Dodicesimo Dottore è The Mercy Doctor (basti pensare al modo in cui ha perdonato in fretta Clara, nell’ultimo finale di stagione) e, allo stesso tempo, The Sassy Doctor, della serie: buono sì, ma mica scemo. Per non parlare, poi, dei numerosi feels generati dal Dalek Clara, e non sto nemmeno a ricordare il perché.

 

Ma il bello di The Witch’s Familiar è che, oltre ad un vago riferimento al passato di Master-Missy (gossip gossip, we want more gossip!), veniamo a scoprire un sacco di tante cose nuove sui Dalek, nonostante siano personaggi vecchi più di cinquant’anni. Tuttavia, molto altro continua a rimanere in sospeso (il motivo per cui il Dottore fuggì da Gallifrey – un’altra profezia, seriously?! – e il suo testamento, per non parlare dell'”idea geniale” di Missy alla fine), senza contare che abbiamo già capito come funzioneranno queste doppie puntate: nella prima parte sarà tutto un casino delirante, mentre nella seconda gli sceneggiatori ci rassicureranno che non sono impazziti. O, almeno, non del tutto. Insomma, una delle poche osservazioni per The Witch’s Familiar è questa: il Dottore avrebbe fatto esattamente le stesse cose anche senza l’intervento di Clara e Missy, e la puntata si sarebbe conclusa nel medesimo modo. Esattamente come Indiana Jones in I Predatori dell’Arca Perduta. Solo che, poi, i feels non sarebbero bastati per coprire entrambe le puntate.


Valentina –  Questo mio commento potrebbe aprirsi e concludersi con un semplice “quoto” dei due precedenti, ma ormai sono qui e tanto vale fare qualche osservazione in più. Ammetto che prima di premere play sulla puntata The Witch’s Familiar mi ero psicologicamente preparata alla risoluzione del cliffhanger in quel modo che ho imparato ad associare a Moffat e accoliti e che, ahimè, ogni tanto mi fa storcere il naso.
Mi riferisco allo schema che il nostro amato-odiato autore spesso e volentieri mette in scena: una situazione di crisi che sembra non avere proprio via di uscita viene risolta con una soluzione apparentemente banale che narrativamente sfocia in un brusco calo di tensione. Questo ribaltamento delle carte in tavola di solito porta alla combo delle  seguenti reazioni nel pubblico:

Per farvi due esempi a caso, ricordiamoci tutti come è finita la prima stagione di Sherlock (bomba, pistola, Sherlock pronto a far saltare in aria mezza Londra e OMMIODDIO) e come è iniziata la seconda (Ah! Ah! Ah! Staying alive!); stesso discorso vale per Doctor Who nella prima stagione con The Empty Child (Go to your room!).

Grazie al cielo in The Witch’s Familiar non c’è stato nulla di tutto questo: sapevamo già che Clara e Missy non potevano essere morte e in effetti la spiegazione che ci è stata data è stata più che soddisfacente, il che mi fa tirare un temporaneo respiro di sollievo riguardo all’idea di sviluppare la stagione su doppi episodi che, come vi avevo già accennato, non mi faceva proprio impazzire.
Il rapporto Doctor/Clara in grande rispolvero (sorry haterz), il panico del Dottore quando ha visto Clara nel Dalek che rispecchiava i nostri feels e semplicemente la psicopatica presenza di Missy sono tutti elementi che mi fanno promuovere la puntata e in generale questo inizio di stagione.
Solo qualche spunto in più su cui riflettere e sperare in attesa dei prossimi sabati:

  • Nella 5×13 un Dalek chiedeva a River “Mercy” e dopo averci pensato ho capito che non è un plot hole: quel Dalek ha chiesto pietà grazie a Twelve che è andato a salvare Davros triliardi di anni prima. Wibbly Wobbly Timey ecc…
  • Adesso per smorzare la tensione dateci delle puntate divertenti con un po’ di trash perché ne ho un bisogno fisico.
  • Testamento del Dottore + figlia del Master + idea geniale di Missy = EXPLAIN! EXPLAIN!
  • Sono molto felice che adesso anche Twelve abbia un segno distintivo oltre alle sopracciglia, ma, per quanto siano innegabilmente fighi e aumentino la coolness di Capaldi di almeno un migliaio di punti, gli occhiali sonici devono sparire, perché un Dottore senza cacciavite è come un cielo senza stelle.

 


Nadia – Se anche chi aveva dubbi su questa stagione e su Capaldi come Dottore ha alzato tutti i pollici a disposizione in favore di questo episodio, potete immaginare la mia di reazione, considerando che già pensavo sarebbe stato fantastico. Questo significa anche aver dovuto riguardarlo il giorno seguente perché mi ero persa metà dei dialoghi per via delle urla di tre whovian commentatrici accanite riunite sullo stesso divano alle 20.40 di sabato sera. Viste le premesse, è inutile che stia a ripetere ciò che è stato magnificamente detto prima di me (compreso un big NO all’eliminazione del sonic screwdriver, perché noi whovian siamo abituati al cambiamento però ora non esageriamo), quindi mi limiterò a pochi profondissimi commenti lampo.

  • Grazie a questo episodio ho scoperto che credo a tutto quello che mi viene detto: ho creduto a Davros quando faceva la sua scenetta da moribondo, ho creduto al Dottore quando pareva si fosse fatto fregare, ho creduto che Missy avrebbe detto al Dottore che quel Dalek era in realtà Clara. Gente, sono ufficialmente un’ingenua sentimentale, abbiate pietà e non fatemi mai scherzi.
  • Moffat ci ha dato una risposta (quella di sempre) a tutte le nostre domande a cui non ha intenzione né voglia di rispondere:
accept it doctor who

I’m the Moffat. Just accept it.

  • Mentre tutti piangevamo tutte le nostre lacrime e affogavamo nei feels durante la scena tra Clara-Dalek e il Dottore ripensando a Asylum of the Daleks io mi immaginavo Moffat così:

Missy blink

  • Ho la sensazione che quel maledetto testamento del Dottore ce lo trascineremo avanti per tutta la santa stagione.
  • Mi sono resa conto che il Dottore non ha insegnato a Davros soltanto Mercy, ma anche

twelfth doctor exterminate

Io sarei arrivata urlando “MAMBO!” solo per il gusto di vedere dei Dalek che girano impazziti uccidendo la gente al grido di “MAMBO! MAMBO! MAMBO!”.

Lo so, perdonatemi, se potete.


Su questa immagine dei Dalek danzanti ed exterminanti (?) al ritmo di mambo, noi per ora vi salutiamo, anche se crediamo che dopo questo commento di gruppo le discussioni interne a BlueBoxSeries continueranno a vertere soprattutto su una questione determinante che a quanto pare ci ha divise: sonic!Rayban sì o sonic!Rayban no?

Perché Doctor Who è uno show serio che talvolta solleva interrogativi importanti e discussioni costruttive, ricordatevelo sempre.

 

BlueBoxSeries
Account di redazione che raccoglie sproloqui telefilmici vari ed eventuali, perché non sempre firmarsi singolarmente è semplice e - soprattutto - conveniente.

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