Doctor Who 9×01: and we’re all already exterminated

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Disclaimer. Questo non vuole essere un commento obiettivo per una sola e semplice ragione: stiamo parlando di Doctor Who e di essere obiettiva non mi sforzo nemmeno. Perché quando si parla del Dottore, scattano immediatamente e automaticamente tre leve, che per quanto tu ti possa sforzare, non riuscirai mai a tenere a freno.
Potremmo chiamarla la regola delle tre F: freak out, fangirling e feels.



Detto questo, Moffat si gioca subito in apertura di stagione un episodio doppio di cui The Magician’s Apprentice (sì, è proprio un titolo figo) ne costituisce la prima parte. Il risultato? Freak out, appunto.
Sì perché non solo questa season premiere ha convinto anche i più scettici, perché non solo è stato un inizio di stagione come forse da troppo tempo non se ne vedevano nello show, ma anche perché, nel suo cliffhangerone finale, l’episodio ha lasciato tutti noi a bocca spalancata e a implorare gli hacker più esperti al fine di leakare la prossima puntata dagli archivi della BBC, poiché onestamente una settimana con questo finale aperto è impensabile da vivere.

Ma andiamo con ordine. La premiere si apre di per sé con una trovata splendida, che getta subito inquietudine e regala wtf gratuiti a tutti noi spettatori: un bambino circondato da mani/mine antiuomo che sbucano dal terreno e hanno occhi nei loro palmi. Bentornato Doctor Who, con la tua capacità di creare ansia e far nascere in noi nuove paure irrazionali per cose totalmente ordinarie come, in questo caso, palmi di mani.
Il bambino sta per essere salvato dal Dottore, ma proprio prima della sigla scopriamo la sua identità, che fa quindi vacillare le buone intenzioni gallifreyane: il giovane è Davros, il futuro creatore dei Dalek. E adesso? Su questa rivelazione shock ci siamo trovati a urlare il consueto DOOWEEDOOO dell’opening, condividendo l’espressione sconvolta di Twelve.

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Dopo la sigla facciamo la conoscenza di Colony Sarff, messaggero e servitore di un ormai morente Davros, che tenta di reperire il Dottore perché “Davros knows, Davros remembers” e, per questa ragione, un ultimo incontro tra lui e il Twelve sembra essere necessario. E da qui la domanda che noi e diverse conoscenze del Dottore ci siamo posti: “Doctor, what have you done?”.

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Davros sa che l’unico modo per fare uscire il Dottore allo scoperto e portarlo dunque ad un confronto è quello di cercare i suoi amici e ovviamente nessuno è più vicino al Dottore di Clara, che ci appare ancora una volta nei panni di insegnate, ma non proprio attenta all’insegnamento dei suoi studenti, perché qualcosa fuori dalla finestra attira la sua attenzione: #planeshavestopped.
Moffat deve davvero amare il TWITTAH e non perde occasione di nominarlo e fare uso anche di hashtag per misurare la sua potenza e vedere se sono in grado di entrare nei TT (tweet trend) mondiali. Sì Moffat, sei pericoloso, lo sappiamo e ti amiamo/odiamo anche per questo.

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Ma hey, c’è qualcun’altro che è in cerca di attenzioni e qui arriva – nuovamente – la bellissima entrata in scena di Missy, con tutta la sua sassiness e la dose di follia che fa proprio parte di Michelle Gomez, donna che ormai abbiamo un po’ tutti imparato ad amare perché è difficile fare altrimenti.
Sì, anche lei sta cercando il Dottore e come modo sobrio per attirare l’attenzione ha pensato bene di fermare gli aerei nel cielo. Ma quanto sono egocentrici questi gallifreyani? Lo so, li adoriamo per questo in fondo.

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Missy ha nelle sue mani il testamento del Dottore, che le è stato da lui stesso spedito in quanto amica/o e conoscente di lunga data. Sento i Doctor-Master shippers rantolare sul pavimento in preda ai feels.
Bene, Clara e Missy grazie ai mezzi tecnologici della UNIT riescono a localizzare Twelve, che si trova in un monastero dell’Essex, nell’anno domini 1138.
E scusate se qui mi inchino e fangirlo allo stesso tempo, perché l’esordio di Twelve in questa season premiere “rocks as fuck”, e quando dico “rocks” intendo in tutti i sensi possibili.
GRAZIE MOFFAT, GRAZIE DI CUORE.

Capaldi + chitarra + riffs + Pretty Woman + rayban + queipantalonicheciao

DUDES, roba da non riprendersi, da non riprendersi più.

Bene, terminato questo momento di esplosioni ovariche e fangirling potente, Moffat decide che ha fornito troppo divertissement in un colpo solo e che è il momento di ristabilire il sadico ordine gettando una valanga di feels nel rapporto Twelve-Clara (questo è il momento in cui i Whouffaldi shippers sono probabilmente annegati nelle lacrime e pertanto deceduti).

 
 
 
 

Sciolto il commuovente abbraccio, compare Colony Sarff che decide di portare il Doctah and Co. al cospetto di Davros, su quella che sembra essere una stazione orbitante locata chissà dove nell’Universo. Missy non sembra prendere bene il fatto che Twelve definisca il creatore dei Dalek come il suo acerrimo nemico, dando sfoggio nuovamente della megalomania del Master che tanto ci piace e che alla Gomez, così come era accaduto anche con John Simm, riesce tanto bene rappresentare nel personaggio.

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In realtà scopriamo presto che i nostri si trovano non su una stazione orbitante, bensì su un pianeta che era stato sapientemente nascosto e che questo pianeta altro non è che Skaro, il pianeta dei Dalek.
Negli ultimi cinque minuti finali succede di tutto e anche a distanza di due giorni siamo qui con un WTF stampato in capslock sulla fronte.
Missy e Clara vengono exterminated e il Dottore, dopo la chiacchieratina con Davros, assiste inerme a questi terribili eventi. Non gli resta che fare una cosa dunque, la cosa più sconvolgente di ogni altra: tornare indietro e uccidere quel Davros bambino, bisognoso d’aiuto sul campo di battaglia circondato da mani.
E così l’episodio finisce, lasciandoci sull’orlo di un cliffhanger così grande da portarci a vivere rantolando fino al prossimo sabato.


Le domande sono tante: come torneranno indietro Clara e Missy? Perché tanto lo sappiamo che è solo questione di COME verranno riportate indietro, perché VERRANNO riportate indietro.
Come ha fatto Missy a non morire nel finale della season 8?
E Davros, mica sembrava morto anche lui nel bellissimo e heartbreakingissimo (?) finale della season 4?

Ma non solo abbiamo tante domande, bensì usciamo da questo episodio anche con una consistente dose di feels: sì perché accanto all’abbraccio Whouffaldi e al sottile (neanche tanto) flirting Doctor-Master abbiamo rivisto se pur brevemente gli Ood, la Shadow Proclamation, Tom Baker nei panni di Four e un nanosecondo di David Tennant nei panni di Ten.
Ragazzi, tutto questo in 45 minuti. Ecco perché poi il cuore non ci regge quando parliamo di Doctor Who e quando ci vengono donate premiere di questo tipo.
Episodio di apertura totalmente promosso a mio avviso, che ripaga un hype smisurato accumulatosi in tutti questi mesi e che ne crea ancor di più per l’episodio che andrà in onda sabato prossimo a completamento degli eventi sconvolgenti a cui abbiamo assistito qui.
Che dire, se il livello resterà questo – come sto sperando con tutta me stessa – avremo davanti a noi davvero grandi cose.

 

Sabato sera non saremo riusciti a fare entrare #planeshavestopped nei TT, ma #DoctorWho è arrivato persino secondo in Italia, permanendo nei trend del bloodytwittah per più di due ore.
Impossibile dunque non citare alcuni tweet delle reazioni più significative all’episodio.

Prendete e veneratene tutti:

 

Quando tutti noi abbiamo capito che la morte è cosa imminente:

 

Fandom collide:

 

In caso di dubbio, blame on Moffat. Sempre.

 

Perché quell’uomo SA e quell’uomo RICORDA: 

 

E per concludere, il “dillo con un Tennant” che ha sempre espressioni accurate per ogni situazione:

Elisa
Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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