5 motivi per cui Dirk Gently andrebbe rinnovata

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Tempo di lettura previsto:  4 minuti

È stato un duro colpo apprendere che, dopo la messa in onda della seconda stagione negli Stati Uniti, anche questa piccola perla che porta l’altisonante titolo di Dirk Gently’s Holistic Detective Agency è stata ingiustamente cancellata.

Ora che Netflix ha rilasciato i nuovi episodi anche nel resto del mondo, la sottoscritta si è finalmente goduta il suo agognato binge watching ed è pronta a saltare senza se e senza ma sul carro già numeroso di quelli che gridano a gran voce: #SaveDirkGently.

La perfetta rappresentazione di ogni fan quando difende la sua serie in mezzo a gente che non l’ha mai vista.

Ecco alcuni degli ottimi motivi perché i produttori dovrebbero darci ascolto, o, se preferite, cinque ragioni per cui dovreste assolutamente recuperare questa serie, se ancora non l’avete fatto.

1. Samuel Barnett e Elijah Wood (a.k.a. Dirk e Todd)

Difficile trovare un casting più azzeccato di questo.

Samuel Barnett è il perfetto Dirk Gently, dai suoi momenti di estremo ottimismo isterico a quelli di maggior insicurezza, durante i quali vorremmo solo abbracciarlo per quando è adorabile.

E chi meglio di Elijah Wood poteva incarnare lo sfortunato Todd Brotzman? La sua crescita nel giro di due stagioni è stata impressionante: da tapino sopraffatto dai sensi si colpa e senza prospettive, è diventato padrone di sé stesso, coraggioso e un fedele amico per Dirk.

Tra i due personaggi si è creato un rapporto bellissimo, reso anche migliore dalla chimica dei due attori. Sarebbe un peccato non vederli più interagire e risolvere casi insieme, soprattutto ora che hanno persino un “motto”.

2. Tutti gli altri personaggi

Sono tanti e tutti assurdamente fantastici. È bello aver ritrovato e approfondito alcuni personaggi della prima stagione, come ad esempio Farah, sempre più forte e sempre più bella, Bart e la sua olistica necessità di uccidere che sta imparando a controllare, Amanda, che ha trovato il modo di trasformare le sue paure in un pregio, The Rowdy Three, che ora sono sei e tutti tostissimi. E questa svolta malvagia di Ken? Sarebbe bello vedere come si evolverà.

Anche i nuovi personaggi sono tutti ben scritti, con menzione speciale al vice sceriffo Tina Tevetino.

3. L’assurdo

La mentre dietro alla serie di romanzi da cui la serie è tratta è nientemeno che Douglas Adams, l’autore noto soprattutto per “Guida galattica per autostoppisti”, che ha fatto dell’assurdo un vero marchio di fabbrica. Anche per chi non è un fan sfegatato delle sue opere, impossibile non apprezzare la sua sconfinata immaginazione da cui scaturiscono le idee più strampalate ma che sono anche geniali e inaspettatamente divertenti.

Se alle idee di Douglas Adams aggiungiamo la mente di Max Landis (curiosità: è il figlio di John Landis, il regista di The Blues Brothers, per intenderci) BOOM! Ecco un cocktail di stramberie che in un primo momento sembrano non avere alcun senso, ma che poi si incastrano per creare un puzzle bizzarro ma bellissimo.

Personalissimo highlight della stagione: le spade/forbice, che sono effettivamente l’arma più stupida ma esteticamente appagante che abbia mai visto. Se si pensa che poi derivano dall’immaginazione di un bimbo che aveva effettivamente visto usare un paio di forbici come arma del delitto sembrano anche meno assurde. Quando poi sono brandite dallo spadaccino (o forbicino? No, direi di no.) dai capelli più rosa che abbia mai visto, l’estetica migliora del 200%.

#maquantoèbelloPanto?

4. Amicizia

Ma quanto è bello quando, più che l’amore romantico che in qualche modo è onnipresente in ogni storia, in tutti i mari, in tutti i laghi ecc., il sentimento che move il sole e l’altre stelle è invece l’amicizia. Sul serio.

5. Il giiiender

Sì, se guardasse questa seconda stagione, Adinolfi inorridirebbe (e ogni cosa che fa indignare Adinolfi, guarda caso, a noi fa quasi sempre l’effetto opposto). Prima di tutto, c’è una totale mancanza di stereotipi legati all’uno o all’altro sesso, nonché una reale parità dei sessi.

Non importa di che genere siano, i personaggi sono tutti indistintamente cazzutissimi. Questo vuol dire anche che, nel mondo parallelo delle fiabe nel quale è ambientata gran parte della stagione, non c’è nemmeno una principessa in pericolo da salvare, ma ci sono invece due principi azzurri (anche se uno è rosa, più che altro) che si amano nonostante le loro due famiglie siano nemiche, e che si battono per portare pace e armonia nel loro regno.

Con questo passo e chiudo.

Però voi guardate Dirk Gently. Se l’avete già vista in contemporanea con gli USA, riguardatela su Netflix. E preghiamo il Dio delle serie tv affinché faccia un piccolo grande miracolo.

Linda
Geek seriale, drogata di musica e film, Potterhead impenitente. Nel tempo che rimane studio Ingegneria specializzandomi in fotonica, tipo come costruire (spade) laser e come teletrasportarsi (ma non proprio).

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