Bloodline: quando le cicatrici sono il ricordo di una ferita e non la guarigione da essa

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Ebbene sì signori, la Netflix colpisce ancora e lo fa mettendo in scena un Family Drama che si candida seriamente tra le migliori serie americane del 2015. Qualcuno di voi magari lo avrà appena iniziato e, leggendo queste mie righe introduttive, starà pensando: “ma questo qui è scemo del tutto?”. Pensiero lecito perché la serie parte davvero in maniera molto lenta descrivendo nei dettagli le varie sfumature dei personaggi ma, in quanto ad azione o trama succosa, siamo veramente al rallentatore. “E allora quanto bisogna aspettare per iniziare ad amare questa serie?” – direte voi. Ecco il numero esatto è 7! Dopo praticamente metà stagione (in totale 13 episodi) inizia il decollo che vi trascinerà inesorabilmente all’interno di un vortice torbido da quale non saprete più come liberarvi (sbattere la testa in giro per la camera non servirà a nulla, fidatevi, ci ho già provato io.)

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Siamo alle Keys, paradiso terreste e meta di vacanze, dove il tempo scorre tra una gita in barca, camicie di lino e cocktail ghiacciati. La famiglia Rayburn gestisce da sempre un albergo ed è una delle più rispettate di tutta l’isola. Robert e Sally hanno 4 figli: John, il ragazzo diligente e poliziotto rassicurante che sistema ogni faccenda; Meg, la brillante avvocato di famiglia; Kevin, il riparatore di barche un po’ impulsivo con il vizietto dell’alcool e infine lui Danny (interpretato da un sontuoso Ben Mendelsohn), la pecora nera che si caccia sempre nei guai e che ritorna a casa solamente quando è a corto di soldi o deve chiedere aiuto. Per il 45 anniversario dell’albergo viene organizzata una festa, tutti sono felici fino al momento in cui non appare Danny. I fratelli sanno che tutto questo non può portare nulla di buono ma, su spinta della madre, cercano di sorvolare e godersi la serata perché la famiglia viene prima di tutto. Danny però è tornato perché deve dei soldi a qualcuno a Miami e con l’intento di rivelare oscuri segreti di quel padre padrone che spesso, da ragazzino, lo picchiava e che gli ha attribuito la morte di Sarah, sorellina minore deceduta durante una gita in barca. Alla fine della serata di festa, John accompagna Danny alla fermata del bus ringraziandolo per la sua presenza e con la speranza di rivedersi per le feste natalizie. Danny sale su quell’autobus per tornare a Miami ma, dopo che John se n’è andato, cambia idea decidendo di restare “Thiswas a bad idea”.

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Da questo momento nulla sarà come prima e tutta l’intera famiglia si troverà a dover compiere delle scelte che mai avrebbero pensato. Un vortice di regole infrante, segreti assopiti nel tempo, traffico di clandestini, cocaina e menzogne che vi faranno letteralmente rimanere incollati allo schermo e, naturalmente, tifare per i cattivi.

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Ps: Ad oggi sono usciti i primi 12 episodi quindi ne manca solo uno ma, la buona notizia (o brutta in base ai punti di vista) è che ci sarà sicuramente una seconda stagione programmata per maggio 2016. Se alla fine della 1×12 inizierete a vagare a caso per la stanza alla ricerca di voi stessi sappiate che vi capisco ma vi avevo avvisato. PPS: lo so che non ho detto chissà cosa sulla trama ma non voglio spoilerare nulla perché è una serie che va vista e scoperta un pezzo alla volta senza nessun tipo di condizionamento. PPPS (ultimo lo giuro) l’ambientazione e l’aria di vacanza vi faranno venire voglia di mangiare una bella frittura, ne sono sicuro!

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Di giorno seleziono personale, di sera le serie Tv da guardare. La mia vita è cambiata dopo Prison Break e odio con tutto il cuore chi guarda gli episodi doppiati in italiano. Da grande mi immagino con una casetta a Twin Peaks mentre contrabbando blue meth e do la caccia al Yellow King.

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