Doctor Who Christmas Special: The Husbands of River Song

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Tempo di lettura: 10 minuti

Il Natale lo si può vivere con pancia sicuramente piena e cuore più o meno leggero, ma questa data solitamente nasconde per noi Whovian un altro evento: lo Speciale di Doctor Who. Quello di quest’anno era particolarmente atteso per due motivi: sarebbe stato il primo per Twelve senza Clara, la sua companion di sempre, nonché la prima avventura sullo schermo interamente condivisa con River Song. Inutile dire quindi che la parola ansia, come al solito, la faceva da padrone nelle nostre povere menti  già provate da una nona stagione che è stata, senza timore di spararla grossa, una delle migliori del New Who. Per rispettare quella che ormai è diventata una tradizione per il nostro blog, non potevamo proprio esimerci dal commentare a più mani, per l’ultima volta quest’anno e almeno per molti mesi a venire *sigh*, The Husbands of River Song, scritto da uno Steven Moffat decisamente on fire (e sì, c’è da avere paura).


Valentina – Lacrime a Natale, un piatto caldo servito dalla BBC

Non ho mai pensato che Doctor Who fosse una serie TV nata per quel hard core shipping che spesso caratterizza altri telefilm. Questo perché credo che ridurre la serie al semplice gioco di “chi dovrebbe stare con chi” finisca un po’ per sminuirne il suo valore. Eppure Moffat ha voluto inserire un personaggio che è esplicitamente una compagna in senso stretto del protagonista, un qualcuno che, per ironia della sorte e pur essendo sua moglie, non può vivere con lui.
River e il Dottore sono un po’  l’opposto di quelle coppie di fidanzati i cui componenti spariscono dalle rispettive cerchie di amici nel giro di venti giorni una volta che si sono messi insieme. D’altra parte, ve lo vedreste il Dottore che viaggia per secoli con sua moglie? E vi immaginereste River limitare le sue avventure mercenarie? E che entrambi rinuncino a questa sorta di relazione poliamorosa? Io sinceramente no.

Personalmente trovo River uno di quei personaggi che funzionano bene e piacciono perché si vedono poco: non ha il tempo materiale per stancarmi perché mantiene sempre quell’aura di mistero che me la fa trovare intrigante. Ogni momento in cui è presente in una puntata è un minuto che conservo perché mi dà l’idea quanto quello che vediamo sia solo una piccolissima parte di quello che succede nella sua vita oltre lo schermo. Tutto questo me la rende uno dei componenti del Whoniverse più interessanti insieme al Dottore stesso.


Il bello della loro storia è che avviene tutta dietro le quinte e, se non vi va, potete liberamente non pensarci più di tanto, fare finta che non esista e, volendo, continuare a shippare quello e chi che volete. Tranne in questo episodio.
Sì, perché questa puntata ha portato sullo schermo tutte quelle storie assurde al limite del trash che di solito abbiamo sentito solo citare dai due quando “sincronizzano i diari”, come Jim il pesce e il picnic ad Asgard. Questa volta, eccezionalmente, abbiamo viaggiato insieme a loro con una testa che urlava improperi da una borsa, un robot che sembrava la versione cattiva di Baymax e un diamante da recuperare.
Abbiamo riso insieme al Dottore, capendo forse per la prima volta cosa avessero di così speciale le avventure con la professoressa River Song (credo abbiate notato che Twelve ha riso più in questa puntata che in due intere stagioni) e ci siamo commossi, perché abbiamo realizzato quanto non sia facile, nonostante tutto, amare ed essere amati dall’alieno con la cabina blu. E alla fine lo sfogo di River e quell’Hello Sweetie sussurrato per la prima volta dal Dottore come se non aspettasse di dire altro da secoli mi hanno distrutta emotivamente e fatta ridere allo stesso tempo. Grazie, Moff.


Nonostante fosse il primo episodio con Alex Kingston, l’insuperabile Peter Capaldi è riuscito a creare tra Twelve e River un rapporto che mi ha ricordato molto quello fra lei e Ten, solo a ruoli invertiti: in questo caso, infatti, è River a non riconoscere il Dottore e lui a rimanerne ferito. Sarà poi che personalmente penso che nulla al mondo batta un finale agrodolce, il discorso davanti alle Singing towers è stato la perfezione e una conclusione bellissima, che mi ha fatta piangere solo come Forest of the Dead – guarda caso – era riuscito a fare.

Alla storia tra il Dottore e River a questo punto possiamo anche metterci la parola “fine” con serena malinconia, perché abbiamo imparato, proprio insieme a Twelve, che si può essere felici anche col tempo che ci è rimasto, che non potrà mai essere  “per sempre”, ma è –  e sarà – sicuramente pieno di momenti speciali. Come dire: meglio la qualità alla quantità.
In ogni caso, mi consola pensare che i due abbiano ancora una lunghissima notte a Darillium da passare insieme davanti a loro, per una volta con la stessa timeline (più o meno) e chissà quante altre avventure.


Nadia – Our Christmas Song

Temo che il mio commento rischi di essere un’ode a Peter Capaldi, ma d’altronde chi potrebbe mai biasimarmi? Il suo Dottore ci ha regalato uno speciale di Natale ricco di momenti meravigliosi ed è stato sempre innegabilmente perfetto. Cercherò di contenermi, lo prometto.

L’allegria del Dottore nel rivedere River è stata subito contagiosa.

RIVER

Purtroppo lo sono state anche le sue lacrime. Ma prima di arrivare a quelle, durante tutto l’episodio Twelve ci ha regalato risate che alcuni di noi credevano impossibili dopo il finale di stagione e l’addio a Clara Oswald. Il suo sarcasmo, la battuta sempre pronta e il suo essere così grumpy, insomma, gli elementi che di lui abbiamo amato nelle due passate stagioni in questo speciale natalizio hanno avuto uno dei loro punti più alti e potrei inserire qui numerosissime gif a supporto di ciò che dico, ma la mia professionalità (??) me lo impedisce.

river song christmas special

problems with pictures

E la mia preferita:

why you cross them dwcross arms doctor who

Non soltanto abbiamo riso (e molto), ma abbiamo visto il Dottore ridere, ridere davvero, ridere di gusto, come non lo vedevamo fare da moltissimo tempo, e questo ci riempie e scalda il cuore.

twelve laughs doctor who special

Questo episodio, però, è fatto anche di tanti momenti toccanti e, anche se ce lo aspettavamo, vista la presenza di River, non siamo stati immuni alle lacrime. Abbiamo visto un po’ meglio, un po’ più da vicino, insieme al Dottore, cosa provi davvero River, oltre ad avere l’occasione sbirciare come sia la sua vita senza il Dottore. Capaldi con il solo sguardo ha saputo dare ancora più forza a questi momenti di commozione, sciogliendo anche i cuori più induriti.

never loved me river never loved me river 2never loved me river 3

A coronare questo capolavoro natalizio, il finale agrodolce, di cui diceva Valentina e che come lei amo moltissimo, dona alla storyline di River una conclusione splendida, dolceamara come è sempre stato il suo personaggio, fin dalla sua prima apparizione con Ten. Si aggiungono poi quei 24 anni di cui possiamo immaginare tutto e nulla, velati nel mistero che ha sempre avvolto River. E una canzone, quella delle Singing Towers of Darillium.

All anyone will ever tell you is that when the wind stands fair and the night is perfect, when you least expect it, but always when you need it the most…there is a Song.

La musica è stata protagonista di questa stagione in molte occasioni, basti pensare alla chitarra elettrica di Twelve e alla canzone intitolata Clara; così, anche nello speciale di Natale che ne segna la conclusione, there is time for one more Song.

I hate you, Moffat.

(No, you don’t.)


 ElisaChristmas Special AKA trash e lacrime.

Avevo mille idee su come iniziare questo commento, ma la verità è che dopo aver letto i due che mi precedono qui sopra, sono ripiombata nel mare di sconforto che mi sta fedelmente accompagnando da Natale.
River è quel personaggio che per me resterà sempre uno dei più belli mai scritti e concepiti, se non addirittura IL più bello in assoluto.
La sua storia è la più triste di tutto lo spazio-tempo e su questo non ci piove, e credo sia proprio questa la ragione per cui sento di amarla immensamente [sad is happy for deep people, ci tengo sempre a ribadirlo]. Se poi ci aggiungiamo il fatto che – accanto all’ottima scrittura che la caratterizza – sia anche interpretata magnificamente da Alex Kingston, allora per me possiamo star qui a parlare di River Song anche per tutta una vita intera.

Tradizione vuole che le costanti di un Christmas Special di Doctor Who siano due: il trash e le lacrime.
Penso siamo tutti d’accordo nell’affermare che la storia in sé era puramente e meramente senza senso, ma in fondo questa cosa ci sta tutta: questo special poteva tranquillamente non avere una trama, perché l’obiettivo era un altro.
E qui veniamo alla parte in cui parliamo – si, di nuovo – delle lacrime.

Il “dillo con un Tennant” è ormai parte integrante della vita.

Con The Husbands of River Song si chiude un arco narrativo lungo cinque stagioni e che coinvolge due timeline già di per sé parecchio wibbly wobbly, due personaggi meravigliosi e così tanti feelings che io non pensavo neanche fosse umano poter provare.
E’ matematico: ogni volta che compare River, si piange. E lo si fa per via della bellezza intrinseca che emerge ogni volta, bellezza capace rende tutto dannatamente poetico e doloroso.

Come la prima volta in Silence in the Library:

O quella volta in The Name of the Doctor:

 
 
 

E in ultimo qui:

 

Inutile dire che questo discorso mi ha letteralmente strappato il cuore in così tanti piccoli pezzetti che li sto ancora cercando sul pavimento.
Il fatto è questo: River è un personaggio decisamente brillante che spesso vediamo ridere, essere badass, scherzare e flirtare con quelle battutine pronunciate dall’accento illegale della Kingston che rende tutto ancor più magico. Ma, essendo straordinariamente intelligente, River conosce il suo destino e – perché no – la sua condanna: amare con tutta sé stessa un “uomo” la cui linea temporale procede nella direzione opposta rispetto alla sua, ma soprattutto un “uomo” che sa non potrà mai ricambiarla allo stesso modo.
Per questo quando il Dottore le dice quell’Hello Sweetie che sembra smentire tutta quella dolorosa consapevolezza che River si porta dentro, non si può proprio non commuoversi. Anche perché il volto della donna parla da solo, e sembra letteralmente mancarle l’aria per l’emozione. Bellissimo.

Pensavo che sarebbe stato molto strano vedere River con un Dottore diverso rispetto ad Eleven, abituati com’eravamo a quei flirt divertentissimi e bellissimi. Invece la coppia Capaldi-Kingston non solo ha funzionato alla perfezione, ma ha convinto, ha divertito e ha commosso enormemente – anche in scene in apparenza divertenti: quando entrambi ridevano sdraiati nella neve io sentivo già un po’ scorrere le lacrime pensando alla loro storia e ai loro destini.

So che Doctor Who non è una serie per gli shippers, e mi irrita immensamente quando qualcuno prova a ridurre tutto a questioni di shipwars e sciocchezze varie.
Però io continuerò sempre a sostenere che la storia d’amore – perché di quello si tratta –  tra il Dottore e River sia la storia più bella mai scritta, e Moffat, avrai tanti difetti, ma ti darei in sacrificio la mia anima solo per ringraziarti di aver creato una meraviglia simile. Grazie.

[Doveva essere un commento all’episodio, invece è più che altro un rinnovato elogio a River Song, perdonatemi]


Vain – Tra “ahahahaah” e “aaaaawwww”

Ok, prometto (più o meno) che il mio commento sarà davvero breve ed è rivolto in particolare a coloro che non impazziscono per il personaggio di River Song (non solo l’unica al mondo, vero?). Ma, prima di tutto, complimenti a coloro che sono arrivati a leggere fin quaggù: benvenuti 😀 (?)
Iniziamo subito con qualcosa che credo tutte noi avremmo voluto trovare sotto l’albero di Natale: codesto affare.

Se poi comprende addirittura la depilazione istantanea, cacciavite sonico ma chi te vuole (e, parlando di “cose soniche”: gli occhiali ci sono ancora! Chi è felice e lo sa batti le mani! #clapclap).
Ma cerchiamo di trovare un attimo di serietà, ritornando a parlare dello Speciale. Speciale. Già solo l’espressione “Speciale di Doctor Who” comporta, in linea di massima, tre tipi di aspettativa:

– una noia mortale, perché non succede niente (The Next Doctor);
– una valle di lacrime, because of Regeneration (The Time of the Doctor);
– una certa curiosità, perché prepara alla stagione successiva (The Snowmen);

L’aspettativa per The Husbands of River Song è stata maggiore del solito per il ritorno di River Song come co-protagonista (credo sia stata la prima volta in cui il nome di Alex Kingston è comparso nei titoli di testa, ma potrei sbagliarmi), cosa che mi avrebbe fatto storcere un po’ il naso se la puntata in questione non fosse stato un Speciale. Ma, essendo questa la puntata di Natale, era facile prevedere che sarebbe stata il “punto a capo” per la storia tra River Song e il Dottore, cosa che Moffat è riuscito a fare in maniera brilliant: e poi tutti eravamo curiosi di vedere Capaldi alle prese con la moglie del Dottore! (chissà se saremo altrettanto curiosi di vederla insieme agli altri Dottori che verranno)

Il bello di questo episodio – oltre a tutto quello che è già stato detto – è che The Husbands of River Song è in grado di rendere ancora più powah gli episodi precedenti, a cominciare da Silence in the Library: non a caso, nonostante non stra-ami  River, ho adorato il modo in cui il suo personaggio entra ed esce di scena (ci si potrebbe chiedere quale uscita di scena, ma in questo caso intendo proprio questa dello Speciale di Natale: anche se alla Kingston non dispiacerebbe ritornare, credo che il suo ruolo nel Doctor Who televisivo sia terminato… ma non si sa mai).

Comunque, di rado uno Speciale di Doctor Who è in grado di far emozionare in questo modo (a meno che non ci sia una Rigenerazione di mezzo, e allora ti piace vincere facile? Ponci ponci pon pon pon): ci ha commosso in maniera struggente…

Riassunto del rapporto fangirl/celebrità.

… e, allo stesso tempo, abbiamo riso un sacco insieme al Dottore: credo di essere tipo morta, in questa scena…

doctor who christmas 2015

Uno Speciale di Doctor Who non noioso è veramente un piccolo miracolo di Natale e, che dire: non potevamo desiderare di più. Abbiamo pure avuto la nostra dose natalizia di trash!

 


E così, con pazienza e facendovi strada tra le nostre stesse lacrime, siete arrivati alla fine non solo di questa recensione, ma anche di un ciclo durato quattro mesi in cui ogni settimana ci siamo messe a fare con dedizione ciò che ci viene meglio: condividere i nostri pensieri su una delle serie tv che ci esalta, ci emoziona e – a volte – ci fa arrabbiare di più. Speriamo di essere riuscite, almeno una volta, a farvi sorridere o – ancora meglio –  a farvi commuovere di nuovo.

Perché spesso ci lamentiamo di Moffat, ma la verità è che giocare con i feels piace anche noi.

BlueBoxSeries
Account di redazione che raccoglie sproloqui telefilmici vari ed eventuali, perché non sempre firmarsi singolarmente è semplice e - soprattutto - conveniente.

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