Daredevil: una seconda stagione col botto

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Tempo di lettura previsto: 4 minuti

Avete presente quel dilemma che vi assale quando state guardando una serie tv, quella duplice volontà di stare incollati allo schermo perché non riuscirete a fare nient’altro nella vita finché non avrete scoperto come finisce la storia, e allo stesso tempo di chiudere tutto e procrastinare perché più in fretta divorerete la serie, prima questa finirà lasciandovi un vuoto esistenziale incolmabile?

Ecco, credo che il binomio Netflix-Marvel sia il principale fautore di questo dilemma. Il giorno in cui le due case insieme produrranno qualcosa di deludente, probabilmente non ci potrò credere e finirò per convincermi del contrario. Sì, perché sebbene questa collaborazione sia relativamente giovane con solo 3 stagioni alle spalle, ormai si è guadagnata la nostra piena e totale fiducia, anche e soprattutto grazie a questo ultimo gioiello che è stata la seconda stagione di Marvel’s Daredevil; stagione che per molti versi è stata addirittura migliore della già acclamata prima.

Ma analizziamola un po’ più da vicino.

Da qui in poi: occhio agli spoiler!

Ritroviamo qui un Matt Murdock più maturo e sicuro di sé, finalmente un “vero eroe” con tanto di constume, ma con la stessa grande umanità che lo ha sempre accompagnato. A differenza di quanto avvenuto nella prima stagione, non vediamo grosse evoluzioni nel suo personaggio, pur essendo lui il protagonista. Questo perché tutti i conflitti interiori legati alla possibilità di prendere decisioni sulla vita, ma soprattutto sulla morte di altre persone si sono già risolti, lasciando spazio alla risolutezza nel difendere la vita sempre e comunque. Si tratta ora di convincere chi gli sta intorno che la sua strada è quella giusta da seguire, cosa non facile quando persino la donna con cui vorrebbe costruire una relazione – la biondissima, tristissima, noiosissima Karen Page – finisce per ammettere che entrambe le strade potrebbero essere accettabili.

È forse in quel momento che noi fan tiriamo un sospiro di sollievo, pensando che a questo punto il nostro Devil avrà capito che è ora di lasciar perdere una relazione che ci ha regalato così poche emozioni che persino l’accoppiata Karen-Grotto è risultata più credibile. Ma i giochi non sono ancora chiusi a quanto pare, perché la confessione da parte di Matt sul finale (come Karen non avesse ancora associato l’avvocato al vigilante è un mistero, o un’ulteriore prova di quanto l’intelligenza della ragazza si attivi solo a sprazzi) lascia spazio a nuove dinamiche amorose delle quali, sono sicura, faremo anche a meno.

Lasciando da parte per un attimo la poco apprezzata, seppur necessaria, Karen e tornando al protagonista, ormai è chiaro che la forza principale di questa serie risiede non solo nello stesso personaggio di Matt, ma anche e soprattutto in quelli che si trovano a scontrarsi con lui, che siano aiutanti, antagonisti o indecisi.

Il fatto stesso che esista la categoria “indecisi” è indice, ancora, della prevalenza del carattere umano e a tutto tondo dei personaggi su quello più fantastico e irrealistico che vedrebbe opporsi bene e male, incarnati nelle figure tipiche del supereroe e del cattivo, senza grandi compromessi tra i due opposti.

Fa parte proprio di questa categoria il personaggio rivelazione della stagione, un uomo che vuole raggiungere gli stessi obiettivi di Matt, ma con mezzi totalmente diversi; qui nasce tra i due un continuo incontro-scontro, il quale ci regala dialoghi che sono piccoli capolavori. Mi sto riferendo ovviamente a Frank Castle, The Punisher.

Buono? Cattivo? Non è etichettabile e il bello è proprio questo. Si tratta di un personaggio così complesso, interessante e carismatico che ci ritroviamo ad amarlo qualunque scelta compia. I momenti in cui lui e Matt interagiscono, ora scontrandosi, ora aiutandosi, sono forse i più coinvolgenti della stagione; quello sicuramente più commovente è il racconto dell’ultimo giorno che Frank ha passato con la sua famiglia. E ogni volta si mostra il vero Frank, quella persona brillante, schietta, empatica, sempre pronta a uscirsene con uno dei suoi consigli spassionati, scrutandoci con occhi afflitti e tormentati, noi ci ritroviamo a volerlo abbracciare, e probabilmente con noi anche Karen, visto che è soprattutto con lei che Frank si apre. Dobbiamo riconoscere alla ragazza almeno questo merito: riuscire a tirare fuori quel suo lato che altrimenti rimarrebbe nascosto dietro alla canna di un fucile e a una enigmatica frase ad effetto.

È Frank Castle, insomma, il fulcro emozionale della storia, il muro di sentimenti contro cui non vediamo l’ora di sbattere (e farci anche un po’ male); tanto solido che l’altra grande novità della stagione, Elektra, a confronto risulta un po’ debole e a tratti anche un po’ noiosa.

Sarà che il lato soprannaturale nelle storie di supereroi mi ha sempre interessato meno rispetto al loro lato umano e più vulnerabile, ma la questione dei morti che ritornano in vita non mi ha molto entusiasmato e mi è sembrata un po’ tutta un déjà-vu, una trama che si sarebbe potuta vedere in qualsiasi altra storia di supereroi.

Per non parlare di come, a furia di essere trascinato a destra e a manca dalla ex ragazza (pollo!), Matt diventi sempre meno avvocato e sempre più vigilante, fatto che lo allontana ulteriormente dall’amico Foggy Nelson (sempre sia lodato). Questo non può che rendermi un po’ antipatica Elektra, perché l’amicizia tra Matt e Foggy è preziosa e non si tocca.

Opinioni personalissime a parte, Elektra è comunque un grande personaggio, di quelli che non lasciano indifferenti, anche se la storyline che la vede coinvolta insieme a Stick e alla Mano è risultata molto meno interessante rispetto al caso Castle.

Complessivamente, entrambe le storie sono state portate avanti egregiamente, regalandoci una stagione molto più piena e ricca rispetto alla prima. Anche il cast continua a non deluderci, in particolare non finiremo mai di elogiare Charlie Cox che è una benedizione per gli occhi e per lo spirito.

Elektra una di noi.

In tutto questo, purtroppo, non c’è mai abbastanza Claire, ma noi non perdiamo le speranze e ci auguriamo che torni ad essere più presente nella prossima stagione.

… Perché non è ancora ufficiale ma è quasi sicuro che una terza stagione ci sarà, visto il grande successo e tutte le questioni lasciate aperte nel finale. E che dire, speriamo che ci facciano aspettare il meno possibile, perché non vediamo già l’ora che inizi il prossimo round!

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

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