BrainDead e il trash dell’estate

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Tempo di lettura previsto: 4 minuti

Si sa: l’estate è la stagione delle serie tv trash, quelle che ci tengono compagnia per un paio di mesi per poi scomparire del dimenticatoio. Sono quelle serie che, dopo una prima stagione, vengono quasi tutte cancellate e alle quali vogliamo un po’ bene perché, poverine, il loro intento di “tappare i buchi” e di ingannare l’attesa per gli show autunnali riescono anche a realizzarlo, bene o male. Questa, però, è un’estate un po’ atipica: e non solo perché continua a piovere (del resto, in Game of Thrones è finalmente arrivato l’inverno e le conseguenze le paghiamo anche noi), ma soprattutto perché le nuove serie in corso sono più belle del previsto. Ci riferiamo soprattutto a Preacher e Outcast, che hanno ben poco da invidiare alle osannate serie autunnali: così, invece di recuperare roba e fare rewatch compulsivi, il tv-addicted si ritrova a tenere il passo con questi gioiellini.
Per fortuna, però, c’è sempre BrainDead a continuare la tradizione del trash estivo: grazie, ne avevamo bisogno.

BrainDead è una serie CBS ed è stata creata dai coniugi Robert e Michelle King, già creatori di quella serie cattura-mamme che è The Good Wife. Lo show è una sorta di collage tra politica, thriller, alieni e deliranza varia che non si prende per niente sul serio, tant’è che il riassunto delle puntate precedenti viene presentato in questo modo (cosa che mi fa ricordare un po’ Galavant, e piango):

Come viene così brillantemente cantato, la trama di BrainDead è questa: il mondo sta andando a rotoli, non è un segreto. In politica tutti sembrano aver perso il lume della ragione e anche gli eventi più recenti non fanno che confermare questo fatto: Brexit di qui, ISIS di là, Trump di qua e crisi dappertutto. Insomma, pare che i politici & co. abbiano perso la testa.
E se fosse veramente così?

braindead politics

La protagonista di BrainDead è Laurel Healy, una ragazza squattrinata che vorrebbe solo produrre documentari che probabilmente si guarderebbe solo lei: rimasta senza un centesimo, è costretta a lavorare per sei mesi (come uno stage, ma sicuramente con uno stipendio mille volte più alto) per suo fratello, il Senatore Luke Healy, della fazione dei Democratici. Intanto, in Russia, un misterioso meteorite precipita nell’oceano e viene recuperato per essere studiato proprio a Washington: in questo modo un gruppo di formiche aliene (!) raggiunge gli Stati Uniti. Entrando nelle orecchie di alcuni politici ed espellendo il loro cervello (!!), le formiche assassine si impossessano delle loro menti e gettano ancora più caos nella politica statunitense, tant’è che non esiste più alcuna distinzione tra Democratici e Repubblicani. Ad altri individui, invece, le formiche aliene fanno semplicemente esplodere la testa: vi farei vedere qualche gif, ma per ora non ne ho trovate: chissà perché.

Laurel si trova nel bel mezzo di questa situazione allarmante, tra licenziamenti di massa e gente nel panico: si rende conto ben presto, però, che c’è qualcosa di innaturale nel comportamento di alcuni politici. Se ne accorge anche quel grande sgnacchero di Gareth Ritter, che invece lavora per il Senatore repubblicano Red Wheatus (contaminato dalle fameliche formiche aliene). I due appartengono a due fazioni politiche rivali, ma più trascorrono le puntate e più si ritrovano a collaborare per gestire questa delicata situazione (anche se non sanno ancora delle formiche, beati loro): ed è impossibile non urlare alla ship, che è uno dei motivi principali per cui continuare a vedere questa serie (oltre alle formiche aliene, ovvio).

Ora spenderei due parole su Mary Elizabeth Winstead, che interpreta la protagonista, ed Aaron Tveit (*cuori* *cuori* *cuori*), che presta la sua bellissima faccia al personaggio maschile principale: sono entrambi due volti noti sul grande schermo e sono stati loro il motivo principale che mi ha spinto a dare una possibilità a BrainDead (oltre, lo ripeto, alle formiche aliene. Seriamente, voglio un crossover con Doctor Who: Laurel e Gareth sarebbero due companion fantastici… o forse lo sono solo nella mia testa). La Winstead, infatti, ha interpretato Ramona Flowers nel film di culto Scott Pilgrim vs. the World, mentre invece Aaron Tveit è un attore che si muove tra Broadway, cinema e serie tv: probabilmente è conosciuto soprattutto per aver interpretato Enjolras in Les Misérables. Purtroppo in BrainDead non canta.

mary elizabeth winstead

mary elizabeth winstead scott pilgrim mary elizabeth winstead braindead

aaron tveit les miserables aaron tveit braindead

Insomma, per fare il punto della situazione (dato che parlare di Aaron Tveit rischia di farmi degenerare): se volete fuggire per un po’ dall’eccessiva qualità delle serie tv estive di quest’anno e desiderate un po’ di leggerezza trash, BrainDead fa sicuramente al caso vostro. Inoltre è bello pensare che il mondo faccia schifo non per colpa dell’umanità, ma per delle formiche aliene espelli-cervelli: un po’ di insetticida e via!

Vain

Gattofila Serpeverde, attendo invano che Robb Stark resusciti come licantropo; Tennant ha invaso camera mia con la sua faccia; ho un’insana mania per i musical e per tutto ciò che fa rima; leggo #UnFumettoAlGiorno e scrivo per Blue Box Series e Mangaforever; intanto, vado a caccia di idee per sceneggiature e cose varie.

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