Bates Motel: la capacità di sorprendere con un prequel

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Tempo di lettura previsto: 4 minuti

Credo che tutti conoscano la storia di Psycho, e che, anche chi non ha mai visto il film più famoso di Hitchcock – ammesso e concesso che esista davvero qualche sprovveduto del genere – abbia almeno sentito parlare della inquietante follia di Norman Bates.
Quindi, fin dal pilot di Bates Motel (ci credete che sono già passati quattro anni dalla sua messa in onda?) il destino della biondissima Norma Bates era praticamente scontato.
Pertanto, com’è possibile che i due episodi finali di questa stagione abbiano lasciato tutti – e dico tutti – a bocca aperta?

Quando alla fine della terza stagione Bates Motel era stato rinnovato per due ulteriori annate, mi ero praticamente messa il cuore in pace, convinta che fino al 2017 non avrei dovuto affrontare il trauma della morte della folle e adorabile Norma-dagli-occhi-blu. Ovviamente non potevo sbagliarmi più di così, e la trovata è stata assolutamente geniale.
Una storia conosciuta a livello mondiale come poteva arrivare a sorprendere? Uccidendo la protagonista, nonché una delle due star di punta di questa serie gioiellino di A&E, a ben una stagione intera dal series finale.

  

La sorpresa – se pur per un evento così noto – è stata tanta e la scelta presa dagli autori, a mio avviso, è risultata coraggiosissima, introdotta da una scena meravigliosa e seguita da un season finale struggente ma bellissimo.
Diciamo che se serviva una scossa ad una serie che dal mio punto di vista era già piacevole e in grado di non annoiare mai, questo è stato il sigillo definitivo a garantire la grande qualità di un prodotto da sempre, a torto, praticamente ignorato da ogni premio che conta.
E non ho ancora menzionato la bravura degli attori principali, quella ormai risaputa di Vera Farmiga e quella sempre più sorprendente di Freddie Highmore, che ha retto da solo il season finale più bello delle quattro stagioni viste fin’ora.

Trovo che la forza di Bates Motel sia sempre stata quella di non strafare e di puntare costantemente su un cast e un numero di storyline ridotto, ma approfondendo per questo i singoli personaggi e la loro psicologia fino in profondità. E questo non vale solo per Norma e Norman, per forza di cose il fulcro principale di ogni azione, ma anche quelli che chiamare secondari forse è fin troppo riduttivo: Alex Romero, Emma e Dylan sono il terzetto che abbiamo imparato ad amare sempre più.
L’esplorazione interiore di Dylan è stata meravigliosa, sia per l’affetto che prova per la sua famiglia di pazzi, sia per l’amore che esprime ad ogni sguardo verso Emma. Insomma, il modo in cui si è preso cura di quella fragile ragazza ha fatto sognare un po’ tutte noi, tanto che sono convinta che tutte ci meritiamo un ragazzo come Dylan nelle nostre vite.

 
 

Devo davvero parlare di Romero? Mi si spezza il cuore al solo pensiero. L’amore che ha dimostrato per Norma, la loro “luna di miele” fatta di risate e serenità durata ahi-noi così poco, e infine il dolore straziante per aver preso la donna che è stata sua moglie per così pochi giorni, hanno mostrato un lato inizialmente nascosto di questo enigmatico ma romanticone Sceriffo di White Pine Bay.


Ma eccoci a due considerazioni che penso sia assolutamente doveroso fare.
La prima è senza dubbio riguardante la sequenza che ha preannunciato la morte di Norma. La ninnananna cantatale dal figlio Norman, il suo sorriso mentre per l’ultima volta si abbandona al sonno e infine quel percorso della macchina da presa all’interno dei condotti d’aria della casa con in sottofondo Mr. Sandman… Trovo che sia stato tutto di una bellezza così disarmante e sconvolgente che prendersela per l’esito che quella scena ha portato mi è stato praticamente impossibile. Perché, per quanto doloroso sia tutto questo, è stato decisamente perfetto.

 
 
 
 
 

Infine, con una conclusione così, normale è chiedersi cosa ne sarà di questa quinta e ultima stagione che ci attende per il prossimo anno. Sicuramente Vera Farmiga ci sarà, perché la sua Norma continuerà a vivere nel contorto labirinto che è la mente di Norman.
Ma è vero che le cose cambieranno e a chi si lamenta dell’inverosimiglianza che Norman possa farla franca, rivolgo solo una semplice domanda: lo avete visto Psycho, vero?!
Detto questo, amo la Farmiga e ho passato praticamente le prime due stagioni a sostenere animatamente che tutto questo piccolo-grande show si reggesse unicamente sulle sue spalle.
La crescita che ha avuto Freddie Highmore è stata per questo ancor più strabiliante e ora sono letteralmente elettrizzata nel pensare che sarà lui a dover sostenere il peso di un’ultima stagione. Vista la sua sempre maggior bravura e la sua capacità di tenermi incollata allo schermo per tutti i 43 minuti di questo season finale penso che le premesse siano tutte in suo favore e vorrei ancora una volta sottolineare il coraggio e la genialità degli autori per aver intrapreso una scelta di questo tipo, che sono sicura poterà degli ottimi frutti e ad una degna conclusione per questa serie che anno dopo anno è diventata sempre più preziosa.


Elisa
Aspirante companion del Dottore. Ho venduto la mia anima alle serie tv britanniche e non mi sforzo neanche per riaverla indietro. Mi struggo per la perfezione di David Tennant, mi innamoro di attori quarantenni che non incontrerò mai, fangirlo su ogni serie tv esistente e mi lamento della vita.

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